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giovedì 28 novembre 2013

orecchiette alle castagne con scaglie di Montasio per l' MTC di novembre

Svegliarsi al mattino, con una faccia quanto un pallone, non è proprio il massimo della vita. Il problema è che ad uno aspetto più tondegginate del solito, si aggiunge un dolore allucinante! Imbecille di un molare! O forse, imbecille io!
Mi trascino da circa un anno e mezzo con questo molare praticamente ridotto a nulla, tutto spezzato, con ascessi che vanno e vengono.
Il fatto è che la sedia del dentista mi terrorizza. E' più forte di me, preferisco sopportare in silenzio l'infezione piuttosto che ritrovarmi con pinze tra i denti! Ma stavolta il mio molare ha detto stop! basta siamo giunti al capolinea e così mentre voi leggete questo post, io vado avanti ad antidolorifico e antibiotico, causa estrazione urgente!
Il post di oggi vede protagoniste le castagne, ingrediente dell'Mtc di novembre, grazie alla ormai signora Pici e Castagne.
Le castagne: non poteva essere altrimenti, per una neo sposa che porta nel nome questo frutto autunnale, versatile e gustoso.
Ho voluto utilizzarlo per preparare queste orecchiette alle castagne con scaglie di Montasio. Ho utilizzato un Montasio mezzano. La media stagionatura si equilibra ben bene con il profumo conferito alla pasta dalla farina di castagne. Visti questi sapori forti e decisi, queste orecchiette riescono a scaldare anche il cuore in questi giorni di freddo glaciale!


Ingredienti per la pasta (per 4 persone)
140 gr di semola di grano duro
100 gr di farina di castagne
140 gr di semola rimacinata di grano duro
acqua qb

Per il condimento
80 gr di burro
salvia qb
1 spicchio di aglio in camicia
150 gr di Montasio mezzano in scaglie



  • Impastare le semole e la farina di castagne, con tanta acqua quanto basta ad ottenere un impasto liscio, omogeneo e non molto morbido.
  • Preparare la pasta, come spiegato qui, aiutandosi con un coltello.
  • Lasciare asciugare le orecchiette per 24 ore, avvolte in un panno di lino o cotone pesante. 
  • Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e condire come segue.
  • Nel frattempo che pasta si cucini, fondere il burro. Ai primi sfrigoli, aggiungere l'aglio e la salvia e tenere su fiamma bassa ancora qualche istante.
  • Togliere il tegame dal fuoco ed eliminare l'aglio.
  • Quando la pasta sarà cotta, colarla e condirla con il burro fuso e le scaglie di Montasio.
  • Impiattare e servire con una spolverata di Montasio.

    Con questa ricetta partecipo all'MTc di novembre


      lunedì 23 settembre 2013

      Le raviole del plin.....un tantino venete, un tantino a modo mio

      Questo mese, l'MTC, grazie ad Elisa ci porta in Piemonte, con un piatto della tradizione gustoso e corposo.
      Attenti a non confonderli con gli agnolotti e se volete sapere veramente tutto su questo meraviglioso primo piatto, non vi resta che fare un giro qui e qui.
      La mia versione è un po' legata al territorio in cui vivo. L'autunno, ci ha spalancato ormai le sue porte anche se le temperature ci fanno ben sperare che il freddo sia ancora lungo da venire.
      Protagonista dell'autunno culinario veneto è l'oca, che in questi periodi inizia a far capolino dai banconi dei macellai, ma che trova il suo massimo consumo nel giorni di San Martino.
      Diciamo che ho voluto un po' anticipare i tempi, così reduce da un giro in macelleria, dove faceva bella mostra di sé una bella coscia d'anatra, ho pensato bene di utilizzarla come ripieno dei miei ravioli, insieme a della freschissima ricotta. Ho scelto di condirli con burro nocciola e salvia: il burro esalta il gusto dell'anatra senza coprirne o alterarne il sapore deciso.
      Il procedimento che ho utilizzato per la sfoglia e per la realizzazione dei ravioli è lo stesso utilizzato da Elisa qui.  Mi son divertita un sacco nella realizzazione di questo piatto: sfogliare rilassa e fare plin plin è uno spasso! Provate e poi mi direte!



      Ingredienti per 4 persone
      per la pasta

      200 g di farina di grano tenero 0
      1 uovo intero (grande)2 tuorli (grandi)
      • Sul tavolo da lavoro, disporre la farina a fontana e rompervi all'interno le uova. Mescolare i due ingredienti e impastare fino ad ottene un composto liscio e compatto. 
      • Coprire con pellicola e far riposare per una trentina di minuti.

      Per il ripieno


      una coscia d'anatra da circa 500 g

      una piccola cipolla bianca
      50 g di sedano
      alloro qb
      salvia qb
      2 chiodi di garofano
      100 g di ricotta
      sale fino qb
      pepe nero qb
      noce moscata qb
      30 gr di parmigiano grattugiato 
      • Preparare un brodo, mettendo la coscia d'anatra in una pentola con abbondante acqua salata, con  l'alloro, il sedano e la cipolla, in cui saranno stati inseriti i chiodi di garofano. 
      • Lasciar cuocere circa un'ora, fino a che l'anatra sarà cotta e sarà possibile sfilacciarla.
      • Togliere la coscia d'anatra dal brodo, eliminare la pelle e sfilacciare la carne. Lasciar freddare.
      • Filtrare il brodo e tenerlo da parte.
      • In un mixer, porre la carne dell'anatra, la ricotta, il parmigiano, noce moscata e il pepe.
      • Azionare il mixeralla massima velocità, fino ad ottenere un composto omogeneo. Questo sarà il ripieno dei ravioli.
      • Tirare la sfoglia con la nonna papera, il più sottile possibile.
      • Adagiare il ripieno sulla sfoglia in piccole quantità, distanziandole l'una dall'altra.
      • Piegare la sfoglia e pizzicare la pasta tra una piccola quantità di ripieno e l'altra. 
      • Tagliare i ravioli con la rotella, partendo dalla parte chiusa e muovendosi verso i due lembi sovrapposti.
      • adagiare i ravioli pronti su di un canovaccio, spolverizzato di semola. 
      • Spolverizzare con semola anche i ravioli, in modo da evitare che si attacchino al canovaccio o che asciughino troppo.
      • Cuocere i ravioli abbondante acqua salata, a cui va aggiunto il brodo filtrato, e condirli con salvia e burro nocciola, ottenuto seguendo il procediemnto di seguito descritto.

      Per il condimento
      50 gr di burro
      salvia qb
      • Per il burro nocciola, scaldare il burro a fiamma bassissima, fino a che questo inizia ad assumere una colorazione nocciola. Spegnere immediatamente e unire al burro della salvia spezzettata.
      Con questa ricetta partecipo all'MTC di settembre


      sabato 6 aprile 2013

      Quanti modi di fare e rifare gli stangulaprevet!

      E anche per il mese di aprile è arrivato il momento del Quanti modi di fare e rifare. Solo che stavolta sono proprio io ad aprire ai partecipanti al gioco le porte della mia cucina virtuale, con la mia ricetta degli strangulaprievet al ragù!!!   Non vedo l'ora di andare a sbirciare ogni singola versione pervenuta dalle cuochine! Anche perché questa ricetta ha un significato particolare per me e vederla replicata è una soddisfazione immensa. Per questo voglio ringraziare di cuore Anna e Ornella per aver scelto proprio questa ricetta e tutte le meravigliose cuochine che l'hanno provata!!! Grazie!
      E come è ovvio anche io mi son messa all'opera e li ho rifatti,  ma in versione un tantino diversa. Diciamo pure che questa versione si avvicina molto agli gnocchi alla sorrentina. diciamo pure che questi sono strangulaprevet un pò alla sorrentina e un tantino al gratin! Ho preparato un buon sugo di pomodoro, con il quale ho condito gli gnocchi. Ho aggiunto della mozzarella e ho passato il tutto in forno per circa 15 minuti. Buonissimi anche così!!!

      Ingredienti per il sugo di pomodoro
      500 gr di pomodori pelati in barattolo
      2 cucchiai di olio evo
      1 spicchio d'aglio
      basilico qb
      Sale qb
      Zucchero qb
      Pepe qb
      • Far rosolare l'aglio nell'olio, aggiungere i pelati, avendo cura di eliminare l'aglio dall'olio.
      • Aggiungere il sale, il pepe e lo zucchero e lasciar cuocere per circa venti minuti.  

      Ingredienti per gli strangola preti (x 4 persone)
      300 gr di farina 00
      100 gr di semola rimacinata di grano duro
      Acqua qb

      300 gr di mozzarella
      50 gr di parmigiano reggiano grattugiato
      • Impastare la farina con tanta acqua (leggermente salata) quanta ne basta ad ottenere un impasto morbido e facile da lavorare.
      • Far riposare l'impasto per 15 minuti.Trascorso questo tempo, formare dei cilindri, grossi più o meno un dito, che andranno tagliati a tocchetti.
      • Con l'aiuto del dito indice, incavare gli gnocchi.
      • Cuocere in abbondante acqua salata. Saranno cotti, quando saliranno a galla.
      • Condire con metà del sugo di pomodoro e adagiare gli gnocchi in una pirofila.
      • Aggiungere agli gnocchi della mozzarella a tocchetti, adagiarvi al di sopra altri gnocchi, cospargere con il restante sugo di pomodoro e con del parmigiano e passare al forno per circa 20 minuti.

      domenica 31 marzo 2013

      Una Pasqua serena e di gusto a tutti!

      A tutti voi, auguro di cuore una serena Pasqua e una gustosa Pasquetta. Come? Con qualche idea dalla mia tavola pasquale.
      Un bacio a tutti!




      Maccheroni gratinati su crema di bufala, fave e pancetta.
      Ingredienti per 4 persone
      350 gr di maccheroni Leonessa
      350 gr di fave fresche pulite
      300 gr di mozzarella di bufala campana
      100 gr di pecorino
      100 gr di pancetta cubettata
      30 gr di scalogno
      50 ml di vino bianco
      Sale qb
      Pepe qb
      Olio qb


      • In una padella, far rosolare lo scalogno con due cucchiai di olio. 
      • Aggiungere la pancetta e lasciar rosolare a fiamma vivace.
      • Aggiungere 250 gr di fave e far andare qualche minuto.
      • Sfumare con il vino.
      • Abbassare la fiamma, aggiustare di sale e di pepe e continuare la cottura, dopo aver aggiunto mezzo bicchiere d'acqua.
      • Cuocere la pasta in abbondante acqua salata bollente, fino a che sia al dente.
      • Saltare i maccheroni insieme al sugo di fave e pancetta.
      • Aggiungere 200 gr di mozzarella di bufala tagliata a cubetti, amalgamare gli ingredineti e sistemare il tutto in una teglia da forno.

      • Cospargere la superficie con pecorino e lasciar gratinare in forno per 15 circa a 200 gradi.
      • Servire con una crema di bufala e fave, ottenuta passando al mixer ad immersione 100 gr di bufala, 100 gr di fave, 1 cucchiaio di olio, 1 cucchiaio di acqua di cottura della pasta e un pizzico di pepe.
      Anche questa ricetta partecipa al contest "le strade della mozzarella"



      Costine di agnello al miele al timo, con salsa allo yogurt.
      Ingredienti per 4 persone
      8 costine di agnello
      1 bicchiere di aceto balsamico
      2 cucchiai di olio evo
      100 gr di miele al timo Rigoni di Asiago
      1 spicchio di aglio
      3 foglie di alloro
      1 rametto di rosmarino
      2 rametti di menta
      Qualche foglia di salvia
      Sale qb
      Pepe qb

      Ingredienti per la salsa
      250 gr di yogurt magro
      1 cucchiaio di succo di limone
      2 cucchiai di olio evo
      Erba cipollina qb
      Menta qb
      Pepe qb


      • Lasciar marinare per un paio d'ore le costine con l'aceto balsamico, l'olio evo, l'aglio tagliato a pezzettini,  il miele al timo riscaldato al microonde pochi secondi e tutte le erbe.
      • Trascorso questo tempo, riscaldare una padella dal fondo spesso su fiamma alta.
      • Filtrare la marinatura delle costine.
      • Scottare appene le costine da entrambi i lati e continuare la cottura a fiamma più bassa, aggiungendo gradatamente la marinatura.
      • Per la salsa, aggiungere allo yogurt tutti gli altri ingredienti e far riposare un paio d'ore in frigo.
      • Servire le costine con un'insalatina e la salsa.
      Con questa ricetta partecipo al contest Mielbio indetto da Rigoni di asiago



      Per la focaccia, la ricetta la trovate qui. Quella della foto è al cioccolato.  Vi basterà aggiungere all'impasto 150 gr di gocce di cioccolato insieme ai canditi frullati.






      giovedì 28 marzo 2013

      Di dominazioni e retaggi culturali in cucina: la mia fideuà per l'MTC di marzo!

      Questo mese per l'Mtc siamo stati tutti ospiti di Mai, de il colore della curcuma
      Lei, che con indosso fantastici tacchi 12 si è aggiudicata la vittoria  del mese di febbraio con una particolarissima red velvet, ci ha aperto le porte della sua cucina virtuale e ci ha invitati a provare la sua Fideua'.
      Piatto catalano, nato un po' per caso a bordo di un peschereccio, fin dalla prima lettura della preparazione mi ha portato a riflettere su di un paio di cose.
      Come potrete leggere dalla Mai qui, la Fideua' nasce, dal genio di un cuoco di un peschereccio, come sostituta della paella. In effetti, in mancanza di riso, il cuoco, pur di assecondare i gusti del capitano, lo sostituisce con della pasta, una sorta di spaghettini corti. E qui si apre la mia riflessione. Dalle mie part (Campania Felix) in cui la dominazione spagnola l'ha fatta da padrona per un bel po' di tempo, si cucina una famosa pasta e patate "risottata", il cui metodo di cottura, è,  quindi, lo stesso utilizzato per la Fideua' e la paella. Altro particolare è che per la pasta e patate si utilizza la pasta mista, fatta con gli avanzi di pasta che ci si ritrova in casa. Ma tra questi, gli spaghetti spezzati proprio non possono mancare.
      Corsi e ricorsi storici, mi verrebbe da dire. Retaggi culturali, che rivivono e si manifestano anche in cucina!!!!
      Ma torniamo alla Fideua'! Nel prepararla, mi son chiesta cosa avrebbe utilizzato il cuoco del peschereccio, se fosse sbarcato un paio di giorni da queste parti, in laguna.
      Lo so che ora vi mando in confusione, ma vivo in Veneto da un pò di anni!!!!
      Probabilmente, se fosse passato per Chioggia in questo periodo non avrebbe potuto fare a meno di notare il carciofo violetto, che fa bella mostra di sé sui banchi del mercato. Ne avrebbe acquistati un po' e li avrebbe aggiunti al suo piatto! Come ho fatto io, che ho preparato la Fideua' con cozze, gamberi e carciofi. Ho accompagnato il piatto con una maionese, aromatizzata al prezzemolo. Stavolta, però,  ho ascoltato il consiglio di Mai e delle giudichesse, ho messo ill marito all'opera e la maionese è venuta perfetta. Non avrei mai voluto che finisse come la red velvet e tacchi a spillo!!!!


      Ingredienti per due persone
      140 gr di spaghetti
      8 gamberoni
      400 gr di cozze
      3 grossi pomodori maturi
      1 bustina di zafferano in polvere
      1 carciofo violetto di Chioggia
      2 spicchi d'aglio
      Olio qb
      Brodo di pesce qb
      Sale qb
      Pepe qb


      • Preparare il brodo. Io ho messo in acqua fredda, i gusci dei gamberi, con un sedano, carota e cipolla e ho fatto bollire per circa un'ora.Attenzione al sale perché i gusci scaricano un bel po'.
      • Far aprire le cozze in una padella, con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio. Eliminare i gusci e tenere da parte.
      • Pulire il carciofo, tenendo il cuore e il fondo. Mettere in acqua acidulata.
      • In una padella larga e dai bordi bassi, far scaldare due cucchiai di olio con uno spicchio d'aglio. Aggiungervi gli spaghetti spezzettati (4-5 cm) e tostarli come si fa per il riso. Toglierli dalla padella e tenere da parte. 
      • Nella stessa padella, aggiungere i gamberi e lasciar cuocere un paio di minuti. Non salare. Togliere dalla padella, avendo cura di non prelevare anche l'olio. Tenere da parte.
      • Nella stessa padella, mettere il carciofo, tagliato a pezzettoni. Spadellare per circa 5 minuti a fuoco vivace, fino a che non rosoli e diventi bello croccante. Non salare.Tenere da parte. 
      • Sempre nella stessa padella, preparare il soffritto. In caso i carciofi abbiano assorbito troppo olio, aggiungerne ancora un cucchiaio. 
      • Far soffriggere l'olio con uno spicchio d'aglio.
      • Aggiungervi i pomodori, pelati e tagliuzzati finemente e far cuocere un paio di minuti.
      • Lasciar ridurre. Aggiungere lo zafferano, sciolto in un bicchiere di brodo e attendere che inizi a sobbollire. 
      • A questo punto,  aggiungere gli spaghetti tostati e distribuirli uniformemente, nella padella.
      • Portare a cottura, aggiungendo di tanto in tanto il brodo, proprio come si fa per il risotto. Qualche minuto prima di spegnere il fuoco, aggiungere i carciofi.
      • Un attimo prima di spegnere, aggiungere i gamberi e le cozze.
      • Aggiustare di sale e pepe. Spegnere e servire,  acvompagnando con la salsa.
      Per la maionese al prezzemolo
      125 ml di olio di semi di arachidi
      1 uovo
      1 cucchiaino di aceto
      1 cucchiaino di senape
      1 pizzico di sale
      Pepe qb
      Prezzemolo tritato qb


      • In un recipiente dalle pareti strette e piuttosto alto, porre la senape, l'aceto e l'uovo.
      • Con una frusta, mescolare rapidamente.
      • Aggiungere a filo l'olio, sempre mescolando con la frusta, senza mai fermarsi.
      • Pian pian, vedrete il composto addensarsi.
      • Aggiustare di sale e pepe e aggiungervi il prezzemolo tritato molto finemente. 
      Con questa ricetta partecipo all' MTC di marzo







      martedì 26 marzo 2013

      Tutte le strade portano a Paestum: paccheri al nero di seppia con genovese di pesce spada

      Tutte le strade portano a Paestum. Se poi queste strade sono quelle della costa cilentana, costellate di caseifici e aziende agricole, dove il latte di bufala, si tramuta in nettare prelibato, allora son strade preziose, piene di sapori e profumi divini.
      Anche quest'anno, Paestum, con i suoi templi, ospiterà la manifestazione "Le strade della mozzarella".
      Fa da contorno alla manifestazione, un concorso dedicato al mondo del food blog, al quale è possibile partecipare,  con un primo piatto, in cui non può mancare la protagonista della kermesse culinaria: la mozzarella di bufala campana. 
      Ovviamente, vuoi per il legame profondo con la mia terra, vuoi perché la mozzarella mi fa impazzire,  ho deciso di partecipare,  con questi paccheri al nero con genovese di pesce spada e mozzarella di bufala.
      La genovese a Napoli e dintorni è un sugo a base di carne di vitello, fatta cicunare per ore in una quantità piuttosto consistente di cipolle, fino a che queste ultime non si disfano  in una prelibata cremina.  Dopodiché,  con il sugo ci si condisce la pasta e con il vitello ci si fa un ottimo secondo. Qui ho voluto provare una variante, utilizzando il pesce spada al posto del vitello. Un pesce di gran gusto, che riuscisse a mitigare la dolcezza delle cipolle bionde.
      La genovese di pesce spada, in questo piatto, va a farcire il pacchero, alternandola a pezzetti di bufala. Dopo un rapido passaggio in forno, il tutto va servito su una crema di mozzarella di bufala e prezzemolo, che completa il piatto divinamente, almeno secondo il parere dei miei ospiti!!!!!!!


      Per la genovese di pesce spada:
      400 gr di pesce spada
      4 grosse cipolle bionde
      3 cucchiai di olio evo
      brodo di pescey qb
      3 cucchiai di passata di pomodoro
      1 bicchiere di vino bianco
      Sale e pepe qb

      • Preparare il brodo di pesce, portando ad ebollizione 3 litri di acqua fredda, a cui avrete aggiunto gusci di gamberi e crostacei, una carota, del sedano, del sale e dell'olio.
      • In una padella capiente, porre l'olio e le cipolle tagliate a julienne. Far andare a fuoco medio, fino a che le cipolle si saranno ammorbidite.
      • Aggiungere il pesce tagliato a pezzettoni. Far rosolare qualche minuto. Dopodiché, sfumare con il vino.
      • Quando il vino sarà evaporato, bagnare con brodo e abbassare la fiamma.
      • Proseguire la cottura per circa mezz'ora, bagnando con il brodo caldo, di tanto in tanto.
      • Aggiungere la passata di pomodoro, aggiustare di sale e pepe e continuare la cottura ancora per 10 minuuti






      Per la salsa di accompagnamento
      200 gr di mozzarella di bufala campana
      1 cucchiaio di olio evo
      Prezzemolo qb
      pepe qb

      • Con l'aiuto di un minipimer, emulsionare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una cremina.
      Composizione del piatto
      Paccheri al nero di seppia Pasta leonessa
      250 gr di mozzarella di bufala campana
      genovese di pesce spada
      salsa di accompagnamento
      • Cuocere i paccheri in abbondante acqua salata, lasciandoli al dente.
      • Riempire i paccheri con la genovese di pesce spada, alternandola a pezzetti di mozzarella di bufala.
      • Passarli in forno caldo a 200 gradi per pochi minuti.
      • Adagiare i paccheri su di un piatto da portata, sul quale e' stata adagiata la salsa a specchio.
      Con questa ricetta partecipo al contest le strade della mozzarella


      sabato 19 gennaio 2013

      "Mi go fame": pici toscani un tantino veneti per il mio primo MTC

      "Mamma, mi go fame!"
      "COSA?"
      "MI - GO- FA- ME!!!! "
      Bella lei, tre anni di femmina che torna a casa da scuola e inizia a parlare in veneto come se nulla fosse! 
      E  vista la mia faccia tra il perplesso e il confuso,  lei cosa fa? Lo spelling!!! Roba da non crederci!
      Secondo voi quale potrà mai essere la reazione di una mamma cresciuta, gastronomicamente parlando, a "pan' e pummarola" ?
      Una gran bella risata, dopo, però,  essermi ripresa dallo shock!!!
      Beh, piccola veneta, con influenze profondamente meridionali, cresce!
      Cresce e si adatta al territorio. Come tento di fare anch'io da un po' di anni. 
      Spesso mi riesce, altre volte un po' meno, ma del resto ogni essere umano porta con sé un bagaglio di esperienze che inevitabilmente influenzano la nostra quotidianità.
      Ma più che di influenze, oggi parlerei di contaminazioni.  
      Sì,  il termine giusto per la ricetta di oggi è "contaminazione". 
      È da tempo che ogni mese seguo l'Mtc, a mio avviso il più bel gioco virtuale tra foodbloggers, mai venuto alla luce. Un' incredibile genialata, grazie alla quale, chi va a dare una sbirciata, non può che arricchire le sue conoscenze culinarie. Chi, invece, decide di prender parte al gioco ha la straordinaria occasione di confrontarsi con appassionatissime fanciulle che hanno fantasia e creatività da vendere e ai fornelli riescono a compiere miracoli.
      Ma come ogni esperienza, c'è bisogno che i tempi siano maturi per poterla vivere appieno.  E stavolta, complici l'anno nuovo e i buoni propositi, ho capito che i tempi eran maturi sul serio. 
      Ed è così che oggi arriva il mio primo Mtc
      La ricetta di questo mese? I pici toscani di Patty di Andante con gusto
      Bellissima ricetta quella di Patty. Il suo post è intriso di tradizioni locali e sembra quasi di scorgere, dietro al suo piatto, le mille sfumature di ocra della terra di Siena. 
      Lo scopo del gioco resta quello di rivisitare il piatto, lasciando a questo la sua connotazione di piatto rustico e arricchendolo con contaminazioni del territorio di appartenenza. 
      Ed io, pur rimanendo piacevolmente influenzata dalle mie origini, faccio l'ennesimo tentativo di adattamento, arricchendo i favolosi pici toscani con due prodotti di nicchia del territorio che mi ospita.



      L'idea mi è venuta camminando a Venezia, al Ponte dei Pugni, dove tutte le mattine mi incanto a guardare.
      Quel banco di frutta e verdura in barca sul canale è sempre un tripudio di colori . 
      È sul quel ponte che mi si è accesa la lampadina: radicchio e soppressa!!!
      Un connubio speciale,  in cui due eccellenze di questo ricco territorio, si sposano egregiamente. E se proprio gradite quel tocco in più spolverizzate con del Montasio stravecchio e beveteci su del vino Raboso.......non resisterete e di sicuro direte: "Mi go fam!"




      Per i pici ho eseguito la ricetta di Patty passo passo, che riporto qui di seguito

      Per i pici (ingredienti per 4 persone)
      200 gr di farina 00
      100 gr di farina di semola rimacinata
      2 generosi cucchiai d’olio extra vergine
      1 pizzico di sale
      mezzo bicchiere circa di acqua 


      • Fare la fontana con le due farine miscelate
      • Versare l’olio, il pizzico di sale e versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. 
      • Man mano che i liquidi assorbiranno farina, non sarà più possibile procedere con la forchetta, per cui  bisognerà impastare con energia, utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.
      • Impastare fino ad ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.  
      • Fate riposare l'impasto per circa mezzora, ricoperto da pellicola.
      • Passato questo tempo, i pici vanno filati. Per tale operazione seguire la spiegazione dettagliata di Patty qui.



      Per il sugo al radicchio e soppressa veneta
      200 gr di radicchio tardivo sminuzzato
      100 gr di soppressa veneta tagliata a tocchetti
      30 gr di cipolla bianca di Chioggia 
      25 gr di olio evo Dante 100% italiano
      mezzo bicchiere di Raboso
      sale qb

      • In una padella piuttosto capiente, porre l'olio, la cipolla e la soppressa e far cuocere per circa 5 minuti a fuoco medio, mescolando spesso.
      • Aggiungere il radicchio sminuzzato e appena questo risulterà appassito, aggiungere il vino e far evaporare a fiamma alta. 
      • Abbassare la fiamma e aggiustare di sale. Continuare la cottura ancora per 5 minuti con coperchio e se dovesse essere necessario, utilizzare l' acqua di cottura dei pici per evitare che il sugo si asciughi molto.
      • Cuocere i pici in acqua bollente e scolarli. 
      • Condire la pasta con il sugo, amalgamando ben bene e facendo saltare il tutto in padella per pochi istanti.
      • Se di gradimento, spolverizzare con del Montasio stravecchio.

      Con questa ricetta partecipo per la prima volta all'MTChallenge, la cui ricetta del mese e "I pici"






      mercoledì 14 novembre 2012

      Chi non magna oca_parte seconda: bigoli all'arna a modo mio

      Della tradizione veneta per il giorno di San Martino ho già parlato qui lo scorso anno.
      E' una festa molto sentita soprattutto nel veneziano. Sabato mattina, infatti, per le calli di Venezia (non ancora completamente invase dall'acqua altissima) si potevano notare tanti bei bambini con tanto di mantello rosso, scorrazzare su e giù, impegnati in una sorta di "dolcetto o scherzetto" nostrana! Che tenerezza!
      Per loro, poi, è davvero una gran festa....guai a non ricevere il gustoso San Martino, la cui storia e ricetta potete trovare qui.
      Ovviamente anche quest'anno il dolce tipico non poteva mancare sulla mia tavola e prepararlo insieme alla mia Lulù, che nel frattempo diventa sempre più grande e mostra una certa propensione nel mettere le mani in pasta, è stato davvero un gran divertimento! Le brillavano gli occhi quando si trattava di posizionare i confettini: per ogni confettino adagiato sulla glassa, almeno tre finivano nel suo pancino!!!
      Ma come da tradizione, il pranzo di questo giorno di festa deve avere come protagonista assoluta lei: l'oca. Guai a non mangiarla: raccolto magro per i contadini e tanti pochi quattrini per tutti gli altri. Del resto, come già vi avevo detto lo scorso anno: "Chi non magna oca a San Martin, non fa el becco di un quattrin!!!"
      Sapete quanto mi piacciono le tradizioni e quanto cerco di farle mie, per cui quest'anno mi son concessa i bigoli all'anatra o arna, così come la chiamano qui. Ma direte voi: è anatra, non oca!!!
      Beh, anatra, oca, sempre di volatili si tratta e pur sempre di un gran piatto della tradizione stiamo parlando! Dopo essermi un tantino documentata su questo gran piatto, ho fatto un pò di testa mia e non avendo a disposizione un bigolaro, ho acquistato i bigoli (di Bassano) belli e pronti. Si tratta di un tipo di pasta, tipo spaghetti grossi, la cui peculiarità è una notevole ruvidità, che permette al bigolo di assorbire bene i condimenti. Provateli, davvero un gran piatto e mi raccomando che l'anatra sia muta!!!!

      N.B: In questo periodo i supermercati della zona sono pieni di anatre già ben pulite ed eviscerate, a cui però andranno tolti e tenuti da parte il fegato e le altre frattaglie





      Ingredienti per 6 persone
      1 anatra muta intera
      1 cipolla bianca
      sedano qb
      1 carota
      alloro qb
      salvia qb
      3 chiodi di garofano
      3 cucchiai d'olio evo Dante Terre Antiche
      1 noce di burro
      400 gr di bigoli
      sale qb
      pepe qb



      • Pulire l'anatra se dovesse essere necessario. Tenere da parte il fegato, lo stomaco e le altre frattaglie.
      • Preparare un brodo, mettendo l'anatra in una grossa pentola con abbondante acqua salata, con  l'alloro, il sedano e la cipolla intera, in cui saranno stati inseriti i chiodi di garofano. Lasciar cuocere un paio d'ore, fino a che l'anatra sarà cotta e sarà possibile sfilacciarla.
      • Togliere l'anatra dal brodo, eliminare la pelle e sfilacciare la carne.
      • Filtrare il brodo e tenerlo da parte.
      • In una padella bella capiente, scaldare l'olio e il burro e farvi rosolare abbondante salvia.
      • Eliminare la salvia e aggiungere all'olio caldo le frattaglie tagliate a pezzetti.  
      • Sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco e far cucinare per circa cinque minuti a fuoco basso.
      • Aggiungere poi l'anatra sfilacciata e bagnare con qualche mestolo di brodo caldo se dovesse essere necessario.
      • Aggiustare di sale e pepare. Lasciar andare a fuoco basso per circa quindici minuti.
      • Nel frattempo, cuocere i bigoli nel brodo d'anatra tenuto da parte.
      • Una volta al dente, scolare la pasta e condirla con il ragù d'anatra.
      • Servire con buon rosso corposo.

      giovedì 23 agosto 2012

      Happy birthday Nonna Dora

      Oggi la mia mamma compie gli anni! Nata trent'anni e un giorno prima di me, non potevo non dedicarle un post. Sapete che vivo lontana dalla mia famiglia e nei giorni come questi la lontananza pesa ancor di più. 
      E meno male che siamo diventati tecnologici, ma nonostante Skype e il fatto di essere stati insieme fino a pochi giorni fa, la mia famiglia mi manca tanto. 
      Non voglio star qui a dire quanto straordinaria sia, sarebbe troppo semplice... è mia madre! Ma credetemi lo è davvero! Sempre disponibile per tutti, infaticabile e generosa.
      Scegliere il piatto da dedicarle non è stato poi tanto facile. 
      Non ama i dolci, vivrebbe di sola pasta e pizza. Ama i piatti semplici quelli della tradizione e quel gran chef di  mio padre riesce sempre ad accontentarla. 
      Per cui oggi vi parlo dello scarpariello, piatto tipico della tradizione campana che in questo periodo, nella cucina di casa nostra, si prepara un giorno sì e l'altro pure, proprio per accontentare la festeggiata, che lo adora!
      Si tratta di un sughetto semplice semplice, a base di pomodori freschi, denominato così perchè, nella Napoli di un tempo, veniva preparato dai calzolai (scarpari) nei loro retrobottega dei quartieri spagnoli, durante la breve pausa pranzo. Gli "scarpari" usavano arricchire questo intingolo con pezzi di formaggio, regalati dai clienti meno abbienti, che non potevano permettersi di pagare il conto. 
      Oggi lo scarpariello è diventato un piatto per intenditori e grazie ai pomodorini di Nonno Elio, gustosi e magnificamente biologici al 100%, ne è venuto fuori un piatto da palati fini!



      Ingredienti per due persone
      500 gr di pomodorini
      3 cucchiai di olio evo Dante Terre Antiche
      1 spicchio di aglio
      sale qb
      basilico abbondante
      150 gr di spaghetti Verrigni trafilati in oro
      parmigiano reggiano qb (facoltativo)



      • In una padella bella larga, scaldare l'olio evo e lasciar imbiondire l'olio.
      • Aggiungere i pomodorini tagliati a metà.
      • Salare e lasciar che cuociono, spadellando di tanto in tanto, una decina di minuti.
      • Togliere dal fuoco e aggiungere il basilico.
      • Nel frattempo cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata fino a che risultino al dente.
      • Nella stessa padella in cui è stato preparato il sughetto, aggiungere gli spaghetti e spadellare, amalgamando il tutto, un paio di minuti.
      • Impiattare e condire con parmigiano (se gradito)

      martedì 10 luglio 2012

      Primo reportage dalla terra dei messapi: marangiani cheni, o meglio melanzane ripiene.


      Finalmente vacanze! Strameritate quest’anno! Quanta fatica fin qui! La stangata finale l’ho avuta con la maturità dalle temperature roventi! Il fatto di dover interrogare con 38 gradi all’esterno mi ha devastato non poco….almeno quanto le baggianate che, giorno dopo giorno, ho ascoltato dalle bocche dei fanciulli maturandi (ormai maturati), che poco apprezzano le materie scientifiche.
      Ma il disprezzo del sapere scientifico sarà argomento di un altro post a breve. Per cui ora beccatevi questo reportage dalle calorie stratosferiche, ma dal gusto inimitabile.
      Oggi parliamo di melanzane ripiene, o meglio “marangiani cheni”, così come le chiamano qui a Maruggio.
      Vi racconto il mio primo incontro con questa prelibatezza della tradizione pugliese.  
      Era luglio del 2006 e da poco io e Maury avevamo preso a frequentarci. Così, io tutta presa da questa nuova relazione che sembrava andare per il meglio, mi son catapultata su un intercity rovente e ho raggiunto il mio principe azzurro in quel di Maruggio. Scesa dal treno a Taranto, ha avuto inizio il mio viaggio in macchina alla volta del paesello. Sconvolta dal caldo umido e terribile, son rimasta angosciata dal paesaggio che abbiamo incontrato lungo la strada. Filari infiniti di ulivi, uno dietro l’altro, la terra rossa e argillosa, che sembrava quasi bruciata dal sole. Ancora oggi stento ad abituarmi a questo stato quasi selvaggio del territorio in questione, ma probabilmente la bellezza e la genuinità dei prodotti di questa terra son dovuti anche a queste caratteristiche.
      Giunti sul posto, mi è bastato davvero poco per riprendermi dal viaggio: le melanzane ripiene mi aspettavano in tavola, pronte per essere assaporate fino all’ultimo boccone. E sì, stiamo parlando della prima pietanza in assoluto che io ho assaggiato in questa meravigliosa terra.
      Innanzitutto le melanzane sono leggermente più piccole di quelle che si trovano nei supermercati e vanno rigorosamente acquistate dal contadino che ha il suo bel banchetto dinanzi l’uscio di casa.  Vogliamo parlare del sapore? Lo definirei intenso.
      Il ripieno? Per quello non potrò darvi le quantità giuste perché come si dice qui “più ci metti e più ci trovi”….e secondo me molto dipende anche dal gusto personale (più formaggio, meno pepe, ecc…).
      Tenete presente, però, che qualsiasi cosa vogliate aggiungere, il tutto dovrà avere la consistenza di una polpetta. Non deve essere né troppo molle, né troppo asciutto, altrimenti la riuscita non è ottimale.
      Buon appetito!



      Un ringraziamento particolare a mia cognata Pina, che nonostante il caldo ha preparato questa bontà e mi ha dato modo di postare la ricetta!

      Ingredienti per 8 melanzane
      4 melanzane viola di quelle lunghe
      Pane raffermo
      Prosciutto cotto
      Mozzarella
      Uova
      Passata di pomodoro La rustica Cirio
      Aglio qb
      Grana o cacio ricotta
      Olio evo (possibilmente pugliese)
      Sale
      Pepe
      basilico

      • Innanzitutto, preparare un sugo di pomodoro, facendo dapprima soffriggere dell’aglio in due cucchiai di olio. Aggiungere la passata di pomodoro, salare  e far cuocere per circa trenta di minuti a fuoco lento.
      • Pulire le melanzane, privandole del picciolo superiore e tagliarle i due nel senso della lunghezza.
      • Con uno scavino, ricavare la polpa e tagliarla a pezzetti piccoli.  In questo modo si otterranno otto mezze melanzane vuote all' interno. Mettere da parte questi gusci.
      • Sbollentare la polpa ottenuta in poca acqua bollente per pochi minuti, giusto il tempo di ammorbidirla.
      • Preparare il ripieno, amalgamando tutti gli ingredienti, alla polpa sbollentata, con le uova. Salare e pepare a piacere.
      • Con l‘impasto ottenuto, riempire i gusci vuoti delle melanzane.  Spolverizzarne la superficie con il pan grattato e friggere in abbondante olio. La melanzana va fatta friggere in un primo momento dalla parte del ripieno e poi dalla parte del guscio. Far sgocciolare su carta assorbente.
      • Nel frattempo, riempire con uno stato di salsa di pomodoro una teglia da forno.
      • Adagiare le melanzane all’interno della teglia e coprire il tutto con un altro strato di salsa di pomodoro.
      • Spolverizzare con un po’ di basilico tritato e passare in forno a 180° per venti minuti circa.

       Con questa ricetta partecipo alla sfida di luglio di "Nella cucina di Laura"


      giovedì 21 giugno 2012

      Visto che Sfida!

      Sapete quanto io adori i contest e le sfide, non tanto perchè io sia una tipa competitiva, quanto piuttosto perchè amo mettermi in gioco, misurarmi, in qualche modo! Così, passando di qui, ho notato questo contest e mi son subito detta "provo"! Tanto più perchè, in un mondo in cui tutto è diventato "social", non potevo esimermi dall'accettare una sfida, lanciata su di un sito che fa social cooking! Sì, perchè "Visto che buono" è proprio questo: una mega community, fatta da tante belle persone, che interagiscono tra loro e condividono una grande passione. Passione, che in molti casi si trasforma in una vera e propria forma d'arte!

      Ma andiamo alla sfida, anzi a...."visto che sfida"! Si tratta di otto sfide, in cui otto foodbloggers si misureranno, nella preparazione di un piatto a tema, confrontandosi con chi, tra i candidati, verrà giudicato un valido avversario. Che aspettate allora? Provate a candidarvi entro il 30 giugno per sfidare la bravissima Sandra Salerno di "Un tocco di zenzero"! Come fare? Basta registrarsi alla community e caricare qualche foto e/o un video con la vostra bella ricetta pensata per la sfida e il gioco è fatto! E poi....."visto che premi"?

      1° premio: accesso alla finale con Sandra Salerno e pubblicazione della ricetta, con tanto di nome dell'autore, sulle confezioni di un prodotto Calvè o Knorr;

      2°premio: un robot da cucina Bosch

      3° premio: un workshop con il grande chef Enrico Fiorentini e un week end benessere

      Il tema di questa quinta sfida, che vede "Un tocco di zenzero" protagonista, è il "delicatessen"! 

      Beh, allora non vi resta che pensare alla ricetta, io la mia l'ho già preparata!

       

      Gnocchi di patate al profumo di menta con melanzane al sesamo su salsa al grana 

      Ingrdienti per due persone

      300 gr di gnocchi patate

      2 melanzane 

      200 ml di panna da cucina

      50 ml di latte

      50 gr di grana padano

      2 cucchiai di olio

      sesamo qb

      sale qb

      pepe qb

      menta qb

      brodo qb

      1 noce di burro

      1 spicchio d'aglio

      • Tagliare le melanzane a pezzetti e adagiarle in una pirofila che possa andare in microonde.
      • Cuocerle per 15 minuti in microonde, in modo che possano perdere l'acqua.
      • Toglierle dal microonde, aggiungere l'olio, salare, pepare e amalgamre il tutto.
      • adagiarle in una teglia da forno, spolverizzare con il sesamo e passarle al grill per una decina di minuti.
      • Tenerle da parte.
      • Nel frattempo, in un pentolino far riscaldare la panna e il latte. Aggiungere un mestolo di brodo e il grana grattuggiato e con una frusta girare il tutto velocemente, fino a che il formaggio si sarà sciolto. Aggiungere altro brodo se necessario. 
      • Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolarli e passarli in padella, con una noce di burro.
      • Aggiungere un paio di cucchiaite di salsa al grana e amalgamare.
      • Impiattare, adagiando la salsa sul fondo del piatto, poi gli gnocchi ed infine le melanzane e decorare con della menta.
      • Buon appetito!

      Articolo sponsorizzato

      mercoledì 23 maggio 2012

      Sapori ritrovati e buon compleanno Maury



      Mille anni e poi mille

      Non possono bastare

      Per dire

      La microeternità

      Di quando m'hai baciata
      Di quando t'ho baciato
      Un mattino nella luce dell'inverno

      Queste poche righe per augurarti buon compleanno e per ringraziarti di essere così come sei......

      Happy birthday Maury





      Conoscete il mio legame con la terra dei Messapi.
      Oltre a rimanere stregata dal marito fascinoso, che oggi compie gli anni, la cucina pugliese mi ha travolta con i suoi profumi e la sua poesia.
      Cucinare, in Puglia, è un'arte, l'arte di riuscire a portare in tavola sapori autentici e genuini, dalle verdure al pesce fresco, dal grande olio ai corposi vini. Come avete già letto qui, grazie a mio marito ho imparato a fare le orecchiette, che gli preparo spesso, soprattutto di domenica (proprio come si usa fare dalle sue parti), per fargli sentire meno la mancanza della sua terra. 
      Ed oggi che siamo in clima di festeggiamenti ho voluto rendergli omaggio, dedicandogli pure la ricetta!
      Nel mio lavoro continuo di ricerca e sperimentazioni culinarie, mi sono imbattutta, stavolta, nel grano arso.
      Il "gren iars", così come risuona nel dialetto salentino, un tempo, si otteneva dalla macinazione del grano raccolto dopo la bruciatura delle stoppie ed era destinata alle persone meno abbienti che non potevano permettersi la semola rimacinata per il loro profumatissimo pane o per la loro pasta. Oggi il grano arso si ottiene dalla macinazione del grano duro precedentemente tostato. 
      Dal profumo intenso, dona alla pasta fatta in casa un colore inusuale e un retrogusto particolarissimo.
      Quando ho reperito il sacchetto di questa magica farina di un tempo, non potevo farmi sfuggire l'occasione per fare un tuffo nel passato e presentarvi un vero piatto della tradizione: orecchiette di grano arso con pomodoro fresco e cacio ricotta.






      Ingredienti per 2 persone
      200 gr di semola rimacinata di grano duro Molino chiavazza
      40 gr di farina di grano arso
      acqua qb
      500 gr di passata di pomodoro
      1 cipolla
      basilico qb
      cacioricotta grattugiata qb
      sale fino qb
      25 gr di olio evo Dante terre antiche

        • Impastare la semola e la farina di grano arso, con tanta acqua quanto basta ad ottenere un impasto liscio, omogeneo e non molto morbido.
        • Preparare la pasta, come spiegato qui, aiutandosi con un coltello.
        • Lasciare asciugare la pasta per 24 ore avvolta in un panno di lino o cotone pesante. 
        • Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e condire con la salsa di pomodoro, preprarata come segue.
        • In una pentola, far soffriggere la cipolla tagliata a julienne. Aggiungere la passata, aggiustare di sale e cuocere per circa 40 minuti, fino a che la salsa si sarà ben addensata.
              • Condire le orecchiette e spolverizzare con la cacioricotta.

      Con questa ricetta partecipo al contest "tu te li fai due spaghi" di sissima di "acqua e farina"


      mercoledì 16 maggio 2012

      L'abbinamento perfetto: ravioli integrali di baccalà mantecato con salsa di asparagi verdi

      Ormai si è capito! Adoro il baccalà mantecato. La ritengo una prelibatezza per palati fini, la quintessenza della delicatezza! Potrà sembrare esagerato, ma non lo è. 
      Per me rappresenta il piatto della cucina veneta per eccellenza e lo mangerei con qualsiasi cosa. Qui l'ho provato con i piselli, qui con i bruscandoli, ed ora è arrivato il momento degli asparagi.
      Ma ditemi quale migliore consacrazione poteva avere la mia beneamata pietanza se non legarsi egregiamente con questi fantastici ortaggi di stagione, tipici del territorio veneto? 
      Io direi: nessuna!!
      L'idea mi è venuta, passando di qui, dal blog Sorelle in pentola delle fantastiche sorelle Maci.
      Davvero una bella iniziativa quella del contest "l'abbinamento perfetto", a cui non potevo mancare.
      Si tratta di ideare un piatto con prodotti tipici del territorio da abbinare egregiamente ad uno dei vini veneti proposti dal contest. 
      E dunque vi propongo questi ravioli integrali, con baccalà mantecato e salsa di asparagi e mandorle. Una vera delizia fidatevi! 
      La nota rustica della sfoglia integrale del raviolo ben si sposa con la delicatezza del baccalà mantecato, che a sua volta si contrappone piacevolmente al palato con  l'acidità degli asparagi. Questo piatto è tutto un gioco di contrasti di sapori, profumi e consistenze.... la morbidezza della salsa di asparagi e la croccantezza delle mandorle, la ruvidità della sfoglia integrale e la cremosità del baccalà mantecato.
      E se poi ci bevete su un bel bicchiere di Durello doc, tutto si armonizzerà alla perfezione!
      Buon appetito!


      Ingredienti per il baccalà mantecato
      250 gr di baccalà essiccato e fatto rinvenire in acqua
      250 ml di latte intero
      125 gr di olio evo 
      sale fino qb
      aglio qb
      pepe bianco  qb
      prezzemolo qb
      • Cuocere il baccalà nel latte, aromatizzato con un po' di pepe.
      • Scolare il baccalà dal latte, che verrà tenuto da parte e lasciar raffreddare.
      • Nella ciotola di un mixer ad immersione, sbriciolare il baccalà con l'aglio e aggiungere l'olio a filo, azionando il mixer ed emulsionando proprio come si fa per la maionese. Se non dovesse risultare abbastanza cremoso, aggiungere il latte di cottura del pesce. 
      • Salare se necessario (attenzione perché il baccalà è già abbastanza salato!!!!), aggiungere il prezzemolo tritato e mettere in frigo fino all'utilizzo.

      Ingredienti per i ravioli per 3 persone
      200 gr di semola rimacinata di grano duro
      100 gr di farina integrale
      acqua qb
      baccalà mantecato
      • impastare le farine con tanta acqua fino ad ottenere un impasto sodo e consistente.
      • far riposare l'impasto in frigo per almeno 15 minuti.
      • Tirare la sfoglia e con coppapasta rotondo, ricavare tanti dischi.
      • Al centro di ogni disco, aggiungere un cucchiaino di baccalà mantecato e chiudere, formando il raviolo, con l'apposito utensile o con l'aiuto di una forchetta.


      Ingredienti per la salsa agli asparagi verdi e mandorle
      15 asparagi verdi
      70 gr di mandorle pelate
      2 cucchiai di olio evo 
      sale fino qb
      pepe bianco qb
      • Mondare gli asparagi, eliminando la parte più dura dei gambi.
      • Cuocere gli asparagi in acqua salata.
      • Tagliare le punte e tenerle da parte.
      • Mettere i gambi di una decina di asparagi in un frullatore ad immersione, insieme alle mandorle e frullare il tutto, aggiungendo l'olio a filo, come si fa per la maionese.
      • Aggiustare di sale e pepe.
      Composizione del piatto
      • Cuocere in abbondante acqua salata, i ravioli.
      • Nel frattempo, in una padella scaldare due cucchiai di olio evo e far imbiondire l'aglio.
      • Eliminare l'aglio e aggiungere i gambi spezzettati dei rimanenti asparagi. Lasciar insaporire qualche minuto. Salare.
      • Nella stessa padella aggiungere i ravioli e amalgamare il tutto.
      • Comporre il piatto, adagiando sul fondo la crema di asparagi e mandorle. 
      • Sistemare i ravioli sopra la crema di asparagi e cospargere la superficie di questi ultimi con mandorle a pezzetti.
      • Decorare il piatto con le punte di asparagi messe da parte.