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sabato 28 giugno 2014

La piadina romagnola con crema di melanzane per l' MTC di giugno

Ed eccoci di nuovo qui per l'appuntamento mensile irrinunciabile con l'Mtc.
A sto' giro è toccato a Tiziana, del blog "L'ombelico di Venere", lanciare la sfida.
Sfida raccolta meravigliosamente da tutti i membri della community, visto che mentre scrivo, abbiamo ampiamente superato le duecento ricette! Che colpaccio, cara tiziana!
E in effetti l'impasto per la piadina, proposto da Tiziana è eccezionale: una lavorabilità ed una estensibilità uniche, che si trasformano in un prodotto dal gusto inconfondibile a fine cottura!
Vista la gravidanza che avanza, ho dovuto lottare non poco con la voglia di farcire il tutto con la più classica farcitura da piadina: il prosciutto crudo. Non essendo immune alla toxo è meglio evitare, ma vi assicuro che non è stato facile! Non sono la tipa che si fa prendere dalle voglie più strane e insolite, ma stavolta devo dire che la tentazione è stata fortissima!
Ho comunque pregato il mio maritozzo di farmi avere una piadina con prosciutto crudo e squaquerone appena il pargolo sarà venuto alla luce!!! E' assolutamente la prima cosa che voglio mangiare!
E a proposito di panza che avanza (ammazza che rima!!!) vi aggiorno su un paio di dettagli non di poco conto.
Siamo ormai giunti alla 32-esima settimana di questo meraviglioso viaggio, non manca quindi molto e inizio ad avere anche un po' di strizza per il parto. Sarà che con la lulù ho avuto un cesareo d'urgenza, ma l'idea di un parto naturale mi terrorizza alquanto. Non so gestire il dolore, sono un'ansiosa cronica e il pensiero della sala operatoria mi mette un po' di panico!
Sarà, ma in qualche modo deve pur venir fuori LORENZO!
e nell'attesa che queste settimane passino, mangiate tante piadine!
per realizzarle, seguite la ricetta di Tiziana, così come ho fatto io.  E se decidete di farcirle con una crema di melanzane e straccino profumato alla menta, non ve ne pentirete!



Ingredienti per 6 piadine (dal blog "L'ombelico di venere")
500 g di farina 00
125 g di acqua
125 g di latte parzialmente scremato fresco
100 g di strutto
15 g di lievito per torte salate
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio

  • Fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. 
  • Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. 
  • All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. 
  • Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. 
  • Dividete l'impasto in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri.
  • Scaldate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.
Ingredienti per la crema di melanzane
2 grosse melanzane tonde
1 cucchiaio di olio evo
aglio qb 
basilico qb
sale qb
pepe qb
  • tagliare le melanzane nel senso della lunghezza e adagiarle su di una teglia da forno, ricoperta da carta forno.
  • Cuocerle in forno caldo a 200° per circa 25 minuti, o comunque fino a che la polpa sarà morbida e ben cotta.
  • lasciar intipidire ed eliminare la buccia , che verrà via con molta facilità.
  • nella ciotola del frullatore ad immersione, inserire la polpa di melanzane, mezzo spicchio di aglio, l'olio, il sale e un cucchiaio di olio. azionare il frullatore e frullare fino ad ottenere una crema. Coprire con pellicola fino all'utilizzo.
Farcitura
250 gr di stracchino
menta qb
crema di melanzane
  • Stendere lo stracchino su mezza piadina.
  • Ricoprire il tutto con uno strato di crema di melanzane
  • Ripiegare sopra la metà della piadina e servire calda.

Con questa ricetta partecipo all'MTC di giugno


lunedì 30 settembre 2013

Pancarrè di semola con metodo Tang Zhong a lievitazione naturale

Era da un po' che ci pensavo. Era da un po' che girovagavo per il web alla ricerca di informazioni su questo metodo orientale in panificazione. La blogsfera è piena di spunti e dritte e anch'io ho voluto apportare il mio contributo. 
Grazie al metodo Tang Zhong è possibile ottenere lievitati morbidissimi e a trama fitta, la cui morbidezza dura molto a lungo. Il metodo consiste nel preparare, quello che in gergo si chiama water roux, portando a 65°C un composto di 5 parti di acqua e una di farina. A 65°C gli amidi della farina gelatinizzano e l'impasto che ne risulta sarà in grado di assorbire meglio i liquidi. 
Ovviamente non potevo non provare ad applicare le regole della pasta madre al metodo orientale!
Eh lo so, qualcuno si scandalizzerà a sentir parlare di regole per la pasta madre, ma sapete benissimo che per me la panificazione è una scienza esatta e in quanto tale parla il linguaggio della matematica. 
Qui vi ho mostrato come è possibile con un paio di proporzioni ottenere una meravigliosa pizza a lievitazione naturale. Oggi si va oltre e grazie alla proprietà commutativa dell'addizione, facciamo ancora un po' di conti e alla pasta madre affianchiamo anche il water roux. Ci basterà togliere dalla ricetta la quantità di farina e di acqua che utilizziamo per il roux. 
Per comodità e per mostrarvi come matematica e cucina vanno a braccetto, vi riporto la ricetta sia con water roux che senza. 
E per fare le cose scientificamente in grande, vi lascio pure la ricetta con lievito di birra!
Perchè la matematica è anche un po' questo.... ve lo dico sempre mie care giovani menti!!!!


In ogni caso, questo pancarré è spaziale. Di una morbidezza divina. Se dura tanto a lungo non so dirvelo, perché quello che vedete in foto è sparito in un baleno. Ciò che mi ha stupita è la mollica. 
Quando mio marito l'ha definita eterea siam scoppiati a ridere entrambi. Ma senza esagerare, forse ha utilizzato il termine giusto!  
Fantastico per toast al formaggio e salumi vari, delizioso a colazione e merenda con marmellate e similia.  
Lo abbiamo mangiato a merenda con le fantastiche confetture dell'agriturismo Fattorie Poggio Nebbia di Tarquinia, dove quest'estate ci siamo rifugiati per un paio di giorni, durante il nostro girovagare per lo stivale.


Se vi capita, fateci una capatina. E' un posto incantevole, a due passi dalla Capitale e a un tiro di schioppo dalla bella Viterbo e il lago di Bolsena, un posto dove immergersi nella natura in totale relax. La curatissima gestione familiare rende questo posto estremamente ospitale. Tutto è curato nei minimi dettagli, anche la cucina: gli gnocchi alle ortiche non li dimenticherò facilmente. Una struttura per famiglie, dove i bambini riescono a divertirsi a tutto tondo: dalla piscina, al parco giochi e ai corsi di cucina pensati per loro. Fiore all'occhiello della struttura è la produzione di vini, confetture e olio extravergine d'oliva. Ovviamente prima del rientro ho fatto un po' di scorte, che molto presto termineranno, ma appena possibile io ci torno!!!

Ingredienti per il water roux
150 g di acqua
30 g di farina forte (per me 00 al 13% di proteine. In alternativa manitoba)

  • In una ciotola, unire alla farina l'acqua gradatamente e mescolando, in modo da non formare grumi.
  • trasferire il composto in un piccolo tegame e portare alla temperature di 65°C a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto.
  • non appena si raggiunge la temperatura, spegnere e trasferire in un recipiente di vetro.
  • Coprire con pellicola a contatto,in odo che non si formi la pellicola in superficie e lasciar raffreddare completamente.


Ingredienti per il pancarrè
tutto il water roux
150 g di pasta madre rinfrescata e matura (oppure 15 g di lievito di birra)
250 g di semola rimacinata di grano duro
220 g di farina forte (per me 00 al 13% di proteine. In alternativa manitoba. 320 g se si utilizza lievito di birra)
130 g di acqua (180 g se con lievito di birra)
60 g di olio evo
12 g di sale
5 g di zucchero

  • In una ciotola, sciogliere la pasta madre a pezzetti insieme all'acqua.
  • aggiungere il water roux e lo zucchero e mescolare bene con un cucchiaio.
  • Aggiungere la semola rimacinata e mescolare con un cucchiaio energicamente e a lungo.
  • Aggiungere l'olio a filo e gradatamente, sempre mescolando energicamente e fare in modo che l'impasto l'assorba il più possibile. con l'ultima parte di olio, aggiungere anche il sale.
  • Aggiungere la farina di forza e lavorare energicamente a mano, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. 
  • Lasciar riposare l'impasto per circa un'ora, coperto da pellicola a temperatura ambiente.
  • trascorso questo tempo, dividere l'impasto in tre pezzi dello stesso peso e arrotondare ciascun pezzo mettendolo bene in forza.
  • Adagiare le pagnotte ottenute all'interno di uno stampo da plumcake, ricoperto con carta forno e lasciar lievitare fino all'orlo dello stampo.
  • Cuocere a 200° per circa 30 minuti.
  • lasciar raffreddare bene prima di tagliare.

NB: PER CHI VOLESSE UTILIZZARE LIEVITO DI BIRRA
Sempre per la serie "la matematica non è un'opinione", come si evince dalle parentesi, se si decide di utilizzare il metodo tang zhong, con lievito di birra, basterà sostituire i 150 gr di pasta madre, che corrispondono a circa 100 gr di farina e 50 di acqua (idratazione al 50%), con 15 gr di lievito di birra con l'aggiunta, ovviamente, di 100 gr di farina e 50 di acqua. I tempi ovviamente saranno più brevi. Lo si lascerà riposare solo 15 minuti, anzichè un'ora e la lievitazione finale durerà poco più di un'ora.

PER CHI, INVECE, VUOLE UN PANCARRE' TRADIZIONALE SENZA METODO TANG ZHONG
Basterà aggiungere all'impasto l'acqua e la farina utilizzata nel roux. 
Per cui gli ingredienti diventano:
150 g di pasta madre rinfrescata e matura (oppure 15 g di lievito di birra)

250 g di semola rimacinata di grano duro
250 g di farina forte (per me 00 al 13% di proteine. In alternativa manitoba. 350 g se si utilizza lievito di birra)
280 g di acqua (330 g se con lievito di birra)
60 g di olio evo
12 g di sale
5 g di zucchero

martedì 10 settembre 2013

E ricomincio dal critimi......focaccia barese parte seconda

Dall'ultima volta che mi son seduta a scrivere, di tempo ne è passato tanto.
Forse troppo.
Gli ultimi mesi sono stati deliranti e confusi. Ma forse ad essere confusa sono solo io.
Non sto qui a tediarvi con quanto successo, ma è giunto il momento di sciogliere il bandolo della matassa e riprendere da dove si è lasciato.
Così, mentre c'è chi si appresta a rientrare per le ferie, io tento di ritornare alla mia passione più grande: scrivere di cucina!
Le mie di vacanze sono ormai terminate e come avrete letto più volte su questo blog, le mie scorribande lungo lo stivale sono iniziate con due settimane (metà-fine luglio) in Puglia.
Questa volta la mia permanenza nei luoghi magici del Salento mi ha fatto scoprire un insolito (almeno per me) ingrediente, che voglio assolutamente presentarvi.
Si tratta del finocchio di mare, o come lo chiamano i messapi il critimi.
Il critimi cresce spontaneo lungo le dune del litorale roccioso salentino e i suoi rametti si raccolgono a mano e poi si conservano sottolio, dopo averli scottati in acqua e aceto: nelle gastronomie più fornite li si trova in vasetti pronti all'uso e io non potevo non farne scorta.
E se proprio devo ricominciare da dove ho lasciato, ve li propongo accompagnati da un eccellente lievitato della tradizione pugliese: la focaccia.
Ne trovate una mia prima versione qui, ma quella di oggi ho voluto prepararla seguendo (più o meno) la ricetta del consorzio della focaccia barese, eseguita rigorosamente con i grani del territorio pugliese: semola rimacinata di grano duro senatore cappelli, acquistata alla festa dello slow food, che si è tenuta ad Ostuni lo scorso luglio.



Ingredienti 
250 gr di farina "00"
250 gr di semola rimacinata di grano duro
60 + 30 gr di olio extravergine d'oliva
150 gr di pasta madre
15 gr di sale fino
150 gr di patate bollite e schiacciate
300 ml circa di acqua tiepida
pomodorini ciliegina a piacere
olive in salamoia a piacere
origano
sale grosso
  • In una terrina, sciogliere la pasta madre a pezzetti con 200 ml di acqua.
  • Aggiungere le farine setacciate insieme e le patate e mescolare, dapprima con un cucchiaio e poi, quando non sarà più possibile con il cucchiaio, utilizzare le mani. Bisognerà ottenere un impasto ben incordato.
  • Impastare energicamente e facendo in modo che l'impasto resti sempre incordato.
  • Nell'ultima parte d'acqua sciogliere il sale ed emulsionare con 60 gr di olio.
  • Aggiungere il tutto a filo all'impasto, alternando l'emulsione alla farina.
  • A questo punto, se non avete la planetaria, battete l'impasto ripetutamente su di un piano da lavoro, così come spiegato da Bertinet in questo video http://www.gourmet.com/magazine/video/2008/03/bertinet_sweetdough. Si tratta di un metodo di impastamento che Bertinet utilizza per gli impasti dolci, ma che ho trovato utile anche in questo caso. All'inizio può essere scoraggiante, ma alla fine otterrete un impasto super incordato.
  • Lasciar lievitare in una ciotola oleata, coperta da pellicola, fino al raddoppio.
  • Trasferire l'impasto in una teglia, stenderlo con le mani, schiacciando con delicatezza.
  • Tagliare a metà i pomodorini e disporli, insieme alle olive, sulla focaccia, premendo sull'impasto.
  • Lasciar lievitare fino al bordo della teglia.
  • Emulsionare i rimanenti 30 gr di olio in poca acqua e versare l'emulsione sulla focaccia.
  • Cospargere con un pò di sale grosso e origano.
  • Cuocere in forno caldo a 200° per circa 25 minuti.
  • Mangiare calda, accompagnata dal critimi.




giovedì 31 gennaio 2013

Di riviste e di marmellate.......quella di radicchio!!!

Ehi, tu! Sì,  proprio tu che sei passato di qui e stai leggendo questo post!
Sei già stato in edicola?
Perché mai ti faccio questa domanda?
Ma come, ancora non lo sai?
Su Sale & Pepe di febbraio ci sono anch'io!


Sì, babà che bontà è sbarcato in edicola.
Il mio pudding speziato in cocotte, con marmellata d'arance amare, campeggia in bella vista a pagina 41 della rivista di cucina più gettonata dello stivale.
Che evento!!!!! Va degnamente festeggiato!
Come? Visto che la marmellata mi ha portato fortuna, ho scelto di prepararne una un po'  particolare: la marmellata di radicchio.
Dal gusto particolatissimo, questa marmellata si sposa meravigliosamente con i formaggi molto stagionati, ma divina potrei definire una crostata con frolla alle noci e marmellata di radicchio, accompagnata da crema inglese. Versatilissima!
Che aspettate! Correte in edicola e poi preparate questa marmellata!

Ingredienti
500 gr di radicchio (meglio se tardivo di Treviso)
300 gr di zucchero
Il succo di 3 arance
2 cucchiai di cognac
1 mela a pezzetti


  • Tagliare il radicchio a julienne e porlo in una pentola con un paio di cucchiai di zucchero e il succo di arancia.
  • Mettere la pentola sul fuoco e lasciar appassire il radicchio a fiamma bassa per una decina di minuti, girando di tanto in tanto.
  • Aggiungere il rimanente zucchero e la mela a pezzetti.
  • Continuare la cottura, fino a che la marmellata non si sarà addensata.
  • Verso la fine della cottura aggiungere anche il cognac.
  • Versare la marmellata, ancora bollente, in barattoli sterilizzati e chiudere con coperchi nuovi. Far raffreddare a testa i giù. 




lunedì 8 ottobre 2012

La pizza di Bonci tra matematica e pasta madre!

Era da un po' di tempo che volevo scrivere questo post. Era da un po' che avevo l'intenzione di parlare del sapere scientifico e di quanto le giovani generazioni non l'apprezzino.  Ma poi c'è sempre stato qualcosa che mi frenava. Da una parte c'era il timore di passare per quella che fa delle giovani generazioni tutto un piattume intellettuale, dall'altra c'era la paura di fallire l'esperimento abbinato al post! Così l'intento è stato puntualmente archiviato, in attesa di tempi più maturi. Ma di maturo al punto giusto, qui non deve esserci solo il tempo, ma anche la pasta madre, altrimenti l'esperimento va a farsi benedire!!!
Così quando son passata di qui e ho letto che la mia amica Valeria aveva indetto il contest "La ricetta nel cassetto", ho pensato che il momento giusto era arrivato davvero! Una gran bella iniziativa quella di Murzillo Saporito, grazie alla quale ho avuto il coraggio di tirar fuori dalla scatola di latta (dove raccolgo tutte le mie idee e ricette), i miei appunti sulla conversione lievito di birra - pasta madre e mi son messa al lavoro! E che c'entra la matematica con la pasta madre, vi chiederete, voi, miei cari lettori? E certo che c'entra miei cari!
La panificazione, come la pasticceria, è precisione, meticolosità, fatta di dosi esatte e proporzioni. Mi viene in mente una discussione in classe di pochi giorni fa. Una ragazza mi fa: "Prof, la matematica non è per me!".Ed io per convincerla che così non è, che è solo questione di modalità d'approccio alla materia, di falsi miti da sfatare, indovinate un po' a cosa ho paragonato la somma scienza? Ad un piatto di pasta e fagioli. Se ci ripenso mi vien un po' da ridere. Le ho chiesto:"ti piace la pasta e fagioli?" e lei, con sguardo scettico e un tantino sorpreso per il tipo di domanda "no!". Allora io le faccio "ma hai mai mangiato la pasta e fagioli?"
"no, non ci riesco. mi fa schifo al solo pensiero".
"Ecco vedi, mia cara, la matematica è come quel piatto di pasta e fagioli. E' solo questione di testa e di pregiudizio....."
Questo per dirvi, che il sapere scientifico è un tantino rinnegato dalle giovani generazioni, che vivono questa sorta di chiusura mentale, dovuta sostanzialmente al timore di misurarsi con qualcosa che non è alla loro portata. Molti la trovano inutile.....perché mai, dunque fare tanta fatica per qualcosa che con la vita pratica ha poco a che vedere? Quello che mi sento di dire è che la matematica apre la mente, insegna a vedere le cose nella loro interezza e in modo assolutamente chiaro e vero. E se sui banchi di scuola non si riesce ad afferrare  la ricaduta che nella vita quotidiana può avere uno studio di funzione o il calcolo di una derivata, un giorno, miei cari giovani studenti, un senso lo troverete. Lo troverete nella capacità di ragionare e di trovare il vero in tutte le cose.
Ma torniamo alla pasta madre......
Adoro Bonci e la sua idea di pizza. Mi piace la semplicità con cui spiega le cose e la maestria con cui ha fatto in modo che anche in casa si possa preparare un'ottima pizza. Basta solo un tantino di pazienza.
Quello che mi son proposta di fare è stato convertire la sua ricetta con lievito secco, in pizza con pasta madre. Ho dovuto fare però due conti!
La sua ricetta dell'impasto misto (grano tenero e farro) prevede il 70% di idratazione, per cui, per 500 gr di farina troviamo 350 gr di acqua. Per poter convertire la ricetta, allora ho tenuto conto che 150 gr di pasta madre rinfrescata al 50% come la mia, contengono 100 gr di farina 50 d'acqua. Tolta un pò di farina ed eliminata un tantino d'acqua dalla ricetta originale, il gioco è presto fatto!!!!! E' solo questione di proporzioni!
E' anche questa la magia della matematica!!!!!
Quasi quasi quando in classe tratterò le proporzioni e le percentuali faccio fare un paio di problemi sulla conversione delle ricette con pasta madre!!!! AHAHAHAHAH!!!!!!

PS: Per una buona riuscita dell'esperimento, ho effettuato tre rinfreschi consecutivi della pasta madre, così come si fa per impasti ricchi. Volevo ottenere una pasta madre forte, in grado di conferire al prodotto finale il giusto volume e una buona leggerezza.


Ingredienti
150gr di pasta madre rinfrescata tre volte consecutivamente (corrispondono a 50 gr di acqua e 100 di farina)
200 gr di farina 00 W330
100 gr di farina di farro integrale
100 gr di farina di farro buratto
300 gr di acqua
10 gr di sale
20 gr di olio

  • Nella ciotola della planetaria, spezzettare la pasta madre e aggiungervi metà dell'acqua prevista dalla ricetta. Azionare la macchina con il gancio a bassa velocità . Far andare per qualche minuto, fino a che la pasta madre si sarà disciolta.
  • Aumentare gradatamente la velocità fino a 2 ed aggiungere tanta farina quanta basta ad ottenere un impasto incordato. Aggiungere poi l'acqua rimanente, alternandola a cucchiaiate di farina. Con l'ultima parte d'acqua, aggiungere il sale.
  • Dopo aver inserito tutta l'acqua, procedere con l'olio, a filo e poco per volta, sempre alternato alla farina, fino ad esaurimento degli ingredienti.  
  • Lavorare bene l'impasto, che dovrà essere liscio ed omogeneo e tenderà a staccarsi dalla ciotola, pur rimanendo piuttosto appiccicoso.
  • Porre l'impasto ottenuto in un contenitore oleato e coprire con pellicola o coperchio. Lasciare a temperatura ambiente un' ora.
  • A questo punto, iniziare con quelli che Bonci chiama rigeneri. Rappresentano un particolare tipo di pieghe di rinforzo. Bisogna innanzitutto spolverare ben bene il piano di lavoro con della farina. Ogni serie di tre pieghe va ripetute ogni 10 minuti circa. Per l'esecuzione, basta dare un'occhiata qui. E' molto più semplice a farsi che a dirsi!
  • Trascorso questo tempo, porre il contenitore in frigo, dove rimarrà per almeno 18 ore.
  • Togliere l'impasto dal frigo e dopo averlo lasciato almeno un'ora a temperatura ambiente, ribaltarlo direttamente sulla teglia che andrà in forno e che avrete preventivamente coperto con carta forno.
  • Premere, delicatamente, l'impasto con i polpastrelli, in modo da sistemarlo per bene nella teglia. Coprire con pellicola.
  • Lasciar lievitare ancora un paio d'ore.
  • Condire a piacere e poi cuocere in forno caldo a 250° per i primi 15 minuti nella parte bassa del forno e poi trasferire la taglia più vicino al grill, dove cucinerà per ancora 10 minuti.


Con questa ricetta partecipo al contest di Murzillo saporito, "Le ricette nel cassetto"


giovedì 14 giugno 2012

La scuola è finita: un buon crostone, con un insolito ingrediente!

La campanella è suonata: chiuso per ferie in quel di Chirignago!
La scorsa settima ho avuto il piacere di partecipare all'ultima lezione-evento dell'anno della Scuola di cucina "Peccati di gola".
"Ore 18 si cena a buffet": questo il tema della serata nella sede di Chirignago.
E che serata, ragazzi: preparazioni deliziose e compagnia stellare.
A dirigere il tutto, la grande esperienza di Roberta Molani, padrona di casa e abile chef, che grazie alle sue manine sante (del resto è conosciuta come la "Capasanta"!!!!) ha sfornato fantastici manicaretti, adattissimi nelle occasioni in cui avete la casa invasa da tanti ospiti affamati! Niente di meglio di un bel buffet!  
Ebbene sì, son qui per lasciarvi una delle ricette del corso, di sicuro effetto...quando assaggerete non riuscirete a credere al vostro palato.


Ma prima di svelarvi l'arcano dell'insolita ricetta, volevo tranquillizzarvi sul fatto che a settembre la scuola riapre i battenti, con un'iniziativa degna di lode.
Si parte il 13 settembre, con l'inaugurazione del nuovo anno "culinario" e una lezione presso il "Centro Polifunzionale San Paolo " di Mestre. Il tema della serata sarà "Antipasti per aperitivo" e il ricavato sarà destinato alle famiglie bisognose della parrocchia.
E le sorprese non son finite perché ad ottobre la scuola ospiterà il maestro Pasticcere Luca Montersino con tre lezioni, assolutamente da non perdere:
  • cucina siciliana: sabato 13 ottobre dalle 9.00 alle 12.00
  • cucina piemontese: domenica 14 ottobre dalle 9.00 alle 12.00
  • cioccolato & c.:  domenica 14 ottobre dalle 14.30 alle 17.30
Per ulteriori info, basta andare qui o scrivere a roberta.molani@peccatidigola.info 
Ma andiamo alla ricetta. Si tratta di un Crostone di pane casereccio grigliato con tonno, emmenthal e peperoni  in agrodolce.



Viste le foto? notato l'insolito ingrediente? Sì, sì, si tratta proprio di pesche. Saranno loro a rendere agrodolce il piatto! Tra tutte le preparazioni eseguite da Roberta, ho scelto questa proprio per la sua originalità e posso assicurarvi che è un qualcosa di eccezionale! L'altra sera li ho preparati per una cena improvvisata con ospiti inattesi: è stato un successone! Dopo l'iniziale scetticismo, i miei ospiti a momenti divoravano anche il piatto!

Ingredienti per 6 crostoni
6 fette di pane casereccio tostate alla griglia
300 gr di tonno sott'olio Mareblu
3 peperoni grigliati e privati della pelle (vanno benissimo anche quelli già pronti in barattolo)
1 cucchiaio di paprica piccante
6 mezze pesche sciroppate
6 fette di emmenthal
prezzemolo



  • Sgocciolare il tonno e farlo in pezzetti;
  • tagliare i peperoni in quadretti e mescolarli al tonno;
  • distribuire il composto su i crostoni tostati;
  • tagliare ogni mezza pesca in tre spicchi e sovrapporli sul tonno e peperoni;
  • cospargere di paprica e disporre sopra ogni crostone una fetta di emmenthal;
  • lasciar gratinare in forno già caldo a 250° per 10 minuti;
  • decorare con prezzemolo tritato prima di servire.