giovedì 31 gennaio 2013

Di riviste e di marmellate.......quella di radicchio!!!

Ehi, tu! Sì,  proprio tu che sei passato di qui e stai leggendo questo post!
Sei già stato in edicola?
Perché mai ti faccio questa domanda?
Ma come, ancora non lo sai?
Su Sale & Pepe di febbraio ci sono anch'io!


Sì, babà che bontà è sbarcato in edicola.
Il mio pudding speziato in cocotte, con marmellata d'arance amare, campeggia in bella vista a pagina 41 della rivista di cucina più gettonata dello stivale.
Che evento!!!!! Va degnamente festeggiato!
Come? Visto che la marmellata mi ha portato fortuna, ho scelto di prepararne una un po'  particolare: la marmellata di radicchio.
Dal gusto particolatissimo, questa marmellata si sposa meravigliosamente con i formaggi molto stagionati, ma divina potrei definire una crostata con frolla alle noci e marmellata di radicchio, accompagnata da crema inglese. Versatilissima!
Che aspettate! Correte in edicola e poi preparate questa marmellata!

Ingredienti
500 gr di radicchio (meglio se tardivo di Treviso)
300 gr di zucchero
Il succo di 3 arance
2 cucchiai di cognac
1 mela a pezzetti


  • Tagliare il radicchio a julienne e porlo in una pentola con un paio di cucchiai di zucchero e il succo di arancia.
  • Mettere la pentola sul fuoco e lasciar appassire il radicchio a fiamma bassa per una decina di minuti, girando di tanto in tanto.
  • Aggiungere il rimanente zucchero e la mela a pezzetti.
  • Continuare la cottura, fino a che la marmellata non si sarà addensata.
  • Verso la fine della cottura aggiungere anche il cognac.
  • Versare la marmellata, ancora bollente, in barattoli sterilizzati e chiudere con coperchi nuovi. Far raffreddare a testa i giù. 




sabato 19 gennaio 2013

"Mi go fame": pici toscani un tantino veneti per il mio primo MTC

"Mamma, mi go fame!"
"COSA?"
"MI - GO- FA- ME!!!! "
Bella lei, tre anni di femmina che torna a casa da scuola e inizia a parlare in veneto come se nulla fosse! 
E  vista la mia faccia tra il perplesso e il confuso,  lei cosa fa? Lo spelling!!! Roba da non crederci!
Secondo voi quale potrà mai essere la reazione di una mamma cresciuta, gastronomicamente parlando, a "pan' e pummarola" ?
Una gran bella risata, dopo, però,  essermi ripresa dallo shock!!!
Beh, piccola veneta, con influenze profondamente meridionali, cresce!
Cresce e si adatta al territorio. Come tento di fare anch'io da un po' di anni. 
Spesso mi riesce, altre volte un po' meno, ma del resto ogni essere umano porta con sé un bagaglio di esperienze che inevitabilmente influenzano la nostra quotidianità.
Ma più che di influenze, oggi parlerei di contaminazioni.  
Sì,  il termine giusto per la ricetta di oggi è "contaminazione". 
È da tempo che ogni mese seguo l'Mtc, a mio avviso il più bel gioco virtuale tra foodbloggers, mai venuto alla luce. Un' incredibile genialata, grazie alla quale, chi va a dare una sbirciata, non può che arricchire le sue conoscenze culinarie. Chi, invece, decide di prender parte al gioco ha la straordinaria occasione di confrontarsi con appassionatissime fanciulle che hanno fantasia e creatività da vendere e ai fornelli riescono a compiere miracoli.
Ma come ogni esperienza, c'è bisogno che i tempi siano maturi per poterla vivere appieno.  E stavolta, complici l'anno nuovo e i buoni propositi, ho capito che i tempi eran maturi sul serio. 
Ed è così che oggi arriva il mio primo Mtc
La ricetta di questo mese? I pici toscani di Patty di Andante con gusto
Bellissima ricetta quella di Patty. Il suo post è intriso di tradizioni locali e sembra quasi di scorgere, dietro al suo piatto, le mille sfumature di ocra della terra di Siena. 
Lo scopo del gioco resta quello di rivisitare il piatto, lasciando a questo la sua connotazione di piatto rustico e arricchendolo con contaminazioni del territorio di appartenenza. 
Ed io, pur rimanendo piacevolmente influenzata dalle mie origini, faccio l'ennesimo tentativo di adattamento, arricchendo i favolosi pici toscani con due prodotti di nicchia del territorio che mi ospita.



L'idea mi è venuta camminando a Venezia, al Ponte dei Pugni, dove tutte le mattine mi incanto a guardare.
Quel banco di frutta e verdura in barca sul canale è sempre un tripudio di colori . 
È sul quel ponte che mi si è accesa la lampadina: radicchio e soppressa!!!
Un connubio speciale,  in cui due eccellenze di questo ricco territorio, si sposano egregiamente. E se proprio gradite quel tocco in più spolverizzate con del Montasio stravecchio e beveteci su del vino Raboso.......non resisterete e di sicuro direte: "Mi go fam!"




Per i pici ho eseguito la ricetta di Patty passo passo, che riporto qui di seguito

Per i pici (ingredienti per 4 persone)
200 gr di farina 00
100 gr di farina di semola rimacinata
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
1 pizzico di sale
mezzo bicchiere circa di acqua 


  • Fare la fontana con le due farine miscelate
  • Versare l’olio, il pizzico di sale e versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. 
  • Man mano che i liquidi assorbiranno farina, non sarà più possibile procedere con la forchetta, per cui  bisognerà impastare con energia, utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
  • Impastare fino ad ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.  
  • Fate riposare l'impasto per circa mezzora, ricoperto da pellicola.
  • Passato questo tempo, i pici vanno filati. Per tale operazione seguire la spiegazione dettagliata di Patty qui.



Per il sugo al radicchio e soppressa veneta
200 gr di radicchio tardivo sminuzzato
100 gr di soppressa veneta tagliata a tocchetti
30 gr di cipolla bianca di Chioggia 
25 gr di olio evo Dante 100% italiano
mezzo bicchiere di Raboso
sale qb

  • In una padella piuttosto capiente, porre l'olio, la cipolla e la soppressa e far cuocere per circa 5 minuti a fuoco medio, mescolando spesso.
  • Aggiungere il radicchio sminuzzato e appena questo risulterà appassito, aggiungere il vino e far evaporare a fiamma alta. 
  • Abbassare la fiamma e aggiustare di sale. Continuare la cottura ancora per 5 minuti con coperchio e se dovesse essere necessario, utilizzare l' acqua di cottura dei pici per evitare che il sugo si asciughi molto.
  • Cuocere i pici in acqua bollente e scolarli. 
  • Condire la pasta con il sugo, amalgamando ben bene e facendo saltare il tutto in padella per pochi istanti.
  • Se di gradimento, spolverizzare con del Montasio stravecchio.

Con questa ricetta partecipo per la prima volta all'MTChallenge, la cui ricetta del mese e "I pici"






lunedì 14 gennaio 2013

E per una volta mi sento un po' British: crumpets casalinghi per il tea hour

La mia amica Cinzia ha organizzato questo simpaticissimo contest ed io non me lo son fatto scappare Quando ho letto di quest' iniziativa, i miei ricordi son volati agli anni del liceo, quando adolescente trascorrevo le mie estati in vacanza studio in Inghilterra. Che tempi! Sembra una vita fa!
Effettivamente son passati più di 15 anni dall' ultima volta che ho sorvolato la Manica! E tra i meandri dei miei ricordi, restano nitidi i crumpets...... come fare a dimenticarli! Accompagnati da burro e marmellata costituivano la mia colazione quotidiana, anche perché le uova con il bacon non riuscivo proprio a mandarli giù soprattutto di buon mattino.
E a volte il caso fa sì che i ricordi possano rivivere.....
Circa un mese fa, durante una delle mie traversate quotidiane della bella Venezia, mi sono imbattuta in Gordon. Sì,  proprio lui Ramsay! Tranquilli, non era lui in carne ed ossa, ma da una sua foto mi strizzava l'occhio dalle vetrine di una libreria. E così son tornata a casa con il suo libro "In cucina con Gordon Ramsey", libro che poi ho regalato al mio gentil consorte, per festeggiare i suoi bei risultati scolastici.
Non sto parlando dei voti che dà,  ma di quelli che si becca!!!
Per chi non lo sapesse, il mio "docente di giorno" è diventato "studente di sera".
Ha preso a frequentare le serali di un alberghiero. Così per giugno avrò uno chef a tutti gli effetti in casa...... uno chef con le competenze,  che già ora mi rimprovera di non possedere.
Ma di questo vi parlerò meglio un'altra volta. Per ora torniamo ai crumpets.....
Sfogliando il libro di Ramsey, a pagina 277,  ho trovato questi crumpets casalinghi,  che mi imploravano di essere provati già da un po'! E Cinzia con il suo contest ha fatto il resto, mi ha dato l'occasione.
Perfetti a colazione, sono deliziosi anche per l'ora del tea!



Ingredienti per circa circa 8 crumpets
175 gr di farina di grano duro (io ho usato semola rimacinata)
2 gr di sale
Un pizzico di zucchero
Mezzo cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di lievito secco
125 ml di latte tiepido
150 gr di acqua tiepida
Burro qb

Per servire
Marmellata di fragole e fragoline di bosco Rigoni di Asiago
panna fresca per servire.
  • In una ciotola, setacciare la farina e aggiungervi lo zucchero, il sale e il bicarbonato.
  • Mescolare le polveri e al centro inserire il lievito.
  • Intiepidire il latte con l'acqua e utilizzare tali liquidi per ottenere un impasto tipo pastella.
  • Lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo.
  • Coprire con pellicola e lasciar lievitare fino al raddoppio. 
  • Scaldare una padella antiaderente, leggermente unta con burro.
  • Versarvi la pastella, dopo averla mescolata e lasciar cuocere 3-4 minuti a fuoco medio-basso.  Girare e cuocere ancora un paio di minuti dall'altra parte.
  • Con l'aiuto di un coppapasta del diametro che preferite,  ricavare tanti crumpets tondi e servite con marmellata di fragole e panna fresca semi montata.  
Con questa ricetta partecipo al contest "English recipes" di Cinzia de "Il ricettario di Cinzia", in collaborazione con Salter



martedì 8 gennaio 2013

E dopo il Panettun.....il PANE-ttone

Abbiamo brindato, abbiamo bevuto (forse troppo), abbiamo mangiato (oltre ogni limite) e anche stavolta Natale e' andato, l'anno vecchio lo abbiamo archiviato, spalancando le porte a questo tanto atteso 2013!
A proposito BUON ANNOOOOOOOOO!!! Anche se tremendamente in ritardo.
Le mie vacanze, come al solito, si risolvono in un tour de force lungo tutto lo stivale! Circa 2500 km, macinati in poco più di 10 giorni, passando da un clima umido e freddo, ad uno ancor più umido e intriso di Scirocco, per poi approdare alle falde del Vesuvio, che per la vigilia di Capodanno ci ha regalato 18 gradi magnifici! 
Ora, la routine quotidiana stenta a riprendere e come di consueto, torno più stanca che prima della partenza. Stanca, ma felice.
Felice di aver trascorso le vacanze tra i miei affetti, al sole caldo della mia terra, tra chiacchiere, risate e qualche piacevole incontro con persone eccezionali, nonché food bloggers da strapazzo!!!! 
Chi? Ma loro: il re dei primi piatti e colei per la quale :"datemi una mozzarella e vi restituirò oro per il palato"!
Senza connessione, senza planetaria, ho fatto un po' di fatica a stare al passo. Ho prodotto pochissimo, ma tra le tante idee che mi sono frullate per la testolina, quella che vi presento oggi è riuscita a vedere la luce. Impastare a mano riesce a rimettermi al mondo, per cui mi sono anche divertita. Ho voluto provare a cucinare questo profumatissimo pane condito nello stampo del panettone! Il prosciutto di Praga sta da Dio con le noci ed entrambi questi ingredienti si sposano divinamente con il sapore un po' rustico della farina integrale. E poi è davvero molto scenico. Il prossimo anno provatelo, i vostri ospiti ne saranno rapiti! Non ditelo a nessuno, ma in tredici a tavola lo abbiamo divorato!




Ingredienti per circa 1100 gr di impasto finale
210 gr di pasta madre rinfrescata e matura
400 gr di di farina 0 (almeno 11% di proteine)
200 gr di farina integrale
1 cucchiaino di malto
14 gr  di sale
200 gr di prosciutto di Praga a dadini
130 gr di gherigli di noci sminuzzati


  • In una ciotola, inserire l'acqua e la pasta madre e con le mani sciogliere la pasta madre.
  • Aggiungere il malto d’orzo e mescolare.
  • Aggiungere le farine ed impastare energicamente. Aggiungere il sale, fintanto che l'impasto risulti ancora umido.
  •  Impastare a lungo, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
  • Aggiungere prosciutto e noci all'impasto e amalgamare bene il tutto.
  •  Porre l'impasto su di un piano di lavoro leggermente infarinato. Lavorare brevemente e riporlo in una ciotola a riposare per almeno un’ora, ricoperto da pellicola.
  •  Eseguire la pirlatura, così come si fa con il panettone. bisogna, cioè, dare all'impasto la sua forma tondeggiante.
  •  Porre l'impasto all'interno di un pirottino da panettone da 750 gr e lasciar lievitare, coperto da pellicola, fino a triplicare il volume.
  • Una volta che l'impasto sarà lievitato, accendere il forno a 250°C e porre al suo interno una piccola teglia con dell'acqua, che fornirà il giusto vapore per la cottura.
  • Quando il forno sarà giunto a temperatura, praticare il taglio a croce e infornare immediatamente. Cuocere per i primi 30 minuti a 250°, poi abbassare a 200° la temperatura e togliere la teglia con l'acqua, in modo da consentire alla crosta di formarsi. Continuare la cottura per ancora 20/30 minuti.
  • Spegnere il forno. Attendere qualche minuto, poi sfornare e far raffreddare con il forno in fessura.


lunedì 24 dicembre 2012

Un sereno natale a tutti e ad ognuno il suo panettone!

Ed anche il Natale è arrivato! 
Ed io ancora una volta faccio passare circa venti giorni tra un post e l’altro! 
Che fatica, ragazzi il tempo è inesorabile e la mia nuova vita da pendolare me ne lascia davvero poco a disposizione! Aspettavo queste vacanze natalizie con molta ansia! Ho una gran voglia di riposare e soprattutto di dormire, dormire e ancora dormire! Quanto sonno arretrato!
Poi come tutti gli anni, le scorribande lungo lo stivale sono già iniziate ed io sono già sfinita. E così al rientro sarò più stanca della partenza….ma ce la farò, anche stavolta! Ma voi mi perdonerete per questa lunga assenza? Spero di sì!
Ora ditemi un po’: secondo voi quale ricetta potevo proporvi oggi per farvi gli auguri?
E quale se non il panettone…..a lievitazione naturale ovviamente!

Girovagando tra un blog e l’altro ne troverete tante, tutte belle e di grande effetto. 
Io, però, son voluta andare un po’ oltre. Per cui oltre alla ricetta tradizionale, troverete quella del panettone all'olio d’oliva. Son partita dalla ricetta di Luca Montersino, modificando qualcosina qua e là. Ne è risultata una versione del panettone meno ovattata nella struttura, ma più rustica e intensa nei sapori. E devo dire più digeribile!Provatelo perché resta morbido davvero a lungo ed è straordinariamente profumato.
La ricetta tradizionale, invece,  è il frutto di un po’ di esperimenti precedenti che alla fine hanno dato i loro buoni frutti. Piuttosto che la classica farcitura con uvetta e canditi, ho utilizzato cioccolato e fichi secchi! Un abbinamento assolutamente perfetto!!!
E secondo voi, come una prof di matematica con il pallino della lievitazione naturale poteva degnamente consacrare queste meravigliose creature figlie della sua pasta madre? 
Semplice: con una bella equazione !!!
Sì, l’equazione del panettone! L’idea mi è venuta passando di qui! Tranquilli non sto a tediarvi a natale, parlandovi di coordinate polari, calotte sferiche, tronchi di cono o quant’altro! Ma vi pongo una sola e semplice domanda: mi trovate le coordinate dell’uvetta posta nel punto N????Sto scherzandooooooooooo!!!!

Un felice e sereno a tutti e un consiglio: passate e visitare il blog del mio carissimo amico Francesco, alias “il pres “. Merita assolutamente un passaggio. Bibliolalia non è un blog di cucina, ma un blog, come lui stesso lo definisce,  sui libri che parlano di libri. Solo una persona straordinariamente brillante come Francesco poteva avere un’idea come questa. E poi, perché no, potete trovare un’idea per i regali dell’ultimo momento!



Panettone all’olio d’oliva (da una ricetta di Luca Montersino)

Primo impasto
260 gr di pasta madre rinfrescata tre volte dopo la legatura
220 gr di zucchero
200 gr di acqua (minerale naturale dalla bottiglia)
230 gr di tuorli (circa 14 tuorli)
55 gr di uova intere (1 uovo medio)
65 gr di olio evo
65 gr di olio di semi di arachidi
5 gr di lecitina di soia (possibilmente liquida)
500 gr di farina 00 forte (io W400) oppure manitoba

Giorno 1
La sera del primo giorno effettuare un primo rinfresco a circa 200 gr di pasta madre ed effettuare la legatura dell’impasto. La legatura consiste nell’avvolgere in un canovaccio la pasta madre messa in forza e nel legarla con dello spago da cucina. Tale operazione farà in modo che la pasta madre acquisti forza.
Lasciar lievitare tutta la notte.

Giorno 2
Aprire la legatura, eliminare eventuali ispessimenti della pasta e prelevarne solo il cuore.
A questo punto effettuare tre rinfreschi consecutivi della pasta madre. Consecutivi vuol dire che tra un rinfresco e l’altro va comunque atteso che la pasta raddoppi il suo volume iniziale, ossia che maturi.
Effettuato il terzo rinfresco e trascorso il tempo del raddoppio della pasta madre, è possibile procedere al primo impasto,come segue:

  • Nella ciotola della planetaria, spezzettare la pasta madre e aggiungere l’acqua e metà dello zucchero. Azionare la macchina con la foglia a velocità 1. Lasciar sciogliere la pasta madre.
  • Unire tanta farina a cucchiaiate quanta ne occorre per ottenere un impasto ben incordatoe aumentare gradatamente la velocità fino a portarla a 2-2,5.
  • Aggiungere i tuorli,uno per volta, seguiti subito da una cucchiaiata di zucchero e una di farina.  Inserire il successivo tuorlo solo se il precedente è stato assorbito. I tre ingredienti (tuorli, zucchero e farina) devono terminare contemporaneamente.
  • Nel frattempo preparare un’emulsione con l’uovo intero, la lecitina e gli olii, aggiungendo quest’ultimi a filo, proprio come si fa per la maionese. Per quest’operazione utilizzare un frullatore ad immersione.
  • Aggiungere l’emulsione all’impasto, poca alla volta e fare in modo che l’impasto resti sempre incordato.
  • Porre l’impasto a lievitare in una ciotola oleata e coperta da pellicola e lasciar lievitare fino a che l’impasto sarà triplicato. Ci vorranno circa 12 ore.

Giorno 3
Secondo impasto
250 gr di farina 00 forte (io W400) oppure manitoba
60 gr di tuorli (circa 3)
45 gr di zucchero semolato
35 gr di burro di cacao in polvere (in alternativa cioccolato bianco grattugiato finissimamente)
35 gr di miele
50 gr di buccia d’arancia candita ridotta in purea
250 gr di uvetta
12 gr di sale
1 baccello di vaniglia
250 gr di arancia candita cubettata (io l’ho omessa!)

  • Nella ciotola della planetaria, inserire il primo impasto triplicato e azionare la macchina con il gancio alla velocità 1. Attendere che l’impasto si aggrappi al gancio.
  • Aumentare la velocità a 2 e procedere all’inserimento dei tuorli, dello zucchero e della farina, come fatto per il primo impasto: alternare un tuorlo ad un cucchiaio di farina e uno di zucchero. I tre ingredienti devono terminare insieme. Con l’ultimo tuorlo, inserire anche il sale.
  • Aggiungere l’olio a filo, facendo in modo che l’impasto resti sempre incordato.
  • Unire il miele, la vaniglia, l’arancia candita in purea e da ultimo il burro di cacao.
  • Lasciar riposare l’impasto per circa 15 minuti. Dopodiché aggiungere le uvette e i canditi e amalgamarli all’impasto con l’aiuto di una spatola, facendo attenzione a non strappare l’imèasto, ma semplicemente ribaltandolo delicatamente.
  • Trascorsi circa 30 minuti, porzionare e pirlare (arrotondare). Con questa ricetta si ottengono circa 2250 gr di impasto, per cui otterrete 3 panettoni da 750 gr.
  • Mettere gli impasti arrotondati nei pirottini e lasciar lievitare fino al bordo (ci vorranno 6-7 ore circa). Può essere molto utile lasciar lievitare in forno spento ma con la lucetta accesa.
  • Cuocere a 180° per circa 45-50 minuti.

Per la glassatura
100 gr di mandorle (non pelate) ridotte in polvere
100 gr di nocciole tostate ridotte in polvere
400 gr di zucchero a velo
100 gr di maizena
100 gr di amido di riso
140 gr di albumi

  • Mescolare tutti gli ingredienti e porre il composto in frigo fino al momento di glassare.
  • Poco prima di infornare, togliere il composto da frigo e montarlo in planetaria qualche minuto.
  • Con l’aiuto della sac-à-poche glassare i panettoni e ricoprire la superficie con zucchero a velo.



Panettone con fichi e cioccolato

Primo impasto
120 gr di zucchero
200 gr di acqua (minerale naturale dalla bottiglia)
80 gr di tuorli (circa 5 tuorli)
120 gr di burro
450 gr di farina 00 forte (io W400) oppure manitoba

  • In una planetaria, mettere l’acqua con la pasta madre a pezzetti e metà dello zucchero. Dopo aver montato il gancio K, azionare la macchina a bassa velocità, in modo che la pasta madre si sciolga nel liquido.
  • Aggiungere, poi, tanta farina quanta ne occorre a far incordare l'impasto, portando la macchina a velocità 1,5.
  • A questo punto inserire un tuorlo, seguito da una parte di zucchero e da una di farina, sempre a velocità 1,5. Fare in modo che l'impasto rimanga sempre incordato. Continuare così , alternando tuorli, zucchero e farina, fino ad esaurire contemporaneamente i tre ingredienti. Tra un inserimento e l'altro, fermare la macchina e pulire bene la ciotola, da eventuali residui di impasto che vi si attaccheranno.
  • Terminato questo inserimento, è la volta del burro, che andrà inserito a pezzetti morbidi e il pezzetto seguente andrà inserito non prima che il precedente sia stato assorbito.
  • Durante tutta la lavorazione, l'impasto dovrà risultare ben incordato.
  • Trasferire l'impasto in una ciotola abbastanza capiente, coperta da pellicola e lasciar lievitare fino a che l'impasto sarà triplicato.




Secondo impasto
Tutto il primo impasto
200 gr di zucchero
130 gr di tuorli (circa 8 tuorli)
200 gr di burro
350 gr di farina 00 forte (io W400) oppure manitoba
8 gr di sale
250 gr di cioccolato in gocce, passate per circa 2 ore il freezer
150 gr di fichi secchi cubettati
70 gr di arancia candita ridotta in purea
5 gr di miele
1 bacca di vaniglia

  • Trasferire l'impasto nella ciotola della planetaria e montare il gancio. 
  • Far andare la macchina per pochi istanti a bassa velocità e poi iniziare con l'inserimento delle uova, dello zucchero e della farina, così come fatto in precedenza, portando la macchina a velocità 2. Con l'ultima parte di zucchero, inserire anche il sale.
  • Dopodiché inserire il burro a pezzetti morbidi e il pezzetto seguente andrà inserito non prima che il precedente sia stato assorbito.
  • Inserire per ultimi il miele, gli aromi e i canditi in purea. Lasciar riposare l'impasto circa mezz'ora.
  • Aggiungere il cioccolato e i fichi cubettati spatolando a mano.
  • Trasferire l'impasto in una ciotola abbastanza capiente, coperta da pellicola e lasciar a temperatura ambiente per circa mezzora.
  • Procedere quindi alla spezzatura e poi alla formatura.
  • Mettere l'impasto nei pirottini e lasciar lievitare fino a due dita dal bordo. 
  • Glassare e cuocere a 180° per circa 35 minuti per i panettoni da 500 gr, 45-50 minuti per quelli da 750 gr.

mercoledì 5 dicembre 2012

Quando la semplicità diventa arte: Nus in cucina ovvero l'ennesimo blog di cucina

Oggi vi parlo di lei, lei che, grazie alla fantastica iniziativa di Cinzia, la sorte ha voluto che diventasse la mia ospite per questo giro di "dai scambiamoci una ricetta".
Si tratta di Anna, meglio nota come Nus, di "l'ennesimo blog di cucina".
Grazie al sorteggio di Cinzia, io ed Anna abbiamo avuto la possibilità di conoscerci meglio e di scegliere una ricetta l'una dell'altra e riproporla nelle pagine dei nostri blog. 
Ho gironzolato tra le pagine del suo blog di cucina, anche prima di quest'occasione, ma quando si è trattato di scegliere una ricetta, non è stato poi così semplice. Anna è bravissima nel realizzare piatti divini con ingredienti semplici. Oserei dire che con lei, la semplicità diventa arte. E se passate da lei e leggete cosa scrive nella sua presentazione, capirete che quanto si è prefissa di raggiungere con le sue creazioni si realizza in ogni post. 
Ho impiegato non poco tempo per scegliere. I croissant al salmone mi ispiravano non poco, i crostini lacustri mi facevano una gran gola e poi dopo aver letto il post, mio marito li ha pretesi. L'ho accontentato, ma non ho fatto in tempo a far le foto...lui è stato più veloce del mio scatto!!!
Poi, quando ho visto le polpette alle lenticchie è stato amore a prima vista: carine a vedersi, alternative e se vogliamo anche un po' trendy, sono deliziosissime. Servite, poi, con la loro salsa di accompagnamento sono perfette anche per un aperitivo!!! Le ho rifatte così come Anna propone, nessuna variante, nessuno stravolgimento....sono perfette così. L'unica cosa è che la ricetta prevede del pane ai multi cereali  mentre io ho messo due fette del mio pane al farro con noci, l'unico che avevo in casa al momento della realizzazione.
Grazie Anna per queste delizie, ma presto ti replico pure la carbonade fiamminga, ne immagino già il profumo.


Ingredienti
3 patate medie 
250 gr di lenticchie lesse sgocciolate (io ho usato quelle in barattolo)
olio evo qb
timo qb
maggiorana qb
1 spicchio d'aglio 
peperoncino qb
2 fette di pane multicereali (io avevo questo)
latte qb
100 gr di parmigiano grattugiato
2 uova
2 cucchiai di pangrattato 
sale qb
pepe qb
  • tagliare a cubetti le patate e saltarle per circa 5 minuti in padella con un cucchiaio di olio evo, aglio e erbe aromatiche.
  • aggiungere le lenticchie e continuare a cuocere per circa venti minuti.
  • Lasciar intiepidire, frullare e aggiungere al composto, il pane lasciato precedentemente in ammollo nel latte, le uova e il pangrattato.
  • Aggiustare di sale e di pepe.
  • Formare le palline e cuocere in forno a 180° per circa 20 minuti.

Per la salsa

panna da cucina
olio
curry
cumino
paprika
peperoncino
1 cucchiaio di senape forte
erba cipollina per la guarnizione


  • Amalgamare tutti gli ingredienti insieme e con la salsa ottenute nappare le polpette.

Con questa ricetta partecipo a "Dai, ci scambiamo una ricetta?"  di Cinzia.




giovedì 29 novembre 2012

Acqua alta sì, acqua alta no: a Venezia con due simil pugliesi

Se c'è ancora qualcuno che sfoglia la bella margherita per sapere se esiste o no la corrispondenza di amorosi sensi con l'amato (m'ama o non m'ama), per me le cose stanno in maniera un tantino diversa.
Sì, perchè da un paio di mesi a sta parte io sfoglio il web. Per cosa? Per sapere se devo o meno indossare i miei stivali fashion (di cui ho parlato già qui) prima di uscire al mattino.
E se ieri l'ho scampata bella, oggi proprio no e gli stivali ho dovuto indossarli.....ma inutilmente.
E' che nelle ultime settimane, le previsioni tendono all'eccesso. Del resto, melium abbundare quam deficiere!!!
Beh, è anche questo il fascino di Venezia!
Ma andiamo ai pugliesi, o simili.
Uno è il maritiozzo, di cui ho spesso narrato i tanti pregi e i pochi difetti.
Perchè lo definisco simil pugliese? Perchè lui di pugliese ha il sangue, le origini, i colori. Ma a far da contorno a tutto ciò c'è una mentalità che io definirei a tratti svizzera, a tratti altoatesina: preciso, puntuale, ordinato, organizzato....La migliore considerazione che io possa aggiungere a quanto appena asserito è che per fortuna gli opposti si attraggono....ergo la moglie del simil pugliese (io, ovviamente) è tutt'altro che precisa, ordinata, organizzata.....del resto ogni mela ha la sua metà!|
E nella bella Venezia, tra Rialto e San Marco, io sto scrivendo questo post con il mio magico smartphone, per donarvi la ricetta di questa meraviglia.



E' il più bel pane che io abbia mai realizzato....una vera e propria esplosione di saccaromiceti che proprio non mi aspettavo! Visto che crosta? Son soddisfazioni!
Perchè simil pugliese? Perchè pur restando fedele al disciplinare che prevede, pasta madre e semola rimacinata di grano duro per un minimo dell'80% rispetto al totale della farina, questo pane non è stato realizzato con grani del territorio pugliese.
Per cui questo meraviglioso frutto della mia panificazione casalinga è qualcosa di solamente simile all'originale dop.
Alla fine di questo bella dissertazione, se volessimo utilizzare un pò di matematica, mi piacerebbe coniare il primo criterio di congruenza del pane di Altamura: se due pani son realizzati con pasta madre e con l'80% di semola rimacinata allora sono simil pugliesi!!!! ahahahahahah


Ingredienti
200 gr di pasta madre rinfrescata (oppure 20 gr di lievito di birra)
480 gr di semola rimacinata di grano duro
120 gr di farina 0 (almeno 11% proteine) (260 gr se con lievito di birra)
420 gr di acqua (480 gr se con lievito di birra)
14 sale
1 cucchiaino di malto d'orzo

  • In una ciotola, inserire l'acqua e la pasta madre e con le mani sciogliere la pasta madre.
  • Aggiungere il malto d’orzo e mescolare.
  • Aggiungere le farine ed impastare energicamente. Aggiungere il sale, fintanto che l'impasto risulti ancora umido.
  •  Impastare a lungo, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
  •  Porre l'impasto su di un piano di lavoro leggermente infarinato. Lavorare brevemente e riporlo in una ciotola a riposare per almeno un’ora, ricoperto da pellicola.
  •   Trascorso questo tempo, prendere l'impasto ed eseguire un giro di pieghe di rinforzo, come segue: Stendere l'impasto in un rettangolo con le mani e portare il lembo superiore verso il centro e sovrapporvi il lembo inferiore. Si ottiene, così, un rettangolo più stretto, di cui ora vanno sovrapposti i lembi destro e sinistro, portandoli verso il centro, come fatto prima. Porre nuovamente nella ciotola a riposare, con le pieghe sotto e coperto da pellicola.
  • A questo punto, rivestire con un canovaccio di lino (o anche cotone pesante) un cestino rotondo o una ciotola abbastanza capienti. Cospargere il canovaccio di abbondante semola rimacinata (volendo anche farina).
  •  Riprendere l'impasto e sul piano di lavoro spolverizzato di farina, dare la forma tondeggiante di pagnotta.
  •  Porre l'impasto nel cestino (o ciotola), spolverizzare la superficie di semola (o farina) e ripiegare i lembi del canovaccio sulla pagnotta. Sigillare il cestino (o ciotola) con la pellicola.
  •  Far lievitare la pagnotta in frigo per almeno 12 ore oppure a temperatura ambiente per almeno tre ore o comunque fino a che l'impasto triplicherà.
  •  Se si è lasciato maturare l’impasto in frigo, dopo almeno 12 ore, togliere l'impasto dal frigo e lasciarlo a temperatura ambiente un paio d'ore.
  •   Una volta che l'impasto sarà lievitato, accendere il forno a 250°C e porre al suo interno una piccola teglia con dell'acqua, che fornirà il giusto vapore per la cottura.
  • Quando il forno sarà giunto a temperatura, rivestire la leccarda con carta forno; eliminare la pellicola dal cestino (o ciotola), staccare delicatamente il canovaccio dalla superficie della pagnotta; appoggiare la carta forno e la leccarda sopra al cestino e ribaltare velocemente l'impasto sulla leccarda. Sfilare il cestino e staccare delicatamente il canovaccio. Quest'ultima operazione è molto delicata: l'impasto potrebbe strapparsi e quindi sgonfiarsi.
  • Intagliare a piacere.
  •  Infornare immediatamente. Cuocere per i primi 30 minuti a 250°, poi abbassare a 200° la temperatura e togliere la teglia con l'acqua, in modo da consentire alla crosta di formarsi. Continuare la cottura per ancora 20/30 minuti.
  • Spegnere il forno. Attendere qualche minuto, poi sfornare e far raffreddare in posizione verticale con il forno in fessura.