domenica 11 marzo 2012

Psychedelic bread_parte seconda: pane alle bietole ed erbette

Chiedo perdono a chiunque, passando di qui, si sia stufato di ricette a lievitazione naturale!  
Anche per venire incontro a coloro che mi hanno chiesto ricette più ripetibili, da oggi provvederò a dare le ricette nelle due versioni: quella da panificazione naturale e l'equivalente con lievito di birra! Bella idea, no? Piano piano le converto tutte!!! Anche quelle già postate!
Ma veniamo all'ispirazione psichedelica, che non si placa ed io continuo a sfornare! 
Oggi è la volta del verde. L'idea mi è nata, passando di qui, ieri sera. Davvero una bella idea internazionale quella di Very Good Recipes che vede Stefania, tra i giudici!!! 
Con accanto un pezzo di pasta madre appena rinfrescata, il tutto si è concretizzato in mezz'ora di impasto: un bel pane in cassetta alle bietole ed erbette! 
Non sapendo che risultato avrei ottenuto, mi sono affidata a San Patrizio, protagonista del contest!
Ma visto che siamo in tema di internazionalità vi lascio, oltre alla ricetta, una piccola curiosità sul pane in cassetta: nato negli Stati Uniti, nei primi del 900, questo pane veniva detto "pullman bread". Prendeva il nome da un'azienda di trasporti dell'epoca, ma sembra che lo stampo, stretto e lungo e che occupava poco spazio, fosse stato creato per essere utilizzato nelle cucine dei treni!

Il contest prevede la traduzione in inglese della ricetta! Chiedo scusa a tutti per la mia traduzione, in particolare al prof. Gallo: carissimo prof, spero che gli anni di studio con lei non siano andati perduti!!!!


Ingredienti per la ricetta a lievitazione naturale

Per l'impasto neutro
150 gr di pasta madre rinfrescata
200 gr di farina 0 molino Chiavazza
200 gr di farina manitoba molino Chiavazza
100 gr di acqua
50 gr di latte
50 gr di olio di semi di arachidi
10 gr di sale gemma 
5 gr di zucchero
  • Nella ciotola della planetaria, con l'aiuto della foglia (K), sciogliere la pasta madre con il latte, l'acqua e lo zucchero a bassa velocità. Aggiungere le farine, il sale e far incordare bene l'impasto, che risulterà morbido ma incordato. Far andare la macchina per qualche minuto a velocità 1.
  • Aggiungere a filo l'olio, gradatamente. Fare in modo che l'impasto rimanga incordato.
  • Quando tutto l'olio sarà assorbito, montare il gancio e lavorare un paio di minuti, sempre a velocità 1.
  • Mettere da parte e preparare l'impasto verde.

Per l'impasto verde
150 gr di pasta madre rinfrescata
200 gr di farina 0 molino Chiavazza
200 gr di farina manitoba molino Chiavazza
120 gr di bietole ed erbette surgelate
60 gr di latte
50 gr di olio di semi di arachidi
10 gr di sale Gemma di mare
5 gr di zucchero
  • Per quanto riguarda le bietole ed erbette, io ho usato quelle surgelate del supermercato! Una volta che saranno scongelate, strizzarle ben bene, in modo che perdano tutta l'acqua. Questa operazione preliminare è importantissima.
  • Passarle al mixer, in modo da tritarle.
  • Nella ciotola della planetaria, con l'aiuto della foglia (K), sciogliere la pasta madre con il latte e lo zucchero a bassa velocità. Aggiungere le bietoline tritate, le farine e il sale e far incordare bene l'impasto, che risulterà morbido ma incordato.
  • Far andare la macchina per qualche minuto a velocità 1.
  • Aggiungere a filo l'olio, gradatamente. Fare in modo che l'impasto rimanga incordato.
  • Quando tutto l'olio sarà assorbito, montare il gancio e lavorare un paio di minuti, sempre a velocità 1.
  • Stendere i due impasti in due rettangoli. Sovrapporli (io ho messo quello verde su quello bianco) e arrotolare ben stretto.
  • Sistemare il tutto in uno stampo a cassetta (di medie dimensioni) e lasciar lievitare fino all'orlo. Il mio impasto ha impiegato circa 5 ore. Il tutto dipende dalla forza della pasta madre.
  • Cuocere in forno caldo a 200° per circa 45 minuti.
Ingredients_English version

For white dough
150 grams of  refreshed mother dough
200 grams of bread flour
200 grams of flour type manitoba (strong bread flour)
100 grams of water
50 grams of milk
50 grams of peanut oil
10 grams of salt
5 grams of sugar

  • In the  bowl stand mixer, dissolve the yeast with water, milk and sugar at low speed. Add flour and salt and let ingredients mix well at speed 1.
  • Add the oil, gradually.
  • When all the oil will be absorbed, attach the hook and work a couple of minutes, still at speed 1.

For green dough
150 grams of refreshed mother dough
200 grams of bread flour
200 grams of flour type manitoba (strong bread flour)
120 grams of frozen beets and herbs
60 grams of milk
50 grams of peanut oil
10 grams of salt
5 grams of sugar

  • As for the beets and herbs, I used frozen ones from the supermarket! Once they are thawed, squeeze it well, so that they lose all the water. This preliminary step is important.
  • Dip them in the mixer.
  • In the bowl of the planetary, dissolve the yeast with milk and sugar at low speed. Add the chopped beets, flour and salt and let ingredients mix well at speed 1.
  • Add the oil, gradually.
  • When all the oil will be absorbed, attach the hook and work a couple of minutes, still at speed 1.
  • Roll out the dough into two rectanglesOverlap (I put the green on the white one) and roll up tightly.
  • Place all in a loaf pan  (medium sizeand  wait until risen above the rim of the pan . My dough took 5 hours.
  • Time depends on the strength of the mother dough.
  • Bake at 200 degrees for about 45 minutes.



Ingredienti per la ricetta con lievito di birra

Per l'impasto neutro
20 gr di lievito di birra
250 gr di farina 0 molino Chiavazza
250 gr di farina manitoba molino Chiavazza
200 gr di acqua
50 gr di latte
50 gr di olio di semi di arachidi
10 gr di sale Gemma
5 gr di zucchero

Per l'impasto verde
20 gr di lievito di birra
250 gr di farina 0 molino Chiavazza
250 gr di farina manitoba molino Chiavazza
120 gr di bietole ed erbette surgelate
60 gr di latte
50 gr di acqua
50 gr di olio di semi di arachidi
10 gr di sale Gemma 
5 gr di zucchero
  • Per quanto riguarda le bietole ed erbette, io ho usato quelle surgelate del supermercato! Una volta che saranno scongelate, strizzarle ben bene, in modo che perdano tutta l'acqua. Questa operazione preliminare è importantissima.
  • Passarle al mixer, in modo da tritarle.
  • Nella ciotola della planetaria, con l'aiuto della foglia (K), sciogliere il lievito di birra con acqua, latte e zucchero a bassa velocità. Aggiungere le bietoline tritate, le farine e il sale e far incordare bene l'impasto, che risulterà morbido ma incordato.Far andare la macchina per qualche minuto a velocità 1.
  • Aggiungere a filo l'olio, gradatamente. Fare in modo che l'impasto rimanga incordato.
  • Quando tutto l'olio sarà assorbito, montare il gancio e lavorare un paio di minuti, sempre a velocità 1.
  • Sistemare l'impasto in uno stampo a cassetta (di medie dimensioni) e lasciar lievitare fino all'orlo. Impiegherà circa un'ora
  • Cuocere in forno caldo a 200° per circa 45 minuti.
Ingredients_English version

For white dough
20 grams of brewer’s yeast
250 grams of bread flou
250 grams of flour type manitoba (strong bread flour)
200 grams of water
50 grams of milk
50 grams of peanut oil
10 grams of salt
5 grams of sugar

  • In the bowl stand mixer , dissolve the yeast with water, milk and sugar at low speed. Add flour and salt and let ingredients mix well at speed 1.
  • Add the oil, gradually.
  • When all the oil will be absorbed, attach the hook and work a couple of minutes, still at speed 1.

For green dough
20 grams of brewer's yeast
250 grams of bread flour

250 grams of flour type manitoba (strong bread flour)

120 grams of frozen beets and herbs

60 grams of milk

50 grams of water

50 grams of peanut oil

10 grams of salt

5 grams of sugar

  • As for the beets and herbs, I used frozen ones from the supermarket! Once they are thawed, squeeze it well, so that they lose all the water. This preliminary step is important.
  • Dip them in the mixer.
  • In the bowl of the planetary, dissolve the yeast with water, milk and sugar at low speed. Add the chopped beets, flour and salt and let ingredients mix well at speed 1.
  • Add the oil, gradually.
  • When all the oil will be absorbed, attach the hook and work a couple of minutes, still at speed 1.
  • Roll out the dough into two rectanglesOverlap (I put the green on the white one) and roll up tightly.
  • Place all in loaf pan (medium sizeand wait until risen above the rim of the pan
  • Bake at 200 degrees for about 45 minutes.
Questa ricetta partecipa al contest internazionale "San Patrick Challenge " organizzato da Verygoodrecipes




giovedì 8 marzo 2012

Un buon intermezzo settimanale: coniglio all'ischitana

Mi credete se vi dico che se non portavo via i piatti, mio marito avrebbe mangiato anche quello?
Amo molto le carni bianche, ma il ricordo del coniglietto albino della mia compagna di banco alle elementari mi struggeva ogni volta che decidevo di metterne in pentola uno. Poi un giorno mi sono imbattuta nel racconto di Luciano Pignataro e allora mi son decisa!
Luciano Pignataro, critico gastronomico, giornalista e blogger è un guru della cucina partenopea. Il suo racconto mi ha convinta e in barba a tutte le volte che, da bambina, per convincermi a mangiarlo mi dicevano che si trattava di pollo, mi son messa all'opera. Dopo aver faticato un po' per trovare timo e maggiorana fresche, è venuto fuori qualcosa di sublime. Come spiega Pignataro, ci sono due filosofie di pensiero ad Ischia, per la preparazione di questo piatto. Io mi son rifatta a quella occidentale e devo dire che il risultato è stato eccellente, nonostante la mancanza del tegame di creta, che ad Ischia non manca in nessuna casa! Il tegame di creta è fondamentale, ma chi non ce l'avesse utilizzi un buon tegame in acciaio, così come ho fatto io. La prossima volta seguirò il consiglio di Pignataro: con il sughetto, invece che intingere pane a go a go, ci condirò una bella manciata di bucatini!

Breve inciso sulla festa delle donne: non la amo e non la festeggio. Ragazze, svegliamoci. 
Lasciamo che il nostro duro lavoro venga onorato ogni giorno dell'anno e che la nostra dignità sia sempre preservata e mai calpestata!





Libera reinterpretazione di questa ricetta
Ingredienti per 4 persone
6 cosce di coniglio del peso di circa 1200 Kg
300 gr di pomodorini del piennolo Casa Barone
maggiorana fresca qb
2 bicchieri di vino bianco secco
70 ml di olio evo Dante Terre Antiche
Olio di semi di arachidi qb
Sale fino Gemma q.b.
peperoncino q.b
1 spicchio d'aglio

700 gr di patate tagliate a rondelle piuttosto spesse


  • Versare dell'olio di semi di arachidi in una padella capiente. Quando l'olio è ben caldo, rosolare i pezzi di coniglio da entrambi le parti. La rosolatura deve essere perfetta. Si dovrà formare una bella crosticina.
  • Asciugare ben bene i pezzi di coniglio dall'olio in eccesso, con l'aiuto di carta assorbente.
  • Chi possiede un tegame di creta, a questo punto trasferisca i pezzi rosolati nel tegame, insieme all'aglio, dopo che l'olio evo previsto sia diventato ben caldo.  cuocere per circa dieci minuti a fuoco medio.
  • Unire i pomodorini e dopo ancora dieci minuti di cottura, bagnare con il vino.
  • Aggiungere la maggiorana e il timo e salare.
  • Proseguire la cottura per circa 40 minuti a fuoco medio e tegame scoperto.
  • Servire con patate tagliate a rondelle e fritte separatamente.


Con questa ricetta partecipo al contest di Max, "Un coccio al mese per dodici mesi"




domenica 4 marzo 2012

Quando la buona tavola mette tutti d'accordo: incontro tra foodbloggers e una nuova amicizia

Tutto è nato così. Circa un mese fa, durante un corso sul cioccolato, il signor Gianni (amante della buona cucina e assiduo frequentatore di corsi) mi parla di lui.
Lui è Guerino, foodblogger per passione, napoletano doc, trapiantato in Veneto per lavoro, a due passi da casa mia. Affascinata dalle parole profuse da Gianni, la prima cosa che faccio è visitare il blog di Guerino, Auriemma's Kitchen, che è una vera propria finestra aperta sulla sua cucina e che invito tutti ad andare a guardare. 
Di punti in comune ne abbiamo tanti, così, dopo esserci sentiti un paio di volte via mail e telefonicamente, decidiamo per un food incontro. Incontro che si è tenuto ieri, tra un filetto di maiale e della deliziosa mozzarella, arrivata dritta dritta dalla Campania Felix (Grazie Guerino!!!!!!).
Guerino e Luisa (sua moglie) sono due persone deliziose. Le definirei genuine, attaccate ai veri valori della vita, quelli che oggi si stanno perdendo. Da un punto di vista culinario, lui è un vulcano di idee: dalle sue parole trasuda la vera passione e dal guizzo di luce che gli illumina gli occhi quando parla dei piatti che realizza, si capisce quanto desideri coltivare questa passione. Quello che più mi ha lasciata sorpresa è la sua umiltà e la sua voglia di continuare ad imparare. Ma come ogni grande uomo, ha accanto a sé una grande donna. Sì, perché  Luisa ha il grande pregio di assecondarlo, di lasciare che coltivi questa passione, oltre ad avere il meritato ruolo di assaggiatrice ufficiale!!!!  
E' sempre un piacere conoscere delle così belle persone e tra vari tipi di pane a lievitazione a naturale, pizza e un babà, volete saper come si è conclusa la serata? Ma con un momento di spaccio ovviamente!!!! E no, non capite male!!!! Sto parlando della pasta madre!!!! 
Guerino e Luisa, benvenuti nel club dei panificatori naturali e mi raccomando coccolate "o' criatur" (il bambino, nel dialetto napoletano) a dovere!

Vi lascio con la ricetta dell' Arista di maiale al miele con salsa di noci, piatto centrale della serata.
In bella mostra, trovate il bel dono che Guerino e Luisa hanno voluto donarmi: un gran bel coltello di ceramica.
Buona domenica e buon inizio settimana a tutti.



Ingredienti per 8 persone
Un filetto di arista da 1Kg circa
3 cucchiai di olio evo Dante Terre Antiche
1 noce di burro
misto di spezie per arrosti Tecal
120 gr di miele del bosco Rigoni di Asiago
1 litro circa di brodo (va benissimo quello di dado)

Per la salsa di noci
70 gr di noci
25 gr di maizena molino Chiavazza
sugo di cottura del filetto qb
brodo qb
una tazzina di latte qb


  • Per il filetto, cospargere l'intero pezzo di maiale con il misto di spezie, massaggiando la carne da entrambi le parti. Lasciar riposare almeno un'ora, in modo che la carne assorba gli aromi.
  • In una pentola capiente, mettere dapprima l'olio e dopo qualche minuto il burro (questioni di punti di fumo!!!!) Quando il tutto si sarà ben riscaldato, aggiungere la carne e lasciarla rosolare ben bene da ogni lato. La rosolatura deve essere ben eseguita, in modo che i succhi restino imprigionati nella carne e non si perdano. Aggiungere un paio di mestoli di brodo e lasciar cuocere una decina di minuti a pentola scoperta.
  • Trasferire il tutto in una teglia da forno, aggiungere un mestolo di brodo e continuare la cottura i forno a 200°. Dopo i primi 20 minuti, coprire con della carta di alluminio.
  • Trascorsi altri 20 minuti, laccare con il miele, cospargendo la superficie con un cucchiaio. Lasciar cuocere il filetto scoperto (senza alluminio) per una decina di minuti. poi girare il filetto e procedere con il miele, come fatto per l'altro verso.
  • Da manuale, il filetto è cotto, quando misurando la temperatura al cuore, il termometro segna 90°, io mi son regolata un po' ad occhio. Ovviamente se dovesse essere necessario, aggiungere brodo.
  • Lasciar raffreddare. Tagliare la carne a fette e al momento di servire scaldare leggermente.
  • Per la salsa, frullare le noci e mettere da parte.
  • Con metà del liquido di cottura caldo del filetto, stemperare la maizena. Aggiungere il latte e poi le noci e amalgamare il tutto. Regolarsi con la consistenza, aggiungendo brodo se necessario.
  • servire accompagnando il tutto con un'insalatina  di valeriana. 
Con questa ricetta partecipo al contest di Cappuccino e Cornetto, "Honey sweet honey"







martedì 28 febbraio 2012

E "dulcis in fundo", la crostata salata (ma non troppo) di Donatella

Questa sera metto questo piccolo spazio a disposizione della mia cara amica, Donatella, che ha preparato una magica torta salata.
Donatella è una grande cuoca, figlia d'arte. Sì, perché il suo papà aveva un gran bel ristorante in quel di Palermo. Sicula puro sangue lei, campana effervescente io, ci siam conosciute durante la mia avventura bresciana. Sono stata spesso sua ospite e devo dire che ho un bellissimo ricordo degli arancini allo zafferano che mi ha preparato la prima volta che sono stata a casa sua. Probabilmente Brescia mi è rimasta nel cuore anche per quegli arancini! :-) 
In realtà, coltiviamo insieme un progetto, che per scaramanzia non svelo, ma che spero prima o poi possa andare a buon fine! Ma torniamo alla ricetta! 
Cosa c'è di meglio per concludere la serata con una bella fetta di una torta salata ai carciofi con il retro gusto dolce dei lamponi, impreziosita da gustosi formaggi? Nulla! Una cena perfetta, con questa bella ricetta con la quale la nostra cara cuoca (e ingegnere per professione) intende partecipare all'originalissimo contest di Rigoni di Asiago, contest a cui partecipo anche io qui. La nostra chef ha deciso di chiamarla "Dulcis in fundo" perché, sue testuali parole, "il bordo è il mio ultimo boccone". Del resto, come darle torto! Quella del cornicione è un'idea geniale.



Ingredienti
1 Rotolo Pasta sfoglia fresca rotonda
4 Carciofi (quelli con le spine)
250g formaggio Asiago
100g formaggio Brie
1 uovo
Sale  q. b.
1 Limone
Olio per friggere



  •  Pulire i carciofi eliminando la parte superiore con le spine e le foglie dure  più esterne;
  • Immergerli per una decina di minuti in una recipiente con acqua acidulata con il succo di limone;
  • Tagliare i carciofi a fettine nel senso della lunghezza ed immergerli nell’uovo sbattuto leggermente salato;
  •  Preparare una padella con l’olio e friggere le fettine di carciofo a fuoco moderato;
  •  Distendere la sfoglia;
  •   Disporre i  pezzettini di brie e asiago precedentemente tagliati lungo il bordo;
  •  Spennellare  i pezzettini di formaggio con la marmellata;
  •  Richiudere il bordo della sfoglia in modo che contenga il formaggio insaporito dalla marmellata;
  •   Disporre al centro, a strati,  il formaggio rimasto ed adagiare sopra le fettine di carciofi fritti;
  • Infornare a 180°C per 20 minuti a forno già a temperatura;
  • Lasciate intiepidire e buon appetito. 
Con questa ricetta Donatella partecipa al contest di Rigoni di Asiago "Una crosta salata ma non troppo" 






domenica 26 febbraio 2012

La fugassa veneta per una Pasqua ancora lunga da venire.

Rullo di tamburi, squilli di trombe......finalmente riesco a rendere omaggio alla terra  che mi ospita da un pò di anni: il Veneto. L'occasione mi si è presentata, passando di qui!
Qualche giorno fa, quando ho letto del contest "Pasqua lievitata", mi son detta: qua ci vuole proprio una bella fugassa. Quando poi ho visto l'imminente scadenza, mi son detta:  non ce la farò con i tempi della lievitazione naturale. Sì, perché i grandi lievitati hanno bisogno di una pasta madre molto forte, che va preparata per tempo, tra rinfreschi ravvicinati e legature! Ma poi ho pensato: e se facessi una fermentazione mista? E che fermentazione mista sia! 
Ma torniamo alla fugassa!
Si tratta di un dolce tipico pasquale, che secondo la legenda è nato dall'estro di un fornaio trevigiano, che aggiunse alla sua pasta da pane, burro, uova e miele, ottenendo un soffice dolce, che donava ai suoi clienti nel periodo pasquale. Ma adesso vi racconto il mio primo incontro con la fugassa, risalente, ormai a quattro anni fa. Ospite di amici, in un pomeriggio primaverile, mi fu chiesto se mi andava di assaggiare un pezzo di fugassa con "un'ombra de vin". Ed io, certo che sì, convinta che fosse qualcosa di almeno vagamente simile alla focaccia pugliese! L'ombra de vin mi rendeva assolutamente sicura che si trattasse di qualcosa di salato! Vi lascio immaginare il mio stupore innanzi a quella buona fetta di dolce. L'ombra de vin è fondamentale, perché la vera fugassa deve essere secca al punto giusto, deve cioè lasciare quella sensazione di pungente in gola, che mette voglia di bere. Si accompagna magnificamente al Moscato Fior d'arancio dei colli Euganei. Da allora mi sono sempre ripromessa di tentarla e devo dire che con questo primo esperimento, ho ottenuto un ottimo risultato. Vi lascio, quindi, la mia versione di questo dolce pasquale tipico della tradizione veneta, come preludio di una massiva produzione, che si annuncia in previsione della Pasqua.
A tutti, buon inizio settimana.



Ingredienti totali
150 gr di pasta madre rinfrescata 
580 gr di farina forte W360-380 (Rieper gialla) o in alternativa farina manitoba
240 gr di zucchero
160 gr di burro morbido (lasciato a temp. ambiente almeno un'ora)
5 tuorli d'uova medie
2 uova medie intere
100 gr di acqua
80 gr di latte
10 gr di miele
5 gr di sale
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
100 gr di arancia candita
2 cucchiai di Spumadoro (aroma a base di agrumi caratteristico di questa preparazione)
10 gr di lievito di birra

Ingredienti per la glassatura
La fugassa tradizionale è ricoperta solo da zucchero in granella, cosparsi in superficie con l'aiuto di albume leggermente sbattuto. In alternativa si può preparare una glassa semplicemente mescolando 50 gr di amido di mais a 100 gr di zucchero. Il tutto va amalgamato con dell'acqua, tanta quanto basta a formare una cremina, che non deve assolutamente colare. Ovviamente io non mi sono fatta mancare nulla e ho preparato entrambe le versioni.

Giorno 1:
Ingredienti lievitino
100 gr di farina presi dal totale
100 gr di acqua
5 gr di miele
10 gr di lievito di birra

Ingredienti primo impasto
tutto il lievitino
150 gr di pasta madre rinfrescata 
240 gr di farina forte W360-380 (Rieper gialla) o in alternativa farina manitoba
120 gr di zucchero
100 gr di burro morbido (lasciato a temp. ambiente almeno un'ora)
2 tuorli d'uova medie
2 uova medie intere
80 gr di latte
  • Nel tardo pomeriggio del primo giorno, preparare il lievitino, mescolando tutti gli ingredienti previsti. Dopo circa mezz'ora il lievitino è pronto. Questo si gonfierà e la superficie sarà ricca di bolle. A questo punto si può procedere a preparare il primo impasto.
  • In una planetaria, mettere il latte con la pasta madre a pezzetti e due cucchiaiate di zucchero. Dopo aver montato il gancio K, azionare la macchina a bassa velocità, in modo che la pasta madre si sciolga nel liquido.
  • Aggiungere il lievitino e far andare la macchina per qualche istante.
  • Aggiungere, poi, tanta farina quanta ne occorre a far incordare l'impasto, portando la macchina a velocità 1,5.
  • A questo punto inserire un tuorlo, seguito da una parte di zucchero e una di farina, sempre a velocità 1,5. Fare in modo che l'impasto rimanga sempre incordato. Continuare così , alternando uova, zucchero e farina, fino ad esaurire contemporaneamente i tre ingredienti. Tra un inserimento e l'altro, fermare la macchina e pulire bene la ciotola, da eventuali residui di impasto che vi si attaccheranno.
  • Terminato questo inserimento, è la volta del burro, che andrà inserito a pezzetti morbidi e il pezzetto seguente andrà inserito non prima che il precedente sia stato assorbito.
  • Durante tutta la lavorazione, l'impasto dovrà risultare ben incordato.
  • Trasferire l'impasto in una ciotola abbastanza capiente, coperta da pellicola. Dopo circa mezz'ora, porre in frigorifero e lasciare lì l'impasto tutta la notte (almeno 12 ore). 

Giorno 2:
Ingredienti secondo impasto 
240 gr di farina forte W360-380 (Rieper gialla) o in alternativa farina manitoba
120 gr di zucchero
60 gr di burro morbido (lasciato a temp. ambiente almeno un'ora)
3 tuorli d'uova medie
10 gr di miele
5 gr di sale
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
100 gr di arancia candita
2 cucchiai di Spumadoro (aroma a base di agrumi caratteristico di questa preparazione)
  • Al mattino seguente, togliere l'impasto dal frigo. Durante la notte, il suo volume triplicherà. Lasciare l'impasto a temperatura ambiente un paio d'ore. Nel frattempo, polverizzare le arance candite in un mixer e tenerle da parte.
  • Trasferire l'impasto nella ciotola della planetaria e montare il gancio K. Prima di iniziare, mettere da parte un paio di cucchiai di farina, presi dalla rimanente. 
  • Far andare la macchina per pochi istanti a bassa velocità e poi iniziare con l'inserimento delle uova, dello zucchero e della farina, così come fatto in precedenza, portando la macchina a velocità 1,5. Con l'ultima parte di zucchero, inserire anche il sale.
  • Dopodiché inserire il burro a pezzetti morbidi e il pezzetto seguente andrà inserito non prima che il precedente sia stato assorbito.
  • A questo punto, inserire il miele. Se l'impasto non dovesse mantenersi incordati, aggiungere un pò della farina messa da parte.
  • Inserire per ultimi gli aromi (vaniglia e spumadoro), seguiti dagli ultimi spolveri di farina tenuti da parte.
  • A questo punto,  spegnere la macchina e aggiungere i canditi, prima spatolando a mano e poi montare il gancio e azionare la macchina a velocità 1. Lavorare l'impasto qualche minuto, in modo che i canditi si amalgameranno e la maglia glutinica si allunghi.
  • lasciar riposare l'impasto mezz'ora, dopodiché procedere alla spezzatura e poi alla formatura.
  • Su di un piano da lavoro leggermente oleato con olio di semi di arachidi, adagiare l'impasto e spezzarlo in due, con un tagli netto e deciso (utilizzare una spatola di metallo).
  • Arrotondare e mettere nei pirottini. 
  • Lasciar lievitare fino a due dita dal bordo. Ci vorranno circa 6/8 ore.
  • Glassare e decorare a piacere, come indicato sopra. 
  • Cuocere a 200° per circa 40 minuti.
  • Se la superficie dovesse scurirsi troppo, coprire con carta d'alluminio (non fate come me!!!!!!)

Con questa ricetta partecipo al contest "Pasqua lievitata" di "Aboutfood"




Aggiornamento del 14/03/2012
Versione con lievito di birra da fare in un giorno

Ingredienti totali
650 gr di farina forte W360-380 (Rieper gialla) o in alternativa farina manitoba
240 gr di zucchero
160 gr di burro morbido (lasciato a temp. ambiente almeno un'ora)
5 tuorli d'uova medie
2 uova medie intere
125 gr di acqua
100 gr di latte
10 gr di miele
5 gr di sale
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
100 gr di arancia candita
2 cucchiai di Spumadoro (aroma a base di agrumi caratteristico di questa preparazione)
20 gr di lievito di birra

Ingredienti lievitino
100 gr di farina presi dal totale
100 gr di acqua
5 gr di miele
10 gr di lievito di birra

  • preparare il lievitino, mescolando tutti gli ingredienti previsti. Dopo circa mezz'ora il lievitino è pronto. Questo si gonfierà e la superficie sarà ricca di bolle. A questo punto si può procedere a preparare l’impasto.
  • Sciogliere il restante lievito di birra nel latte.
  • In una planetaria, mettere il latte con il lievito di birra sciolto e due cucchiaiate di zucchero. Dopo aver montato la foglia, azionare la macchina a bassa velocità.
  • Aggiungere il lievitino e far andare la macchina per qualche istante.
  •  Mettere da parte qualche cucchiaiata di farina.
  • Aggiungere, poi, tanta farina quanta ne occorre a far incordare l'impasto, portando la macchina a velocità 1,5.
  • A questo punto inserire un tuorlo, seguito da una parte di zucchero e una di farina, sempre a velocità 1,5. Fare in modo che l'impasto rimanga sempre incordato. Continuare così , alternando uova, zucchero e farina, fino ad esaurire contemporaneamente i tre ingredienti. Tra un inserimento e l'altro, fermare la macchina e pulire bene la ciotola, da eventuali residui di impasto che vi si attaccheranno.
  • Terminato questo inserimento, è la volta del burro, che andrà inserito a pezzetti morbidi e il pezzetto seguente andrà inserito non prima che il precedente sia stato assorbito.
  • Durante tutta la lavorazione, l'impasto dovrà risultare ben incordato.
  • A questo punto, inserire il miele. Se l'impasto non dovesse mantenersi incordati, aggiungere un pò della farina messa da parte.
  • Inserire per ultimi gli aromi (vaniglia e spumadoro), seguiti dagli ultimi spolveri di farina tenuti da parte.
  • A questo punto,  spegnere la macchina e aggiungere i canditi, prima spatolando a mano e poi montare il gancio e azionare la macchina a velocità 1. Lavorare l'impasto qualche minuto, in modo che i canditi si amalgamino e la maglia glutinica si allunghi.
  • Lasciar riposare l'impasto mezz'ora, dopodiché procedere alla spezzatura e poi alla formatura.
  • Su di un piano da lavoro leggermente oleato con olio di semi di arachidi, adagiare l'impasto e spezzarlo in due, con un tagli netto e deciso (utilizzare una spatola di metallo).
  • Arrotondare e mettere nei pirottini. 
  • Lasciar lievitare fino a due dita dal bordo.
  • Glassare e decorare a piacere, come indicato sopra. 
  • Cuocere a 200° per circa 40 minuti.
  • Se la superficie dovesse scurirsi troppo, coprire con carta d'alluminio (non fate come me!!!!!!)

Con entrambe le versioni partecipo alla raccolta di Mamma Papera's blog, "Mettiamo un dolce sano a tavola"


venerdì 24 febbraio 2012

Pepite d'oro zafferano su letto di orata

Che settimana ragazzi! Il ponte di Carnevale è volato, siamo tornati alla solita routine e meno male che il mio lavoro non mi impegna tutto il giorno, perché altrimenti non saprei proprio come fare! Comunque, ho rimediato: il giro a Venezia l'ho fatto! Un tripudio di gente e di colori che entusiasma sempre: del resto è anche questo il fascino della città delle calli!
Questa volta arrivo proprio sul gong per partecipare allo splendido appuntamento mensile con il contest di Cinzia di Essenza in cucina e di Valentina di My taste for food. Il tema di questo mese è il colore oro dello zafferano. A mio avviso, quello dello zafferano con il pesce è un connubio perfetto. Per questo motivo, ho pensato a questa ricettina, che vi lascio come idea per il pranzo domenicale. Buon week-end a tutti


Ingredienti per due persone
300 gr di patate per gnocchi
100 gr di farina antigrumi Molino Chiavazza
700 gr di vongole freschissime
un'orata freschissima
1 bustina di zafferano
1 spicchio di aglio
3 cucchiai di olio evo Dante terre Antiche
sale fino Gemma qb
sale grosso Gemma qb
pepe bianco Tecal qb
  • Innanzitutto preparare le pepite (gnocchetti). Cuocere le patate in abbondante acqua salata con tutta la buccia. Portarle a cottura, fino a quando, infilzandole con una forchetta, queste risulteranno morbide. Pelarle e passarle allo schiacciapatate fintanto che queste sono ancora calde. Lasciar intiepidire il passato e poi aggiungervi la farina e un pizzico di sale. Impastare il tutto fino ad ottenere un impasto morbido. A questo punto, con il composto ottenuto, formare le pepite. Lasciarle asciugare su di un vassoio spolverizzato di farina.
  • In un'altra pentola, aprire le vongole, facendo dapprima rosolare l'aglio in un cucchiaio di olio. Aggiungere le vongole e lasciar che le valve si aprano, a fuoco vivace e tegame coperto. Lasciar raffreddare, eliminare le valve, conservando il liquido di cottura e tenendone da parte qualcuna per la decorazione del piatto.
  • Nel frattempo preparare il sughetto di pesce.  Pulire e sfilettare l'orata, tenendo da parte la testa e le lisce. In un tegame abbastanza capiente (in cui poi mantecaremo il tutto), scaldare un cucchiaio di olio e aggiungere le lisce e la testa dell'orata. Lasciar andare qualche minuto a fuoco medio e poi eliminare i resti del pesce, che nel frattempo avranno rilasciato tutto il loro sapore, donando, così una marcia in più al piatto finale. Unire le vongole. 
  • In una padella antiaderente, scottare i filetti d'orata da entrambi le parti. Fare attenzione che la padella sia molto rovente, altrimenti il pesce diventerà stopposo. Salare leggermente e condire con un filo d'olio.
  • Sciogliere lo zafferano in mezza tazzina di acqua delle vongole, facendo attenzione che non sia molto salata.
  • Cuocere le pepite in abbondante acqua salata. Come per gli gnocchi, saranno pronte quando verranno a galla. Scolare gli gnocchi e tenere da parte un bicchiere di acqua di cottura. 
  • Versare gli gnocchi nella padella con le vongole, insieme allo zafferano disciolto. Amalgamare il tutto a fiamma dolce, aiutandosi con l'acqua di cottura degli gnocchi, nel caso dovesse essere necessario.
  • Montare il piatto come segue. Adagiare sulla base del piatto e con l'aiuto di un coppa-pasta il filetto di orata. Aggiungere gli gnocchetti e decorare a piacere con qualche vongola. 
Con questa ricetta partecipo al contest "oro zafferano"