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venerdì 13 luglio 2012

Se Biancaneve avesse trovato la pasta madre nel frigo dei sette nani……


La favola di Biancaneve è la preferita della mia Lulù.
Tutte le volte che gliela racconto, alla fatidica domanda dell’arcigna matrigna allo specchio magico: 
O specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?, lei risponde: "Lulù"!
Ma come Lulù! E Biancaneve?”
Bancaneve butta” risponde lei!
Che tipa! Sarà mica che è un tantino megalomane? Ma da chi avrà ereditato mai questo aspetto del suo caratterino niente male? Io una mezza idea ce l’avrei, ma la tengo per me!!!!!
Così quando ho letto di questa fantastica iniziativa di Sonia di “oggi pane e salame, domani…” e di Sara di "Storie di zucchero", in collaborazione con Villa Campestri Olive Oil Resort, il mio pensiero è andato subito a Biancaneve e alla mela stregata. Quale miglior ingrediente per realizzare un pane magico e profumato, se non una sana e profumata mela?
L’idea è nata proprio così e stamattina, con il validissimo aiuto della vice chef patissiere Lulù, abbiamo dato inizio alla preparazione. Premesso che siamo in vacanza con un forno a gas sconosciuto e niente planetaria, il risultato è stato davvero soddisfacente.
Sapete quanto adoro i pani colorati, quindi non mi son fatta scappare l’occasione e abbiamo realizzato un pane dolce alle mele con amaretti e cioccolato.  Via via che l’impasto prendeva corpo, ho voluto stravolgere la favola di Biancaneve e questa volta a Lulù l’ho raccontata così.

…….arrivata nella casa dei sette nani, Biancaneve trova un vasetto, al cui interno era custodita una pasta magica: la pasta madre. La pasta madre era l’antidoto segreto al veleno della matrigna cattiva. Così, quando Biancaneve riceve dalla strega la mela avvelenata, prepara un buon pane alle mele a lievitazione naturale per la colazione dei suoi nani. Il pane di Biancaneve era tanto buono e profumato che nessuno seppe resistere. Neanche il principe azzurro, giunto fin lì, perché inebriato dal profumo del pane. Tra il principe e Biancaneve fu amore a prima vista. La bella fanciulla, dalla pelle bianca come la neve, grazie alla pasta madre, aveva neutralizzato la strega cattiva e aveva preso per la gola il suo amato. I due, tra una panificazione e l’altra, vissero felici e contenti per l’eternità!!!!!

Beh, che dire…….è la magia della pasta madre!!!!ahahahahahha!



Per l’impasto bianco
75 gr di pasta madre rinfrescata tre volte (oppure 10 gr di lievito di birra)
290 gr di  farina 0 MolinoChiavazza  (340 gr se con lievito di birra)
40 gr di acqua (65 gr se con lievito di birra)
50 gr di zucchero
7 gr di sale fino iodato Gemma
20 gr di miele d’arancio Rigoni di asiago
2 uova
30 ml di olio di semi di arachidi
Zeste di mezza arancia
1 cucchiaino di estratto di vaniglia.
  • In una ciotola, inserire l’acqua, lo zucchero e il miele. Spezzettare all'interno la pasta madre e scioglierla , utilizzando le mani e fino ad ottenere una pastella grumosa.
  • Aggiungere le uova, leggermente battute e amalgamarle al composto.
  • Aggiungere ora la farina, il sale, l’estratto e le zeste e amalgamare il tutto con un cucchiaio, fino a che la farina si sarà idratata e non farete una certa difficoltà a continuare con il cucchiaio.
  • Aggiungere l’olio a filo e continuare ad impastare con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
  • Lasciar riposare, coperto da pellicola, per circa mezz'ora.


Per l’impasto al cacao
75 gr di pasta madre rinfrescata tre volte (oppure 10 gr di lievito di birra)
250 gr di farina 0 MolinoChiavazza (300 gr se con lievito di birra)
50 gr di cacao
40 gr di acqua (65 gr se con lievito di birra)
50 gr di zucchero
7 gr di sale fino iodato Gemma
20 gr di miele d’arancio Rigoni di asiago
2 uova
30 ml di olio di semi di arachidi
Zeste di mezza arancia
1 cucchiaino di estratto di vaniglia.

Il procedimento è praticamente identico al precedente, solo che insieme alla farina va aggiunto anche il cacao.

Per la composizione:
1 mela a fettine sottili
10 amaretti sbriciolati
  • Stendere il primo impasto in un rettangolo di spessore circa mezzo centimetro.
  • Adagiarvi le fettine sottili di mela e spolverizzare la superficie di amaretti sbriciolati.
  • Stendere l’impasto al cacao in un rettangolo quanto più possibile delle stesse dimensioni del primo.
  • Adagiarlo sul primo rettangolo cosparso di mele ed amaretti.
  • Arrotolare il tutto sul lato lungo e adagiare il rotolo ottenuto in uno stampo da plum cake, rivestito da carta forno. Lasciar lievitare fino al bordo dello stampo.
  • Cuocere in forno caldo a 200° per circa 25 minuti.
  • Far raffreddare e servire a colazione o merenda con un buon succo di frutta. 
  • I vostri bimbi vi ringrazieranno.

 Con questa ricetta partecipo al contest "Sfida a 4 mani tra favole e fornelli"


giovedì 21 giugno 2012

Un fiore di frutta alla lavanda

Caldo, caldo, caldo! Non ne posso più! Quest'afa assurda mi sfinisce, ma soprattutto non ho nessuna voglia di mettermi ai fornelli, figurarsi poi accendere il forno!
Ieri ho constatato quanto possa essere difficile impastare una frolla alle nove del mattino, se all'esterno ci sono 34 gradi! e stiamo parlando solo delle nove del mattino, mica delle tre del pomeriggio!!! La prox volta passerò il burro in freezer per una decina di minuti prima di iniziare la lavorazione! Che stress!
Direte voi: potevi anche fare a meno di mettere le mani in pasta, viste le temperature roventi! E invece, no! No, perché non avrei potuto suggerirvi questa crostata deliziosa, con una crema pasticcera alla lavanda! Davvero particolare nel gusto, emana un profumo delizioso! E poi cosa c'è di meglio che iniziare una giornata così calda con una buona fetta di crostata alla frutta? Nulla, penso!



Ingredienti per la frolla morbida
300 gr di miscela di farina e amido Molino Chiavazza
150 gr di zucchero
200 gr di burro
2 uova medie intere
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale
1 pizzico di lievito in polvere

  • Impastare il burro con la farina, velocemente e in modo da ottenere belle grosse briciole.
  • Aggiungere le uova, lo zucchero e i restanti ingredienti e amalgamare il tutto ancora velocemente.
  • Coprire con pellicola e riporre in frigo per almeno un'ora.
  • Al momento di stendere l'impasto, basterà utilizzare le mani. L'impasto, infatti, si presenta molto morbido.
  • Stendere in una teglia da crostata (io 28 cm di diametro) e far riposare in frigo per ancora un'ora.
  • Cuocere in bianco per 40 minuti circa a 160°.


Ingredienti per la crema pasticcera

500 ml di latte
250 ml di panna fresca
4 tuorli
150 gr di zucchero
40 gr di maizena Molino Chiavazza
25 gr di amido di riso
1 cucchiaini di estratto di vaniglia
5 semi o un piccolo rametto di fiori di lavanda
zeste di un limone

Per la decorazione
frutta fresca
gelatina neutra
  • Far bollire metà del latte e lasciarvi in infusione i semi o i fiori di lavanda per circa un'ora.
  • Passato questo tempo, filtrare il latte e aggiungervi la panna e il latte rimanente. Riportare sul fuoco e portare a bollore.
  • A parte, lavorare le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro. Amalgamare bene e poi aggiungere la farina di riso e la maizena setacciate insieme.
  • Versare sul composto, il latte (con panna) bollente. Porre di nuovo sul fuoco, mescolare con un cucchiaio di legno e mescolare fino a che il composto non si addensi. 
  • Colare la crema velocemente in un contenitore d’acciaio, spolverizzare con zucchero semolato e ricoprire con pellicola. Porre in frigo a raffreddare.
  • Stendere la crema sul disco di frolla.
  • Decorare a piacere con frutta e spennellare quest'ultima con gelatina neutra.


lunedì 14 maggio 2012

Una festa della mamma gluten free

Lo so arrivo tremendamente in ritardo anche per fare gli auguri a tutte le mamme! Ma ho avuto un weekend piuttosto impegnato! A proposito di questo, vi chiedo di rimanere sintonizzati su queste frequenze perché a breve vi beccate proprio un bel resoconto di questo fantastico fine settimana!!!!
Poesie, fiori, rose e cioccolatini....ma l'amore per una madre è incondizionato, queste frivolezze sono superflue e alla mia di mamma, dalla quale mi separano un bel po' di kilometri, voglio solo dire che mi manca tanto.....
Vi lascio con questa bella ricettina gluten free, la prima di questo genere nel mio blog!
Buon inizio settimana con questo plum cake variegato gluten free.





Ingredienti
250 gr di yogurt naturale
4 uova intere medie
320 gr di zucchero di canna
240 gr di amido di mais
240 gr di farina di riso
30 gr di baking
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
75 ml di olio di semi di arachidi
zeste di un'arancia
2 cucchiai rasi di cacao amaro


  • In una ciotola capiente, lavorare le uova con lo zucchero di canna fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro non eccessivamente montato. Utilizzare lo sbattitore elettrico....è tutto più veloce.
  • Aggiungere lo yogurt ed amalgamare velocemente.
  • Aggiungere poi le farine, l'olio, l'estratto e le zeste e amalgamare ben bene il tutto. 
  • Alla fine aggiungere il lievito e lavorare ancora qualche istante l'impasto.
  • In uno stampo da plum cake imburrato, versare poco più della metà dell'impasto ottenuto.
  • Nella restante parte, aggiungere il cacao e versare il tutto nello stampo, sopra l'impasto bianco.
  • Cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per circa 45 minuti.

venerdì 17 febbraio 2012

Sanguinaccio e cake multicolor per un Carnevale variopinto.

Questo maledetto freddo e gli impegni scolastici mi hanno impedito, finora, di fare il rituale giro infrasettimanale a Venezia. Lì, nella città del carnevale per antonomasia è preferibile andare in giro quando la bolgia della folla non ti assale. Ma giuro che rimedio! Tra lunedì e martedì faccio un salto e mi godo l'aria del vero Carnevale.
Intanto mi consolo con un bel dolce, con la cui ricetta partecipo all'iniziativa del molino Chiavazza!
Dopo aver vinto il contest sul comfort food, non potevo perdermi quello sul Carnevale!!!!!!!
Ancora una volta, a farla da padrona è la tradizione partenopea, che vede le tavole carnevalesche, imbandite di lasagna, polpette e sanguinaccio. Ed è proprio di quest'ultimo che parliamo. Una sorta di crema al cioccolato, che un tempo si preparava con il sangue del maiale. E' infatti questo il periodo in cui questi poveri animali vanno al macello e, siccome del maiale non si butta via niente, con il sangue ci si faceva il sanguinaccio! L'avvento della mucca pazza ha fatto sì che, nella preparazione, il sangue venisse sostituito dal latte e, nel rispetto della tradizione, questa prelibatezza viene ancora preparata per la gioia dei palati più fini. Deve essere rigorosamente accompagnato da una fetta di pan di spagna, sul quale si spalma. Ma io, stavolta, ho voluto osare e preparare un bel cake multicolor, per rallegrare ancor di più l'atmosfera in casa nostra.
A voi tutti, buon Carnevale e restate sintonizzati per il prossimo boccone delizioso!


Ingredienti per il sanguinaccio
375 ml di latte intero
125 gr di cacao amaro
250 gr di zucchero
40 gr di cedro a pezzetti
20 gr di miscela di farina e amido molino Chiavazza
un pizzico di cannella
un cucchiaino di estratto di vaniglia
  • In una pentola (che poi andrà sul fuoco), porre la miscela di farina e amido, lo zucchero e il cacao e girare con un cucchiaio di legno, in modo che le polveri si mescolino.
  • Con il latte, stemperare il tutto, sempre mescolando.
  • Portare il tegame sul fuoco basso e cuocere come si fa per una crema. Mescolare, quindi, in modo che la crema non si attacchi al fondo.
  • Quando la crema si sarà addensata, togliere da fuoco e aggiungere gli aromi e il cedro cubettato.
  • Si conserva in frigo.



Ingredienti per il cake:
380 gr di preparato Fantasia di torte Molino Chiavazza
4 uova
100 gr di burro morbido
125 ml di latte intero
1 cucchiaino di pasta di pistacchio oppure colorante alimentare verde
1 cucchiaino di alchermes oppure colorante alimentare rosso
1 cucchiaino di colorante giallo

  • Lavorare il burro con le uova, con l'aiuto delle fruste elettriche.
  • Aggiungere il preparato e stemperare il tutto con il latte.
  • Dividere l'impasto in 3 parti ed aggiungere ad ognuna il colorante.
  • Versare i composti in uno stampo da plum cake, alternando i colori a proprio piacimento.
  • Far cuocere in forno caldo a 180° per 40 minuti. Lasciar freddare 
Con questa ricetta partecipo al contest "I dolci del Carnevale" di Molino Chiavazza







martedì 14 febbraio 2012

Unconventional Valentine's Day........

Oggi più del primo giorno. Oggi meno di domani. Oggi e per sempre....... perché dove c'è l'amore non c'è festa convenzionale che tenga. Ma questa volta voglio festeggiare ugualmente, perché il nostro amore, possa navigare a gonfie vele, in poppa al vento della passione, così come ha fatto in questi anni.
A te, vita mia, questi versi di Prevert.......

Questo amore così violento,
Così fragile, Così tenero, Così disperato
Questo amore

Bello come il giorno

E cattivo come il tempo

Quando il tempo è cattivo

Questo amore così vero

Questo amore così bello

Così felice, Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E' tuo
E' mio
E' stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate...............




Ma Buon San Valentino anche a tutti voi che leggete e ai quali dedico questa ricettina, che non è proprio mia. Era da un po' che ci pensavo: che faccio a San Valentino? Contentissima del fatto che il maritino mi ha promesso una cena fuori e volendo rompere lo stereotipo di cioccolatini a go go, cercavo un'idea unconventional! E gira che ti rigira, mi è venuta in aiuto lei. Loredana, che essendo recipe-tionist di febbraio, mette a disposizione il suo blog e le sue idee! Quando mi sono imbattuta in queste, non ho avuto dubbi: sarebbero state loro, le cartucce napoletane, le protagoniste del mio post di San Valentino! E' così è stato. Perché proprio loro? Perché cannelli e cartine (gli utensili per confezionarle) mi attendevano in armadietto, ormai, da oltre tre anni.  E poi perché dalle mie parti rappresentano i dolcetti delle spose! Sì, delle belle fanciulle che stanno per prendere marito! Nel napoletano, è antica e buona usanza rendere noto che si sta per convolare a giuste nozze, donando ai gentili ospiti, che prenderanno parte all'evento, "il cartoccio". Che cos'è il cartoccio? Un bel vassoio ricco di pasticceria secca, nel quale questi dolcetti tipici non possono assolutamente mancare. Non possono mancare, né nella forma classica, né in forma di tortina (stile mini-muffin) con tanto di ciliegina candita. E volete sapere perché gli utensili giacevano, ormai, da tre anni nel mio armadietto degli attrezzi? Perché li ho acquistati in occasione delle mie nozze. Eh, noooooooooo!!!!!! Non penserete mica che io abbia preparato i cartocci? Assolutamente no!!!! Una tipa unconventional come me, che si è sposata in rosso e che come paggetto aveva il suo dirigente scolastico, non poteva mica donare il cartoccio?!?!?!?! Ma preparare le cartucce , sì! Le ho preparate per il buffet pre-matrimoniale!
Ma bando alle ciance.... oggi donate tanti baci al vostro amore e se vi sentite ispirati, provate questi dolcetti: la ricetta è perfetta e magari, visto che di dolcetti delle spose trattasi, l'amato/a vi chiederà di sposarlo/a!!!!!!

Le cartucce napoletane
Ingredienti
200 g di farina di mandorle
100 g di farina "00" Molino Chiavazza
50 g di fecola
200 g di zucchero a velo
160 g di burro morbido
20 g di burro fuso
4 uova
un pizzico di bicarbonato d'ammonio
un pizzico di sale
3 gocce di essenza di mandorla amara o qualche mandorla amara da tritare
la scorza di un limone grattugiata








  • Mescolare la farina di mandorle con due uova sbattute e gli aromi e lasciare riposare a temperatura ambiente per un'ora.
  • Lavorare il burro morbido con lo zucchero fino ad avere un composto cremoso e spumoso.
  • Unire il composto di mandorle a quello di burro e zucchero, a cucchiaiate, alternando cucchiaiate di composto alle due uova rimanenti.
  • Mescolare e unire i 20 grammi di burro fuso, la farina e la fecola setacciate, poco alla volta.
  • Trasferire il composto in una sac-à-poche con bocchetta liscia del diametro di 1 centimetro.
  • Riempire i cannelli foderati con le cartucce fino al bordo del cannello.
  • Prestare attenzione a posizionare i cannelli dritti e stabili sulla leccarda del forno, rivestita di carta forno. Tener presente che in cottura le cartucce lieviteranno.
  • Infornare a 170° per 10' poi abbassare a 160° per altri 8'/10'.
  • Rimuovere le cartucce dal cannello e passare su carta assorbente.   
  • Questa ricetta partecipa alla fantastica iniziativa di Elifla



sabato 5 novembre 2011

Corsi di cucina salutistica........il resoconto

Vi ricordate? Ne avevo parlato qui. Ho colto l'invito della mia amica chef Arianna e ho partecipato ai suoi incontri. Effettivamente, il tram tram quotidiano ci distoglie dalle cose importanti, da quei particolari a cui bisogna prestare molta attenzione, come ciò che ingurgitiamo. Basta davvero poco del nostro preziosissimo tempo per un'alimentazione più sana ed equilibrata. In realtà non bisogna essere grandi chef per piatti sani, ma di gusto. Ma Arianna, una grande chef  lo è davvero. Io lo sapevo già, ma vederla all'opera ancora una volta, con disinvoltura e manualità, non ha fatto altro che confermare quanto già sapevo. Gli incontri sono stati tre, tutti interessantissimi e gustosissimi!!!! sì, perché alla fine di ogni incontro c'è stata la degustazione di quanto preparato.


Avete mai provato a cuocere le verdure sottovuoto? Ebbene, da oggi provate e vi accorgerete come, oltre a mantenere inalterate le loro proprietà, non vi serve sale per condirle.
E la cottura al cartoccio? Che dire...... non altera affatto il gusto e il sapore dei cibi, per cui, ancora una volta, pochissimi condimenti, ergo cibi sani e gustosi. Altro dettaglio importante è leggere le etichette al supermercato. In questo modo si è più consapevoli di cosa si sta mangiando e, magari, si riesce anche ad evitare qualche errore!
Interessantissimo è stato l'utilizzo dell'aloe in pasticceria. Al di là delle proprietà salutari della pianta ( di sicuro da tener presente ), il suo abbinamento con i mirtilli è gradevolissimo.
Ma mi raccomando, se volete utilizzarlo, fatelo a freddo perchè la temperatura ne altera i principi attivi.
Ma l'incontro che ci è rimasto più nel cuore è stato quello di pasticceria. Sì, perchè un dolce è pur sempre un dolce e se proprio vi sentite giù e volete farvi una coccola culinaria, non esitate a preparare la torta al grano saraceno.......slurposissima e gluten-free. Vi lascio di seguito la ricetta, non senza, però, ringraziare di cuore Arianna per averne preparata una versione in monoporzione buonissima.



Ingredienti
6 uova
250 gr di farina di mandorle
250 gr di farina di grano saraceno
250 gr di zucchero
250 gr di burro
1/2 stecca di vaniglia
marmellata di lamponi
zucchero a velo q.b.
  • Montare il burro con 150 g di zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso
  • Aggiungere i tuorli, uno alla volta, amalgamando il tutto con un cucchiaio di legno.
  • Aggiungere le farine e mescolare.
  • Per ultimi aggiungere gli albumi montati a neve fermissima con lo zucchero rimanente. Gli albumi vanno aggiunti delicatamente, mescolando con un cucchiaio di legno con movimenti circolari dal basso verso l'alto.
  • Cuocere in una teglia imburrata per 1 ora a 180°.
  • Lasciar raffreddare.
  • Tagliare la torta orizzontalmente in due e farcire con marmellata ai lamponi.
  • Cospargere di zucchero a velo.
Ottima come dessert e ideale a colazione, al corso è stata preparata nella versione monoporzione, facendola cuocere in stampini di alluminio. Bellissima idea!


domenica 23 ottobre 2011

Strudel di mele

Dopo una settimana di stress, tra lavoro, casa e mille impegni sempre in giro, vi auguro una buona domenica con una bella ricetta veloce e gustosa dal profumo autunnale..




Ingredienti per la pasta:
250 gr di farina 00 Molino Chiavazza
50 gr di burro fuso
30 gr di zucchero   
1  uovo      
1 cucchiaino di lievito in polvere S.Martino
acqua  q.b.

Per il ripieno :
3 mele grosse
50 gr di uvetta (ammollata e strizzata )
50 gr di noci tritate grossolanamente
100 gr di zucchero
la scorza grattuggiata di  1/2 limone
succo di 1/2 limone 
pangrattato q.b.
30 gr di burro fuso
cannella q.b.

  • Preparare la pasta, mescolando tutti gli ingredienti e lavorarla finché diventa elastica.
  • Fare una palla e metterla nel frigo a riposare per circa trenta minuti.
  • Tagliare le mele a cubetti o fettine, a seconda del gusto, e irrorare con il succo di limone.
  • Aggiungere la scorza grattugiata, l'uvetta, le noci, lo zucchero e il burro fuso.
  • A questo punto, unire il pangrattato in modo da far assorbire un pò i liquidi e per ultima la cannella (anche quella a seconda del proprio gusto).
  • Stendere la pasta su carta forno tirandola con il mattarello, ottenendo una sfoglia di 4 mm di spessore.
  • Al centro mettervi il ripieno, chiudere aiutandosi con la carta e sigillare bene.
  • Spennellare con il latte e spolverizzare (facoltativamente) con dello zucchero semolato. L'alternativa può essere quella di spolverizzarlo da freddo (dopo la cottura) con lo zucchero a velo.
  • Cuocere in forno caldo 180° per 30-40 minuti indicativamente (dipende sempre dal forno!!!!!!) 
  • Il risultato finale?Una golosità....... da servire con un bel ciuffo di panna montata Spraypan!!

sabato 3 settembre 2011

Sbrisoletta al ribes rosso

Certamente è una ricetta conosciuta dalle molte foodbloggers, ma i miei amici che hanno avuto modo di assaggiarla ci hanno richiesto la ricettina...
Colgo perciò l'occasione per postarla con ovviamente le nostre modifiche...



Ingredienti:
250 gr semolino Molino Chiavazza
150 gr farina antigrumi Molino Chiavazza
160 gr di burro
180 gr di zucchero
1 bustina di lievito S. Martino
1 pizzico di sale
300 gr di marmellata al ribes rosso Rigoni di Asiago




  • Miscelare bene le farine con lo zucchero, il levito e il sale.
  • Unirvi poi il burro freddo a pezzetti e lavorare il tutto con le mani ,velocemente fino ad ottenere un composto di briciole.
  • Dividere l'impasto in due parti e con una  rivestire una teglia foderata da carta forno, aiutandosi con le mani e cercando di creare anche un po' di bordo.
  • Farcire con la marmellata. 
  • Ricoprire con le briciole rimaste.
  • Cuocere in forno caldo a 180° per circa 30 minuti.

lunedì 22 agosto 2011

Babà che bontà in vacanza: la crostata di Nonno Elio

La Campania Felix, la mia terra. Le vacanze estive in campagna dai miei sono sempre fantastiche, ma soprattutto goderecce, anche grazie alla cucina di nonno Elio, il cui orto dona, ogni giorno, tanti buoni frutti. Le sue sapienti mani li trasformano in piatti gustosi e succulenti: formidabili le tagliatelle ai “migliarini” (friggitelli), magnifica la pasta alle melanzane, sublimi gli spaghetti con i fagioli a metro, indimenticabile la crostata con le pere appena colte dall’albero.
Ed è proprio di quest’ultima che vi lasciamo la ricetta, augurandovi un buon rientro.


Ingredienti per la frolla
300 gr di farina 00 Molino Chiavazza
150 gr di zucchero
200 gr di burro
2 tuorli
zeste di un limone
Mezza bustina di lievito in polvere

Ingredienti per la farcitura
4 pere
2 cucchiai di rhum
Succo di un limone
2 cucchiai di zucchero
  • Preparare la frolla, impastando tutti gli ingredienti insieme e velocemente. Si otterrà un impasto molto morbido che andrà fatto riposare in frigo per almeno un paio d’ore. Al momento di foderare lo stampo (32 cm), modellare l’impasto con le mani direttamente all’interno dello stampo.
  • Durante il riposo dell’impasto in frigo, tagliare le pere a fette, irrorarle con il succo di limone e il rhum e cospargerle con i due cucchiai di zucchero.
  • Adagiare le pere a raggiera sulla frolla e cuocere in forno a 180° per 45/50 minuti.
  • Sfornare e lasciar raffreddare prima di servire. 
Ringrazio di cuore Ombretta del blog Dolcemeringa, che ha pensato a me per questo simpatico premio


 che a mia volta giro a

anche se virtualmente va a tutti i miei amici bloggers!


lunedì 15 agosto 2011

buon ferragosto con fichi, mandorle e amaretti.

 Buon ferragosto, ma soprattutto......BUONE VACANZE e alla prossima settimana!



Crostata di fichi, mandorle e amaretti

Per la pasta
300 gr di farina antigrumi Molino Chiavazza
100 gr di zucchero
100 gr di burro a temperatura ambiente
1 uovo
1 bustina di lievito in polvere
un pizzico di sale
la scorza grattugiata di un limone

per il ripieno
250 gr di marmellata di fichi neri home-made
70 gr di amaretti
60 gr di mandorle
rhum q.b. (facoltativo)




  • Preparare la pasta frolla, impastando tutti gli ingredienti insieme e velocemente, fino ad ottenere un panetto, che va fatto riposare in frigo per almeno un'ora;
  • Tritare le mandorle e gli amaretti in un mixer grossolanamente; tenere da parte.
  • Rivestire con della carta da forno una teglia del diametro di 26 cm.
  • Con l'aiuto delle mani, ricoprire la teglia con 2/3 della pasta,rivestendo anche i bordi.
  • Bucherellare con la forchetta il fondo della crostata e ricoprire con uno strato di marmellata.
  • Aggiungere il mix di amaretti e mandorle e, infine, qualche cucchiaiata di rhum.
  • Con la pasta avanzata, formare delle "briciole di frolla".
  • Cuocere in forno caldo a 180° per 40 minuti circa.
  • Spolverizzare a piacere con zucchero a velo.

mercoledì 3 agosto 2011

Terzo Contest Molino Chiavazza: Pizza di crema e amarene

Un’altra fantastica iniziativa del Molino Chiavazza e io non potevo non partecipare, specialmente dopo essermi meritata una bella menzione, al termine del precedente contest.
Questa volta il tema è “crostate e crostatine”, con frutta fresca, marmellate e/o creme, con l’obiettivo di andare alla ricerca di profumi e sapori originali di ricette locali.


Se ad una prima lettura, la cosa può sembrare semplice, quando si è trattato di andare a scovare nella tradizione, il gioco si è fatto abbastanza complicato. Poi girando tra le pagine di un libro di pasticceria napoletana, si è accesa una lampadina: Pizza di amarene! Sì, è proprio la ricetta giusta, può fare al caso mio! Si tratta di una sorta di crostata goduriosissima, fatta con la tipica frolla napoletana, quella a base di strutto, di cui ho parlato anche qui. Lo strutto, detto anche 'nsogna, nella pasticceria napoletana, trova un vastissimo impiego. Le vecchie massaie lo utilizzavano tantissimo e la sostituzione con il burro può considerarsi un vezzo moderno. Nelle stesse sfogliatelle lo si trova come ingrediente principale dell’involucro esterno. Effettivamente il sapore di questa frolla è completamente diverso dalla frolla a base di burro e soprattutto è una frolla dalla friabilità unica. Per questa preparazione abbiamo utilizzato la farina con amido del Molino Chiavazza. La presenza dell’amido aiuta ad ottenere la giusta consistenza all’impasto e indebolisce ulteriormente il glutine.
Pizza di amarene, dunque! Frolla, doppio strato di crema, con al centro uno strato di marmellata di amarene e amarene sciroppate. Eppure questo dolce si intreccia a doppio filo con la sfogliatella. Rappresenta la versione frolla della S. Rosa, la sfogliatella riccia con un interno di crema ed amarene. E se leggendo questo post vi dovesse venire in mente il pasticciotto, tenete presente che quest'ultimo è la versione monoporzione della pizza di amarene! Sperando di aver centrato l’obiettivo del contest e di avervi regalato, ancora una volta, un po’ di tradizione, vi lasciamo con questo dolce dai profumi meravigliosi.



Ingredienti per la frolla
250 gr di zucchero semolato
3 uova intere
3 tuorli
390 gr di strutto
1 pizzico di sale
zeste di arancia
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Ingredienti per la crema
4 uova intere
200 gr di zucchero
130 gr di farina 00 Molino Chiavazza
800 ml di latte Alta Qualità
200 ml di panna Hulalà
1 pizzico di sale
zeste di un limone

Altri ingredienti
Amarene sciroppate Toschi
400 gr di marmellate di amarene

  • Innanzitutto preparare la frolla, lavorando, dapprima, in una ciotola lo strutto con lo zucchero, le zeste d’arancia, il sale e l’estratto. Lavorare fino ad ottenere un composto cremoso e leggermente spumoso.
  • Aggiungere le uova e i tuorli, uno per volta e aggiungere il successivo solo quando il precedente è stato ben assorbito.
  • Aggiungere la farina, tutta in un colpo, amalgamarla all’impasto, velocemente e fino ad ottenere un impasto di briciole, che andranno compattate in un panetto sul piano da lavoro.
  • Questa operazione deve essere eseguita molto velocemente, altrimenti lo zucchero “brucia” l’impasto!
  • Avvolgere il panetto con della pellicola e riporre in frigo per almeno un paio d’ore.



  • Prepariamo la crema. Grattugiare le zeste del limone e metterle in infusione nel latte e panna per 30 minuti. Portare a bollore il latte e la panna con le zeste; appena accenna a bollire spegnere e lasciare intiepidire.
  • A parte lavorare le uova con lo zucchero e il sale, fino ad ottenere un composto chiaro e leggermente spumoso. Aggiungere la farina a cucchiaiate, passandola al setaccio. Lavorare bene.
  • Aggiungere il composto di latte e panna tiepido, un po’ per volta, in modo che il composto di uova, zucchero e farina si sciolga pian piano. Così facendo non dovrebbero formarsi grumi.
  • Mettere il composto sul fuoco  basso e cuocere la crema mescolando continuamente e sempre nello stesso verso. Quando la crema inizierà ad addensarsi aumentare la velocità di mescolamento e alzare la fiamma. 
  • Quando la crema si sarà addensata togliere dal fuoco e porre il composto in una ciotola di acciaio. Per evitare la formazione della “pellicina”sulla superficie della crema, dovuta al raffreddamento, si può spolverizzare la crema con zucchero semolato, oppure richiudere la ciotola con della pellicola a contatto della superficie della crema.

  • Composizione del dolce: Stendere la frolla di un disco sottile, con il quale si andrà a rivestire una teglia di 40 cm di diametro.
  • Adagiare all’interno metà della crema in uno strato piuttosto consistente.
  • Ricoprire con uno strato di marmellata di amarene, sul quale andranno adagiate le amarene sciroppate.
  • Aggiungere ancora uno strato di crema e ricoprire con un ultimo strato di frolla, che farà da coperchio alla nostra crostata.
  • Cuocere in forno statico a 180° per 1 ora circa o comunque fino a completa doratura. Sfornare e lasciare intiepidire. E’ preferibile gustarla il giorno dopo la preparazione.

domenica 12 giugno 2011

Crostata di riso e ciliegie

Con questa ricetta particolarissima, partecipo al contest di " Zampette in pasta " !






Ingredienti per la pasta frolla:
300 gr  di farina 00 Molino Chiavazza
1 uovo
80 gr di zucchero
120 gr di burro 
scorza di un limone
1 pizzico di sale
1 puntina di lievito( facoltativo , io l'ho messo)
qualche cucchiaio di latte  



Per la farcia :
120 gr di riso
200  gr di ricotta 
150 ml di latte 
1/2 bicchiere di acqua 
2 uova 
100 gr di zucchero
3 cucchiaini di essenza di vaniglia
100 gr di ciliegie snocciolate

  •  Preparare la frolla, impastando gli ingredienti velocemente con i vari ingredienti;
  • avvolgere il panetto ottenuto nella pellicola e metterlo nel frigo a riposare per almeno 1/2 ora . 
  • Per la farcia , lessare il riso in acqua e latte con un pizzico di sale.
  • Quando  è cotto, mettere l'essenza di vaniglia , mescolare bene e aspettare che si raffreddi . 
  • Nel frattempo in una ciotola sbattere la ricotta con lo zucchero e le uova .
  • Incorporarvi poi il riso. 
  • Imburrare e infarinare una tortiera ( da 26 cm ) e stendervi la pasta frolla, tenendone un pò per le strisce e il bordo;
  • fare un bordo, punzecchiare bene il fondo con una forchetta . 
  • Versare la crema ottenuta, fare le strisce e guarnire con le ciliegie gli intarsi. 
  • Cuocere in forno ventilato preriscaldato a 180° per i primi 30 minuti. Completare la cottura, passando alla funzione statica per altri 10 minuti (solo per la base).
  • Lasciar raffreddare e poi sformare.