martedì 7 agosto 2012

L'insolito gelato.....senza gelatiera

Eccomi di ritorno! La settimana marchigiana si è appena conclusa e il caldo, negli ultimi giorni, è sempre più insistente. Ascoli è molto bella e a Recanati ho capito perché Leopardi era pessimista.....ma tutto ciò sarà oggetto a breve di un mio resoconto, con tanto di ricetta, per cui.....stay tuned.
Il caldo non mi invoglia per nulla ad azionare il forno, per cui oggi vi lascio una ricetta bella fresca, anche se non di certo ipocalorica.
L'azienda Loison, leader nella produzione dei grandi lievitati, tra cui fantastici panettoni e favolose colombe, ha indetto un'iniziativa davvero brillante, a cui ho deciso di partecipare, trasformando il loro magnifico panettone al fico in un sublime e delicato gelato. 
Si tratta di un gelato al panettone al fico variegato al caramello salato, con fichi bianchi del cilento, che se da dessert vuole diventare antipasto, basta accompagnare con del prosciutto dolce. Una duplice chiave di lettura per questa delizia, a seconda dell'utilizzo che volete farne. Delizioso.
E se volete suscitare l'effetto sorpresa, portatelo in tavola, adagiandolo all'interno del panettone privato della parte interna (che utilizzerete nel gelato), guarnendo con fichi bianchi del Cilento e, solo se volete servirlo come antipasto, aggiungete delle fette di prosciutto! 
Delizioso!



Ingredienti
600 gr di latte intero
500 ml di panna fresca
200 gr di zucchero a velo vanigliato
10 gr di gelatina in fogli
250 gr di panettone al fico Loison (mollica interna)

Panettone al fico Loison
Fichi bianchi del Cilento
prosciutto crudo dolce

Per il caramello salato 

250 gr di zucchero
65 gr di acqua
25 gr di glucosio
120 ml di panna fresca leggermente intiepidita
180 gr di burro, di cui 130 salato  e 50 normale

  • Innanzitutto lasciar rinvenire la gelatina in acqua fredda per almeno dieci minuti.
  • Tagliare la calotta del panettone, facendo attenzione a non romperla. Svuotare il panettone della mollica interna, prestando attenzione a non rovinarlo e recuperandone circa 250 gr.
  • Il guscio ci servirà da vassoio!
  • Nel frattempo, porre sul fuoco il latte  e lo zucchero e, quando inizia il bollore, spegnere.
  • Aggiungere la gelatina ben strizzata e mescolare ben bene. Lasciar freddare.
  • Montare la panna e aggiungervi la miscela di latte, zucchero e gelatina raffreddata, gradatamente e Mescolando dal basso verso l'alto.
  • Aggiungere il panettone sminuzzato finemente.
  • Riporre in freezer per sei ore.
  • Nel frattempo, preparare il caramello salato come segue.
  • Porre sul fuoco l’acqua con lo zucchero e cuocere a fuoco basso fino ad ottenere un caramello biondo. Togliere dal fuoco e aggiungere la panna tiepida, facendo attenzione a non ustionarsi. Mescolare con una frusta velocemente. Far raffreddare per circa 10 minuti e poi aggiungere il burro, mescolando con una frusta, fino a d ottenere un composto liscio e vellutato.
  • Trascorse le sei ore, togliere il gelato dal freezer e attendere circa mezz'ora che si ammorbidisca.
  • Mescolare ben bene. 
  • Adagiare il gelato a cucchiaiate nel guscio di panettone, formando un primo strato sul quale vanno versate un paio di cucchiaiate di caramello salato. Continuare così, fino a finire il gelato.
  • Decorare con fichi bianchi del Cilento.
  • Qualora vogliate utilizzare questo dessert come antipasto, aggiungete delle fette di prosciutto crudo!
con questa ricetta partecipo al Contest "L'insolito gelato"




sabato 28 luglio 2012

Dopo la Puglia, la focaccia barese.....

Ed eccomi di nuovo qui! Finalmente dopo circa 2500 km macinati, in auto e in soli venti giorni, lungo lo stivale, mi sento un tantino disorientata. E' per questo che sono stata un po' assente dal web!
Ma domani si riparte, alla volta delle Marche, per una settimana di vere ferie e relax. Ovviamente al mio rientro avrete qualche immagine, con resoconto.
Ma torniamo alla ricetta di oggi. Prima di archiviare definitivamente la Puglia, volevo deliziarvi con una bella focaccia barese. E' uno dei miei lievitati preferiti e se ne gustate una bella fetta con la mortazza, come fanno a Bari, ve ne ricorderete il fantastico gusto per sempre. 
Il fatto di essere via da casa, senza planetaria, nè attrezzature megagalattiche, mi ha fatto riscoprire il piacere di impastare a mano. E' davvero rilassante!
Ovviamente la mia versione di questa prelibatezza è con pasta madre!
Buon week end a tutti e ci rivediamo al mio rientro!


Ingredienti
200 gr di pasta madre rinfrescata (oppure 25 gr di lievito di birra)
450 gr di farina 0 (11% di proteine) (oppure 570 gr se con lievito di birra )
250 gr di semola rimacinata di grano duro Molino Chiavazza
150 gr di patate lesse oppure 2 cucchiai di preparato per purè
450 gr di acqua (oppure 570 gr se con lievito di birra)
15 gr di sale fino

Per il condimento
pomodorini qb
origano qb
2 cucchiai di olio evo
sale grosso
acqua qb
  • In una terrina, sciogliere la pasta madre a pezzettoni con metà dell'acqua.
  • Aggiungere metà delle farine setacciate insieme e mescolare, dapprima con un cucchiaio e poi, quando non sarà più possibile con il cucchiaio, utilizzare le mani. Bisognerà ottenere un impasto ben incordato.
  • Aggiungere gradatamente la farina e l'acqua rimanenti, alternandole. Impastare energicamente e facendo in modo che l'impasto resti sempre incordato.
  • Nell'ultima parte d'acqua sciogliere il sale ed emulsionare l'olio.
  • Aggiungere il tutto a filo all'impasto, alternando l'emulsione alla farina.
  • A questo punto, se non avete la planetaria, fate come me: battete l'impasto ripetutamente su di un piano da lavoro, così come spiegato da Bertinet in questo video http://www.gourmet.com/magazine/video/2008/03/bertinet_sweetdough
  • Si tratta di un metodo di impastamento che Bertinet utilizza per gli impasti dolci, ma che ho trovato utile anche in questo caso. All'inizio può essere scoraggiante, ma alla fine otterrete un impasto super incordato.
  • Lasciar lievitare in una ciotola oleata, coperta da pellicola, fino al raddoppio.
  • Trasferire l'impasto in una teglia (io 38 cm di diametro), stenderlo con le mani, schiacciando con delicatezza in modo che non fuoriescano i gas della lievitazione.
  • Tagliare a metà i pomodorini e disporli sulla focaccia, premendo sull'impasto.
  • Lasciar lievitare fino al bordo della teglia.
  • Emulsionare i due cucchiai di olio in poca acqua e versare l'emulsione sulla focaccia.
  • Cospargere con un pò di sale grosso e origano.
  • Cuocere in forno caldo a 200° per circa 25 minuti.
  • Mangiare calda



venerdì 13 luglio 2012

Se Biancaneve avesse trovato la pasta madre nel frigo dei sette nani……


La favola di Biancaneve è la preferita della mia Lulù.
Tutte le volte che gliela racconto, alla fatidica domanda dell’arcigna matrigna allo specchio magico: 
“O specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?”, lei risponde: "Lulù"!
“Ma come Lulù! E Biancaneve?”
“Bancaneve butta” risponde lei!
Che tipa! Sarà mica che è un tantino megalomane? Ma da chi avrà ereditato mai questo aspetto del suo caratterino niente male? Io una mezza idea ce l’avrei, ma la tengo per me!!!!!
Così quando ho letto di questa fantastica iniziativa di Sonia di “oggi pane e salame, domani…” e di Sara di "Storie di zucchero", in collaborazione con Villa Campestri Olive Oil Resort, il mio pensiero è andato subito a Biancaneve e alla mela stregata. Quale miglior ingrediente per realizzare un pane magico e profumato, se non una sana e profumata mela?
L’idea è nata proprio così e stamattina, con il validissimo aiuto della vice chef patissiere Lulù, abbiamo dato inizio alla preparazione. Premesso che siamo in vacanza con un forno a gas sconosciuto e niente planetaria, il risultato è stato davvero soddisfacente.
Sapete quanto adoro i pani colorati, quindi non mi son fatta scappare l’occasione e abbiamo realizzato un pane dolce alle mele con amaretti e cioccolato.  Via via che l’impasto prendeva corpo, ho voluto stravolgere la favola di Biancaneve e questa volta a Lulù l’ho raccontata così.

…….arrivata nella casa dei sette nani, Biancaneve trova un vasetto, al cui interno era custodita una pasta magica: la pasta madre. La pasta madre era l’antidoto segreto al veleno della matrigna cattiva. Così, quando Biancaneve riceve dalla strega la mela avvelenata, prepara un buon pane alle mele a lievitazione naturale per la colazione dei suoi nani. Il pane di Biancaneve era tanto buono e profumato che nessuno seppe resistere. Neanche il principe azzurro, giunto fin lì, perché inebriato dal profumo del pane. Tra il principe e Biancaneve fu amore a prima vista. La bella fanciulla, dalla pelle bianca come la neve, grazie alla pasta madre, aveva neutralizzato la strega cattiva e aveva preso per la gola il suo amato. I due, tra una panificazione e l’altra, vissero felici e contenti per l’eternità!!!!!

Beh, che dire…….è la magia della pasta madre!!!!ahahahahahha!



Per l’impasto bianco
75 gr di pasta madre rinfrescata tre volte (oppure 10 gr di lievito di birra)
290 gr di  farina 0 MolinoChiavazza  (340 gr se con lievito di birra)
40 gr di acqua (65 gr se con lievito di birra)
50 gr di zucchero
7 gr di sale fino iodato Gemma
20 gr di miele d’arancio Rigoni di asiago
2 uova
30 ml di olio di semi di arachidi
Zeste di mezza arancia
1 cucchiaino di estratto di vaniglia.
  • In una ciotola, inserire l’acqua, lo zucchero e il miele. Spezzettare all'interno la pasta madre e scioglierla , utilizzando le mani e fino ad ottenere una pastella grumosa.
  • Aggiungere le uova, leggermente battute e amalgamarle al composto.
  • Aggiungere ora la farina, il sale, l’estratto e le zeste e amalgamare il tutto con un cucchiaio, fino a che la farina si sarà idratata e non farete una certa difficoltà a continuare con il cucchiaio.
  • Aggiungere l’olio a filo e continuare ad impastare con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
  • Lasciar riposare, coperto da pellicola, per circa mezz'ora.


Per l’impasto al cacao
75 gr di pasta madre rinfrescata tre volte (oppure 10 gr di lievito di birra)
250 gr di farina 0 MolinoChiavazza (300 gr se con lievito di birra)
50 gr di cacao
40 gr di acqua (65 gr se con lievito di birra)
50 gr di zucchero
7 gr di sale fino iodato Gemma
20 gr di miele d’arancio Rigoni di asiago
2 uova
30 ml di olio di semi di arachidi
Zeste di mezza arancia
1 cucchiaino di estratto di vaniglia.

Il procedimento è praticamente identico al precedente, solo che insieme alla farina va aggiunto anche il cacao.

Per la composizione:
1 mela a fettine sottili
10 amaretti sbriciolati
  • Stendere il primo impasto in un rettangolo di spessore circa mezzo centimetro.
  • Adagiarvi le fettine sottili di mela e spolverizzare la superficie di amaretti sbriciolati.
  • Stendere l’impasto al cacao in un rettangolo quanto più possibile delle stesse dimensioni del primo.
  • Adagiarlo sul primo rettangolo cosparso di mele ed amaretti.
  • Arrotolare il tutto sul lato lungo e adagiare il rotolo ottenuto in uno stampo da plum cake, rivestito da carta forno. Lasciar lievitare fino al bordo dello stampo.
  • Cuocere in forno caldo a 200° per circa 25 minuti.
  • Far raffreddare e servire a colazione o merenda con un buon succo di frutta. 
  • I vostri bimbi vi ringrazieranno.

 Con questa ricetta partecipo al contest "Sfida a 4 mani tra favole e fornelli"


martedì 10 luglio 2012

Primo reportage dalla terra dei messapi: marangiani cheni, o meglio melanzane ripiene.


Finalmente vacanze! Strameritate quest’anno! Quanta fatica fin qui! La stangata finale l’ho avuta con la maturità dalle temperature roventi! Il fatto di dover interrogare con 38 gradi all’esterno mi ha devastato non poco….almeno quanto le baggianate che, giorno dopo giorno, ho ascoltato dalle bocche dei fanciulli maturandi (ormai maturati), che poco apprezzano le materie scientifiche.
Ma il disprezzo del sapere scientifico sarà argomento di un altro post a breve. Per cui ora beccatevi questo reportage dalle calorie stratosferiche, ma dal gusto inimitabile.
Oggi parliamo di melanzane ripiene, o meglio “marangiani cheni”, così come le chiamano qui a Maruggio.
Vi racconto il mio primo incontro con questa prelibatezza della tradizione pugliese.  
Era luglio del 2006 e da poco io e Maury avevamo preso a frequentarci. Così, io tutta presa da questa nuova relazione che sembrava andare per il meglio, mi son catapultata su un intercity rovente e ho raggiunto il mio principe azzurro in quel di Maruggio. Scesa dal treno a Taranto, ha avuto inizio il mio viaggio in macchina alla volta del paesello. Sconvolta dal caldo umido e terribile, son rimasta angosciata dal paesaggio che abbiamo incontrato lungo la strada. Filari infiniti di ulivi, uno dietro l’altro, la terra rossa e argillosa, che sembrava quasi bruciata dal sole. Ancora oggi stento ad abituarmi a questo stato quasi selvaggio del territorio in questione, ma probabilmente la bellezza e la genuinità dei prodotti di questa terra son dovuti anche a queste caratteristiche.
Giunti sul posto, mi è bastato davvero poco per riprendermi dal viaggio: le melanzane ripiene mi aspettavano in tavola, pronte per essere assaporate fino all’ultimo boccone. E sì, stiamo parlando della prima pietanza in assoluto che io ho assaggiato in questa meravigliosa terra.
Innanzitutto le melanzane sono leggermente più piccole di quelle che si trovano nei supermercati e vanno rigorosamente acquistate dal contadino che ha il suo bel banchetto dinanzi l’uscio di casa.  Vogliamo parlare del sapore? Lo definirei intenso.
Il ripieno? Per quello non potrò darvi le quantità giuste perché come si dice qui “più ci metti e più ci trovi”….e secondo me molto dipende anche dal gusto personale (più formaggio, meno pepe, ecc…).
Tenete presente, però, che qualsiasi cosa vogliate aggiungere, il tutto dovrà avere la consistenza di una polpetta. Non deve essere né troppo molle, né troppo asciutto, altrimenti la riuscita non è ottimale.
Buon appetito!



Un ringraziamento particolare a mia cognata Pina, che nonostante il caldo ha preparato questa bontà e mi ha dato modo di postare la ricetta!

Ingredienti per 8 melanzane
4 melanzane viola di quelle lunghe
Pane raffermo
Prosciutto cotto
Mozzarella
Uova
Passata di pomodoro La rustica Cirio
Aglio qb
Grana o cacio ricotta
Olio evo (possibilmente pugliese)
Sale
Pepe
basilico

  • Innanzitutto, preparare un sugo di pomodoro, facendo dapprima soffriggere dell’aglio in due cucchiai di olio. Aggiungere la passata di pomodoro, salare  e far cuocere per circa trenta di minuti a fuoco lento.
  • Pulire le melanzane, privandole del picciolo superiore e tagliarle i due nel senso della lunghezza.
  • Con uno scavino, ricavare la polpa e tagliarla a pezzetti piccoli.  In questo modo si otterranno otto mezze melanzane vuote all' interno. Mettere da parte questi gusci.
  • Sbollentare la polpa ottenuta in poca acqua bollente per pochi minuti, giusto il tempo di ammorbidirla.
  • Preparare il ripieno, amalgamando tutti gli ingredienti, alla polpa sbollentata, con le uova. Salare e pepare a piacere.
  • Con l‘impasto ottenuto, riempire i gusci vuoti delle melanzane.  Spolverizzarne la superficie con il pan grattato e friggere in abbondante olio. La melanzana va fatta friggere in un primo momento dalla parte del ripieno e poi dalla parte del guscio. Far sgocciolare su carta assorbente.
  • Nel frattempo, riempire con uno stato di salsa di pomodoro una teglia da forno.
  • Adagiare le melanzane all’interno della teglia e coprire il tutto con un altro strato di salsa di pomodoro.
  • Spolverizzare con un po’ di basilico tritato e passare in forno a 180° per venti minuti circa.

 Con questa ricetta partecipo alla sfida di luglio di "Nella cucina di Laura", 


lunedì 2 luglio 2012

E' questione di superiorità numerica: treccia tricolore

Domenica primo luglio. Fuori il caldo è aberrante, le temperature sono roventi e aspetto amici a cena....c'è la finale degli europei! E allora pizza, pizza per tutti!
Tutto in tavola rievoca i colori della nostra bandiera: focaccia pugliese con pomodorini e rucola, cheese cake salata ai tre colori e non può mancare un buon pane tricolore.
Tutti seduti davanti alla tv, in religioso silenzio, la diretta ha inizio.
Cantano l'inno e la telecamera passa in rassegna i volti, seri e concentrati degli azzurri. 
Ad un tratto la telecamera si sofferma su di lui. Sul ragazzone italianissimo, che si spera compia il miracolo.
E' super Mario. Mi ricordo di lui, quando appena adolescente, militava nel Lumezzane e frequentava il liceo paritario bresciano, in cui ho iniziato la mia carriera da "docente precaria". 
Di tempo ne è passato da allora e, da quanto si apprende dai rotocalchi, il temperamento di super Mario è rimasto lo stesso. Certo, di strada il nostro eroe nazionale ne ha fatta tanta (io invece son rimasta precaria!!!!!) e, insieme ad una squadra fatta di "gente fortissimi" (Zalone docet), ci ha regalato una gran bella emozione. L'emozione di essere giunti sul campo di Kiev e di aver giocato fino all'ultimo goccio di sudore.
Cari amici iberici, ci avete lasciato con l'amaro in bocca, ma la nostra è stata una dignitosa sconfitta.
Sicuramente siete stati bravi, ma è stato solo questione di superiorità numerica!!!!
Grazie azzurri!!!!
E intanto consoliamoci con una mega treccia tricolore....a lievitazione naturale ovviamente.


Questa è la ricetta di un pane all'olio, molto simile a questo impasto, da cui differisce sostanzialmente per l'assenza del latte. Ho fatto due trecce: una a 5 capi e l'altra a 3 capi
Alla fine degli intrecci, quella a cinque capi va leggermente appiattita al cento, creando così un incavo, in cui andrà adagiata la treccia a tre capi. Molto più semplice a farsi che a dirsi.

Per l'impasto bianco (2 cordoni)
75 gr di pasta madre rinfrescata (in alternativa 15 gr di lievito di birra)
100 gr di farina 0 Molino Chiavazza
100 gr di farina manitoba (150 gr se con lievito di birra) Molino Chiavazza
100 gr di acqua (125 gr se con lievito di birra)
25 gr di olio di semi di arachidi
3 gr di zucchero 

  • Nella ciotola della planetaria, con l'aiuto della foglia (K), sciogliere la pasta madre con il latte, l'acqua e lo zucchero a bassa velocità. Aggiungere le farine (tenendone da parte 1 cucchiaio di farina 0), il sale e far incordare bene l'impasto, che risulterà morbido ma incordato. Far andare la macchina per qualche minuto a velocità 1.
  • Aggiungere a filo l'olio, gradatamente. Fare in modo che l'impasto rimanga incordato. 
  • Quando tutto l'olio sarà assorbito, montare il gancio, aggiungere la parte di farina tenuta da parte e lavorare un paio di minuti, sempre a velocità 1.
  • Lasciar riposare l'impasto in una ciotola, coperto con pellicola per almeno 30'.
  • Da questo impasto si otterranno due cordoni: uno per la treccia a 5 capi e un altro per quella a tre capi.

Per l'impasto rosso (3 cordoni)
105 gr di pasta madre rinfrescata (in alternativa 20 gr di lievito di birra) Molino Chiavazza
150 gr di farina 0 Molino Chiavazza
150 gr di farina manitoba (225 gr se con lievito di birra) Molino Chiavazza
90 gr di acqua (125 gr se con lievito di birra)
100 gr di concentrato di pomodoro Cirio
40 gr di olio di semi di arachidi
5 gr di zucchero 

  • Nella ciotola della planetaria, con l'aiuto della foglia (K), sciogliere la pasta madre con il latte, l'acqua e lo zucchero a bassa velocità. Aggiungere il concentrato di pomodoro,le farine (tenendone da parte 1 cucchiaio di farina 0), il sale e far incordare bene l'impasto, che risulterà morbido ma incordato. Far andare la macchina per qualche minuto a velocità 1.
  • Aggiungere a filo l'olio, gradatamente. Fare in modo che l'impasto rimanga incordato. 
  • Quando tutto l'olio sarà assorbito, montare il gancio, aggiungere la parte di farina tenuta da parte e lavorare un paio di minuti, sempre a velocità 1.
  • Lasciar riposare l'impasto in una ciotola, coperto con pellicola per almeno 30'.
  • Da questo impasto si otterranno tre cordoni: due per la treccia a 5 capi e un altro per quella a tre capi.

Per l'impasto verde (3 cordoni)
105 gr di pasta madre rinfrescata (in alternativa 20 gr di lievito di birra) Molino Chiavazza
150 gr di farina 0  Molino Chiavazza
150 gr di farina manitoba (225 gr se con lievito di birra) Molino Chiavazza
90 gr di spinaci (vanno benissimo anche quelli congelati)
60 gr di acqua (95 gr se con lievito di birra)
40 gr di olio di semi di arachidi
5 gr di zucchero 

  • Nella ciotola della planetaria, con l'aiuto della foglia (K), sciogliere la pasta madre con il latte, l'acqua e lo zucchero a bassa velocità. Aggiungere gli spinaci tritati molto finemente, le farine (tenendone da parte 1 cucchiaio di farina 0), il sale e far incordare bene l'impasto, che risulterà morbido ma incordato. Far andare la macchina per qualche minuto a velocità 1.
  • Aggiungere a filo l'olio, gradatamente. Fare in modo che l'impasto rimanga incordato. 
  • Quando tutto l'olio sarà assorbito, montare il gancio, aggiungere la parte di farina tenuta da parte e lavorare un paio di minuti, sempre a velocità 1.
  • Lasciar riposare l'impasto in una ciotola, coperto con pellicola per almeno 30'.
  • Da questo impasto si otterranno tre cordoni: due per la treccia a 5 capi e un altro per quella a tre capi.
Con gli impasto ottenuti, realizzare due trecce, una a cinque capi e l'altra a tre.
Per la treccia a 5 capi utilizzare (alternando i colori con quello bianco al centro) un cordone bianco, 2 rossi e 2 verdi e intrecciare, portando, alternativamente, il primo e il quinto cordone al centro (ovvero alla posizione 3). Come già detto all'inizio, la treccia a cinque capi va leggermente appiattita al cento, creando così un incavo, in cui andrà adagiata la treccia a tre capi. 
Adagiare la treccia su di una teglia rivestita di carta forno e lasciar lievitare fino al raddoppio.
Cuocere in forno caldo statico a 200° per circa 40 minuti


Con questa ricetta salata partecipo a Get an Aid in the Kitchen di Cucina di Barbara 

martedì 26 giugno 2012

Un pane al limone per una colazione dai profumi sorrentini

Che stress! La maturità incalza e fuori la temperatura è rovente! Gli impegni sono tanti ed io riesco a star dietro al blog davvero poco. Che fatica!
La settimana scorsa suonano al campanello di casa. Vado al citofono e con enorme sorpresa mi ritrovo davanti il corriere con bel pacco per me. Si tratta del "signor pacco", quello che solo Nonno Elio (mio padre) riesce a donarmi. Il pacco con i gusti e profumi della mia terra.....terra in tutti sensi. Terra non solo intesa come origini, ma anche soprattutto come casa, come terreno coltivato da sapienti mani di famiglia. 
Apro e ritrovo di tutto...tutto quello che la mia bella campania felix mi ha sempre ragalato: pomodori, melanzane, zucchine e tanti bei limoni! che colori e che profumi!
E' vero: fuori caldo, ma non desisto. La mia pasta madre ha bisogno di un rinfresco e i limoni di essere utilizzati immediatamente! E' così che nasce l'idea di questo bel pane al profumo di limone, ottimo per una colazione con sprint. Intensamente profumato, vi stupirà per la formidabile delicatezza.
Un suggerimento: gustatelo con un buon caffè, aromatizzato con un pezzetto di limone (così come si fa lungo tutta la costiera amalfitana e sorrentina) e con un velo di marmellata al limone Rigoni di Asiago....mi ringrazierete!


Ingredienti
130 gr di pasta madre rinfrescata (in alternativa 20 gr di lievito di birra)
130 ml di latte (200 gr se con lievito di birra)
330 gr di farina (400 gr se con lievito di birra) + 10 gr da inserire alla fine l'uvetta
120 gr di zucchero
1 uovo medio
100 gr di burro
10 gr di sale
100 gr di uvetta sultanina fatta rinvenire in acqua tiepida
marmellata di limoni Rigoni di Asiago


  • Innanzitutto, lavare il limone. Grattugiarne le zeste e tenere da parte il succo di mezzo limone.
  • Nella ciotola della planetaria, spezzettare la pasta madre ed aggiungere il latte e lo zucchero.
  • Azionare la macchina a bassa velocità con la foglia e lasciar sciogliere la pasta madre.
  • Aggiungere i tre quarti circa di farina e lasciar incordare, portando gradatamente la velocità dlla macchina 1,5.
  • Quando l'impasto sarà ben incordato, aggiungere, nell'ordine e di seguito, l'uovo, il sale e la farina rimanente. Lasciar andare la macchina e far in modo che l'impasto rimanga sempre incordato.
  •  A questo punto, aggiungere il burro morbido, ma non in pomata, a pezzetti e non aggiungere il pezzo successivo se il precedente non è stato assorbito dall'impasto. Fare in modo che l'impasto resti sempre incordato durante tutta la lavorazione.
  • Aggiungere l'uvetta ben strizzata, le zeste, il succo di mezzo limone messo da parte e completare con i 10 gr di farina rimanenti.
  • Porre l'impasto a lievitare in uno stampo a cassetta o in uno da plum cake, rivestito con carta forno. 
  • Quando l'impasto avrà raggiunto il bordo dello stampo, cuocere in forno caldo a 220° per circa 40 minuti.


giovedì 21 giugno 2012

Visto che Sfida!

Sapete quanto io adori i contest e le sfide, non tanto perchè io sia una tipa competitiva, quanto piuttosto perchè amo mettermi in gioco, misurarmi, in qualche modo! Così, passando di qui, ho notato questo contest e mi son subito detta "provo"! Tanto più perchè, in un mondo in cui tutto è diventato "social", non potevo esimermi dall'accettare una sfida, lanciata su di un sito che fa social cooking! Sì, perchè "Visto che buono" è proprio questo: una mega community, fatta da tante belle persone, che interagiscono tra loro e condividono una grande passione. Passione, che in molti casi si trasforma in una vera e propria forma d'arte!

Ma andiamo alla sfida, anzi a...."visto che sfida"! Si tratta di otto sfide, in cui otto foodbloggers si misureranno, nella preparazione di un piatto a tema, confrontandosi con chi, tra i candidati, verrà giudicato un valido avversario. Che aspettate allora? Provate a candidarvi entro il 30 giugno per sfidare la bravissima Sandra Salerno di "Un tocco di zenzero"! Come fare? Basta registrarsi alla community e caricare qualche foto e/o un video con la vostra bella ricetta pensata per la sfida e il gioco è fatto! E poi....."visto che premi"?

1° premio: accesso alla finale con Sandra Salerno e pubblicazione della ricetta, con tanto di nome dell'autore, sulle confezioni di un prodotto Calvè o Knorr;

2°premio: un robot da cucina Bosch

3° premio: un workshop con il grande chef Enrico Fiorentini e un week end benessere

Il tema di questa quinta sfida, che vede "Un tocco di zenzero" protagonista, è il "delicatessen"! 

Beh, allora non vi resta che pensare alla ricetta, io la mia l'ho già preparata!

 

Gnocchi di patate al profumo di menta con melanzane al sesamo su salsa al grana 

Ingrdienti per due persone

300 gr di gnocchi patate

2 melanzane 

200 ml di panna da cucina

50 ml di latte

50 gr di grana padano

2 cucchiai di olio

sesamo qb

sale qb

pepe qb

menta qb

brodo qb

1 noce di burro

1 spicchio d'aglio

  • Tagliare le melanzane a pezzetti e adagiarle in una pirofila che possa andare in microonde.
  • Cuocerle per 15 minuti in microonde, in modo che possano perdere l'acqua.
  • Toglierle dal microonde, aggiungere l'olio, salare, pepare e amalgamre il tutto.
  • adagiarle in una teglia da forno, spolverizzare con il sesamo e passarle al grill per una decina di minuti.
  • Tenerle da parte.
  • Nel frattempo, in un pentolino far riscaldare la panna e il latte. Aggiungere un mestolo di brodo e il grana grattuggiato e con una frusta girare il tutto velocemente, fino a che il formaggio si sarà sciolto. Aggiungere altro brodo se necessario. 
  • Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolarli e passarli in padella, con una noce di burro.
  • Aggiungere un paio di cucchiaite di salsa al grana e amalgamare.
  • Impiattare, adagiando la salsa sul fondo del piatto, poi gli gnocchi ed infine le melanzane e decorare con della menta.
  • Buon appetito!

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