sabato 7 gennaio 2012

Anno nuovo, blog nuovo......

A quanto pare, mai detto fu più appropriato per questo spazio virtuale.
Pat si congeda ma Spery che fa? Bel dilemma! Come qualcuno ha scritto nei commenti al post precedente, gestire un blog non è cosa semplice. Scrivere, trovare nuove idee, confrontarsi...... tutto ciò mi ha dato, in questi mesi, tante soddisfazioni, soddisfazioni che sono il frutto di un lavoro fatto a monte per il quale ho sudato non poco. E' per questo che ho deciso di portare avanti questo blog da sola, anche se a malincuore. Mi spiace che la mia socia food-blogger lasci questa avventura, ma comprendo la sua scelta. La serenità prima di ogni cosa, quindi.........non temere Pat il sereno tornerà molto presto.
Da questo momento, però, "Babà e bignè" cambia nome! Sì, perchè se aveva un senso fino a qualche giorno fa, da oggi quel significato si è perso. Dopo averci pensato un pò su, ho deciso che questo blog si chiamerà "Babà che bontà" ! Sì, perchè Babà (Spery) non molla e resta qui a farvi compagnia, con le sue storie, le sue ricette, il suo pallino per la panificazione naturale!
E per inaugurare questa nuova veste del blog, voglio ringraziare il Molino Chiavazza e far saper a tutti voi, che oggi, di ritorno dal mio tour lungo tutto lo stivale, ho trovato nella cassetta della posta, una mega sorpresa: il primo ricettario delle paste regionali, in cui sono raccolte tutte le ricette delle food bloggers, che hanno partecipato ai contest, indetti dal molino. E' stato davvero emozionante vedere pubblicate le mie due ricette.
A pagina 25, troverete le mie lagane, mentre a pagina 47 le mie recchie e pizzarieddi.

Buona serata a tutti e a presto con la nuova ricetta di Babà che bontà!

lunedì 26 dicembre 2011

Buone feste e ........pan brioche a lievitazione naturale

Sì, lo so sono davvero imperdonabile. Arrivo in ritardo anche per gli auguri di Natale. Ma tra valigie, bagagli, chilometri da macinare e collegamento internet da reperire è stata letteralmente un'impresa scrivere questo post! Le abbuffate natalizie sono appena iniziate, così come il mio giro lungo lo stivale. Tra qualche giorno tolgo le tende dalla terra dei Messapi e si parte alla volta della Campania Felix..........messaggio per mio padre (Nonno Elio, lo chef di casa): é fatto obbligo, per il cenone della vigilia, di preparare capitone fritto e insalata di rinforzo, senza tralasciare roccocò, mastacciuoli e raffaiuoli!


Cari lettori, vi lascio dunque, i miei più cari auguri, con la bellezza e l'eloquenza di quest'immagine, che mi ha regalato Francesco, il mio caro amico "pres". Una persona fantastica, saggia, l'amico che tutti vorrebbero e che è stato il mio dirigente scolastico, durante i miei primi anni di insegnamento. Ad entrambi, spesso ci piace ricordare il nostro primo incontro: il simpatico colloquio di lavoro, al quale sono seguiti anni di lavoro gomito a gomito, insieme a tante persone che mi son rimaste nel cuore. Quegli anni sono ormai andati, ma i suoi insegnamenti li porto sempre con me, insieme ad una sua massima, che vale più di mille cose dette: "Buonaiù, ricorda sempre che sull'albero del silenzio, nascono i frutti della pace.".
Auguri a tutti, serene feste e un 2012 ricco di tante belle cose, compresa questa ricetta!



Pan brioche a lievitazione naturale
150 gr di pasta madre rinfrescata
100 ml di latte intero
1 uovo
200 gr di farina manitoba Molino Chiavazza
200 gr di farina 0 Molino Chiavazza
50 gr di zucchero (30 gr per la versione salata)
50 gr di olio di semi di arachide
1 pizzico di sale

Per la versione dolce
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
gocce di cioccolato

Si tratta di una preparazione che, in base al ripieno può essere sia dolce che salata. Se arricchita di salumi e formaggi costituirà un ottimo antipasto, mentre nella versione dolce, così come fatto da me, costituirà un'ottimo dolce da colazione. A voi la scelta!


  • Sciogliere la pasta madre nel latte e zucchero. Se si utilizza la planetaria, basterà utilizzare il gancio K a bassa velocità.
  • Aggiungere le farine, l'uovo e il sale e far andare la macchina a velocità 1 per un paio di minuti.
  • Quando l'impasto sarà compatto ed omogeneo, aggiungere l'olio a filo.
  • Al termine di quest'operazione, montare il gancio e far andare ancora qualche minuto.
  • Aggiungere, alla fine, l'estratto e le gocce di cioccolato. Impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
  • Adagiare l'impasto nello stampo prescelto. Far lievitare fino al bordo.
  • Cuocere in forno a 200° per i primi 30 minuti; poi abbassare il forno a 180° e continuare la cottura per ancora 15 minuti.


giovedì 1 dicembre 2011

Tempi di crisi, un resoconto e il giochino dei "my 7 links"........

Tempi di crisi. Anche per questo blog. Come molti avran notato, è da tanto che da qui non viene fuori niente. Non è che manchi l'ispirazione, ma, causa di forza maggiore, il vero significato di questo spazio si sta perdendo. Esistono delle fasi nella vita di ognuno di noi e queste fasi vanno un pò assecondate.....bla, bla, bla. Questo per dirvi che è tempo di cambiamenti e a breve ce ne saranno anche per "Babà e Bignè", per il quale è in corso una restaurazione, di cui sarete informati a tempo debito. Intanto, perdono perdono perdono per questa lunga assenza, ma.........WORK IN PROGRESS!

E dopo cotanta attesa, non potevo lasciarvi così. Per cui vi beccate un bel resoconto, direttamente dal corso sui lievitati natalizi di Adriano e Paoletta. Sì, proprio loro il Maestro e la simpaticona tutto pepe!
Per me, è stato il terzo corso con loro. E come tutte le volte entusiasmante e incredibilmente interessante.
Questa volta, però, il mio entusiasmo ha contagiato anche le mie amiche-colleghe Rita e Rossella, che ringrazio pubblicamente per avermi fatto compagnia per due giorni di full-immersion nel mondo dei super lievitati.


Così, la mattina del 12 novembre son giunta, insieme alle mie compagne di avventura, in quel di Pontelongo, presso il Molino Rossetto. Come sempre, ci hanno accolto la professionalità e la disponibilità di Chiara, la sua famiglia e il suo team. Giunti alla Molinella, Adriano e Paoletta erano già all'opera tra preparazioni di ingredienti e strumenti da lavoro. Lei, sempre la stessa, una trottola vagante per la cucina, instancabile perchè quello che fa  è pura passione e dedizione. Anche lui sempre lo stesso: battuta al momento giusto e le sue parole vangelo per le orecchie di noi aspiranti panificatori. Due giorni intensi, ma gratificanti e da ripetere assolutamente in compagnia di tanta bella gente, tra cui "i Franceschi", che ringrazio enormemente per il reportage fotografico.
Pandoro, panettone tradizionale e panettone basso.........e chi l'avrebbe mai detto che un giorno avrei provato a farli anch'io! A vedere Adriano e Paoletta all'opera, sembra un gioco da ragazzi; la tecnica sarà pure importante, ma da quando li conosco ho avuto la conferma di quanto ho sempre pensato: fondamentale nelle cose che si fanno è la passione. Perché è la passione che guida le nostre capacità e va assolutamente alimentata e mai soffocata.

E prima di lasciarvi volevo ringraziare il Mestolo Magico, Non tutto fa brodo e Le cognate in cucina per avermi invitato a partecipare a questo simpatico giochino: ripercorre la storia del blog, scegliendo i 7 posts con un significato particolare.
Questa la scelta:

1_il post del "datemi un pizzico che sto sognando" : incontro con Sal De Riso



2_il post più "tenerone" : Panna cotta alla liquirizia


3_il post del "l'abito non fa il monaco" : babà salato


4_il post del "ricordo": strangulaprievet' al ragù napoletano


5_il post del "primo premio": recchie e pizzarieddi


6_il post della "meraviglia inaspettata": pane cafone a lievitazione naturale



7_il post più "visto": pastiera di grano salata



E dopo tutto questa bella panoramica, passo il testimone a:

venerdì 11 novembre 2011

Chi no magna oca a San Martin ........

Chi no magna oca a San Martin non fa el beco de un quatrin! 
Ed io l'oca l'ho mangiata, fiduciosa, nonostante i tempi di crisi. Fiduciosa che i tempi che verranno non saranno poi così tanto duri. Fiduciosa che il vento politico cambi e che i nostri governanti studino manovre, senza continuare a metterci le mani in tasca. Qui, in Veneto, l'11 Novembre si festeggia una sorta di capodanno contadino, con vino nuovo, oca, castagne e il dolce di San Martino. Ricordo ancora l'11 novembre di tre anni fa, il mio primo in Veneto, quando mi chiesero se volevo assaggiare il San Martino. Quando mi misero davanti il dolce devo aver fatto la stessa faccia di quando ho scoperto che la "fugassa" non è una pizza, ma una sorta di pan dolce ottimo a colazione! Mi aspettavo di assaggiare qualcosa che avesse a che fare con il vino e le castagne. E invece, no, mi sbagliavo: biscotto di pasta frolla con glassa e cioccolatini che rievoca la figura di San Martino a cavallo. E visto che siamo in vena di proverbi e che "quando sei a Roma, fai come fanno i romani", che San Martino sia!!!!! La produzione è iniziata mercoledì e tra albumi pastorizzati e zucchero a velo dovunque, è stato un gran successo, non solo per i bambini!




Ingredienti per la pasta (4 San martini medi)
500 gr di farina 00 Molino Chiavazza
1 uovo intero
1 cucchiaino raso di lievito per dolci San Martino
170 gr di zucchero a velo
220 gr di burro ammorbidito
poche gocce di estratto di vaniglia
zeste di mezza arancia 

Ingredienti per la glassa
50 gr di albumi pastorizzati
250 gr di zucchero a velo
colorante alimentare q.b
confettini e caramelle q.b.




  • Su di un piano da lavoro, porre la farina a fontana, nel cui centro vanno inseriti tutti gli ingredienti.
  • Amalgamare il tutto molto velocemente, come per si fa per la frolla.
  • Far riposare la pasta in frigo per circa un'ora.
  • Stendere la pasta con il mattarello direttamente sul foglio di carta forno che utilizzeremo per la cottura, fino ad uno spessore di 1 cm.
  • Con l'aiuto di una sagoma di carta (vedi foto), ritagliare la pasta.
  • Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 10/12 minuti fino a buona doratura.
  • Togliere il San Martino dalla teglia solo quando si sarà ben raffreddato.
  • Per la glassa: montare gli albumi e aggiungere gradualmente lo zucchero fino ad ottenere un composto piuttosto consistente.
  • Aggiungere il colorante e con l'aiuto di una sac-a-poche procedere alla decorazione del dolce, che andrà completato con confettini e caramelle a proprio piacimento. 


sabato 5 novembre 2011

Corsi di cucina salutistica........il resoconto

Vi ricordate? Ne avevo parlato qui. Ho colto l'invito della mia amica chef Arianna e ho partecipato ai suoi incontri. Effettivamente, il tram tram quotidiano ci distoglie dalle cose importanti, da quei particolari a cui bisogna prestare molta attenzione, come ciò che ingurgitiamo. Basta davvero poco del nostro preziosissimo tempo per un'alimentazione più sana ed equilibrata. In realtà non bisogna essere grandi chef per piatti sani, ma di gusto. Ma Arianna, una grande chef  lo è davvero. Io lo sapevo già, ma vederla all'opera ancora una volta, con disinvoltura e manualità, non ha fatto altro che confermare quanto già sapevo. Gli incontri sono stati tre, tutti interessantissimi e gustosissimi!!!! sì, perché alla fine di ogni incontro c'è stata la degustazione di quanto preparato.


Avete mai provato a cuocere le verdure sottovuoto? Ebbene, da oggi provate e vi accorgerete come, oltre a mantenere inalterate le loro proprietà, non vi serve sale per condirle.
E la cottura al cartoccio? Che dire...... non altera affatto il gusto e il sapore dei cibi, per cui, ancora una volta, pochissimi condimenti, ergo cibi sani e gustosi. Altro dettaglio importante è leggere le etichette al supermercato. In questo modo si è più consapevoli di cosa si sta mangiando e, magari, si riesce anche ad evitare qualche errore!
Interessantissimo è stato l'utilizzo dell'aloe in pasticceria. Al di là delle proprietà salutari della pianta ( di sicuro da tener presente ), il suo abbinamento con i mirtilli è gradevolissimo.
Ma mi raccomando, se volete utilizzarlo, fatelo a freddo perchè la temperatura ne altera i principi attivi.
Ma l'incontro che ci è rimasto più nel cuore è stato quello di pasticceria. Sì, perchè un dolce è pur sempre un dolce e se proprio vi sentite giù e volete farvi una coccola culinaria, non esitate a preparare la torta al grano saraceno.......slurposissima e gluten-free. Vi lascio di seguito la ricetta, non senza, però, ringraziare di cuore Arianna per averne preparata una versione in monoporzione buonissima.



Ingredienti
6 uova
250 gr di farina di mandorle
250 gr di farina di grano saraceno
250 gr di zucchero
250 gr di burro
1/2 stecca di vaniglia
marmellata di lamponi
zucchero a velo q.b.
  • Montare il burro con 150 g di zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso
  • Aggiungere i tuorli, uno alla volta, amalgamando il tutto con un cucchiaio di legno.
  • Aggiungere le farine e mescolare.
  • Per ultimi aggiungere gli albumi montati a neve fermissima con lo zucchero rimanente. Gli albumi vanno aggiunti delicatamente, mescolando con un cucchiaio di legno con movimenti circolari dal basso verso l'alto.
  • Cuocere in una teglia imburrata per 1 ora a 180°.
  • Lasciar raffreddare.
  • Tagliare la torta orizzontalmente in due e farcire con marmellata ai lamponi.
  • Cospargere di zucchero a velo.
Ottima come dessert e ideale a colazione, al corso è stata preparata nella versione monoporzione, facendola cuocere in stampini di alluminio. Bellissima idea!


mercoledì 26 ottobre 2011

Non c'è due senza tre........strangulaprievet' al ragù napoletano

E' proprio vero, non c'è due senza tre! Molino Chiavazza ha voluto ancora una volta premiarmi per la pastiera salata. Ed io ancora una volta festeggio, mettendomi come sempre alla prova. Ancora una volta con un piatto del ricordo, un piatto che sa di tradizione, che profuma di famiglia e che, da quando vivo lontana dai miei affetti, mi manca tanto.
Per me la domenica è diventato un giorno triste. Quelle belle tavolate domenicali, tra condivisione di cibi e pettegolezzi hanno lasciato un vero e proprio vuoto dentro di me. E se poi penso che quelle chiacchierate, tra una risata e un bicchiere di vino, avvenivano davanti ad un piatto di ziti al ragù la tristezza raddoppia.
Ah, il ragù! Un must delle tavole napoletane della domenica......e se poi, invece che con i ziti, lo si accompagna con gli strangolapreti, tanto di cappello (almeno per i miei gusti!!!).
A quanto pare, una vera e propria legenda aleggia attorno alla ricetta del ragù, legenda che trovate ben narrata qui e che fa risalire la nascita del piatto al XIV secolo. 
Edoardo De Filippo, in una sua commedia (Sabato, domenica e lunedì), rende omaggio a questo favoloso piatto con la poesia "O' raù". Anche questa la trovate qui  e rappresenta, in sostanza, lo sfogo di un uomo che ha sposato una pessima cuoca, la quale gli propina un sugo che non è un ragù, ma che lui stesso definisce "Chesta è carne c' a pummarola" , o meglio carne con il pomodoro. 
Sì, perché paragonare il ragù napoletano ad un sugo di carne con il pomodoro è assolutamente riduttivo. 
Il ragù è molto di più. Innanzitutto, la preparazione non prevede carne tritata, ma pezzi di carne di bovino adulto e/o di maiale piuttosto grossi, resistenti alla lunga cottura e ricchi di sapore. Immancabili sono "a braciola" e "a trachiulell". 
"A braciola" non ha nulla a che vedere con le bistecche di maiale. Si tratta di involtini di fettine spesse, spolverizzate di pepe, prezzemolo, sale, parmigiano e aglio, chiuse con lo stuzzicadenti. 
" A tracchiulell' " è la costina di maiale, che deve cucinare fino a disfarsi. La carne deve staccarsi dall'osso ed entrambi le parti vanno ad insaporire il pomodoro, in un tripudio di sapori e profumi.
Il ragù è una preparazione che prevede molte ore di cottura e come si dice a Napoli deve "pippiare"parola onomatopeica che ben descrive il suono del ragù, che dovra' sobbollire lentamente.
Ma prima della ricetta di questa squisitezza, passate a leggere qui la storia dei famosi strangulaprievet' (strangola preti), tipici gnocchi senza patate, preparati solo con farina e acqua.
Secondo me il connubio con il ragù  è fantastico, provateli!


Ingredienti per il ragù
5 costine di maiale
5 ossa carnose di bovino
5 fette di bovino di spessore medio
2 litri di passato di pomodoro
3 cipolle
sale dei papi Tecal q.b
pepe dei papi Tecal q.b
aglio in fette Tecal q.b.
prezzemolo q.b
parmiggiano q.b
basilico q.b.
6 cucchiai di olio extravergine Dante

  • Preparare gli involtini, ponendo nel centro delle fettine di carne l'aglio, il prezzemolo. Spolverizzare con un pizzico di parmigiano, il sale e il pepe. Arrotolare le fettine su stesse e chiuderle con uno stuzzicadenti.
  • Tagliare le cipolle a julienne e porle in un tegame dal fondo spesso insieme all'olio.
  • Far soffriggere a fuoco medio. Quando le cipolle si saranno imbiondite ben bene, eliminarle dall'olio e aggiungere i pezzi di carne.
  • Far rosolare la carne nell'olio e lasciar cuocere per circa trenta minuti, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
  • A questo punto, aggiungere il passato di pomodoro. Salare, pepare e aggiungere mezzo cucchiaino di zucchero. 
  • Quando il sugo inizierà a sobollire, abbassare la fiamma al minimo e lasciar andare per almeno 5 ore, girando di tanto in tanto, in modo che il pomodoro non si attacchi sul fondo del tegame.  




Ingredienti per gli strangola preti (x 4 persone)
 400 gr di miscela per pasta Molino Chiavazza
acqua q.b.
  • Impastare la farina con tanta acqua (leggermente salata) quanta ne basta ad ottenere un impasto morbido e facile da lavorare.
  • far riposare l'impasto per 15 minuti.
  • Trascorso questo tempo, formare dei cilindri, grossi più o meno un dito, che andranno tagliati a tocchetti.
  • Con l'aiuto del dito indice, incavare gli gnocchi.
  • cuocere in abbondante acqua salata. Saranno cotti, quando saliranno a galla.
  • Condire con abbondante ragù.





E siccome non mi faccio mancare nulla, con questa ricetta partecipo a queste fantastiche iniziative:

http://cucinadibarbara.blogspot.com/2011/09/get-aid-in-kitchen.html





http://fusillialtegamino.blogspot.com/2011/09/il-secondo-contest-di-fusilli-al.html

domenica 23 ottobre 2011

Strudel di mele

Dopo una settimana di stress, tra lavoro, casa e mille impegni sempre in giro, vi auguro una buona domenica con una bella ricetta veloce e gustosa dal profumo autunnale..




Ingredienti per la pasta:
250 gr di farina 00 Molino Chiavazza
50 gr di burro fuso
30 gr di zucchero   
1  uovo      
1 cucchiaino di lievito in polvere S.Martino
acqua  q.b.

Per il ripieno :
3 mele grosse
50 gr di uvetta (ammollata e strizzata )
50 gr di noci tritate grossolanamente
100 gr di zucchero
la scorza grattuggiata di  1/2 limone
succo di 1/2 limone 
pangrattato q.b.
30 gr di burro fuso
cannella q.b.

  • Preparare la pasta, mescolando tutti gli ingredienti e lavorarla finché diventa elastica.
  • Fare una palla e metterla nel frigo a riposare per circa trenta minuti.
  • Tagliare le mele a cubetti o fettine, a seconda del gusto, e irrorare con il succo di limone.
  • Aggiungere la scorza grattugiata, l'uvetta, le noci, lo zucchero e il burro fuso.
  • A questo punto, unire il pangrattato in modo da far assorbire un pò i liquidi e per ultima la cannella (anche quella a seconda del proprio gusto).
  • Stendere la pasta su carta forno tirandola con il mattarello, ottenendo una sfoglia di 4 mm di spessore.
  • Al centro mettervi il ripieno, chiudere aiutandosi con la carta e sigillare bene.
  • Spennellare con il latte e spolverizzare (facoltativamente) con dello zucchero semolato. L'alternativa può essere quella di spolverizzarlo da freddo (dopo la cottura) con lo zucchero a velo.
  • Cuocere in forno caldo 180° per 30-40 minuti indicativamente (dipende sempre dal forno!!!!!!) 
  • Il risultato finale?Una golosità....... da servire con un bel ciuffo di panna montata Spraypan!!